Come parla la Generazione Alpha, la prima del XXI secolo, immersa dalla nascita negli schermi digitali? E come esprimono le proprie paure, i sogni e la complessità del presente i giovani 11-13enni, che si apprestano a entrare nell’adolescenza? In Italia sono oggi circa 1.620.000 i ragazzi e le ragazze nati tra il 2013 e il 2015: una vasta rappresentanza di loro, oltre 1700 provenienti da tutta Italia, ha preso parte quest’anno alla realizzazione del Piccolo dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi, quarta edizione del progetto culturale ideato e promosso da Fondazione Pordenonelegge.it in collaborazione con Fondazione Treccani. Il volume, ricco di 165 definizioni, raccoglie lo sguardo, la creatività e le parole di studenti e studentesse delle Scuole Secondarie di I grado di tutta Italia, che hanno deciso di entrare a far parte del nuovo “atlante affettivo” in cui sono racchiuse le parole più importanti, più urgenti, più curiose, per raccontarsi e per raccontare com’è il mondo visto attraverso i loro occhi, e nei loro discorsi.
Progetto che rientra nel Dossier di Pordenone Capitale della Cultura 2027, e vede la partecipazione anche dell’Istituto Toniolo – ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – e di Parole O_Stili, il Piccolo dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi, coordinato dalla curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet, con il direttore artistico Gian Mario Villalta e la supervisione del linguista Giuseppe Antonelli, è frutto dell’impegno di 57 classi da 12 regioni italiane: oltre a 15 scuole del Friuli Venezia Giulia e del vicino Veneto, le adesioni sono arrivate da Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sardegna.
Il compito assegnato – sviluppare i propri pensieri sulla falsariga delle definizioni del dizionario – ha reso necessario capire come la lingua si possa analizzare da diverse prospettive (grammatica, etimologia, semantica, uso popolare o specialistico…). E dallo schema di base, fondamentale per identificare la parola, si schiude per ogni voce un valore aggiunto di libertà e spirito creativo. Un viaggio speciale nelle parole che, durante l’anno scolastico, ha promosso incontri formativi online rivolti agli insegnanti e agli studenti: destinazione finale la 27^ edizione di pordenonelegge – Festa del libro e della libertà con la presentazione della quarta edizione del Dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi venerdì 18 settembre, alle 10.30 nello Spazio Banca 360 FVG.
«Lo straordinario viaggio nelle parole e nel mondo dei ragazzi – sottolinea Valentina Gasparet, coordinatrice del progetto – continua a sorprenderci e appassionarci, sempre di più. Attraverso le voci antiche di un dizionario (“immaginario”, appunto) possiamo ascoltare la voce più fresca, più libera, forse anche più segreta delle ragazze e dei ragazzi. E possiamo condividere il loro sguardo luminoso sul futuro, il loro presente talvolta complesso, ma anche poetico (e molto ironico), la loro attenzione vera agli altri, alle cose, alla vita».
Giuseppe Antonelli: “Ancora una volta ragazze e ragazzi trovano il modo di raccontare il loro mondo attraverso le parole. Ci sono quelle della loro generazione, come i tanti verbi tratti da parole inglesi (flexare, snitchare, jumpscarare); ci sono le parole inventate nella loro classe o nel loro gruppo (gelovello, strambotik). Ma basta guardare alla lettera A, per rendersi conto che ancora una volta ci sono soprattutto le parole della vita e dei sentimenti: abbraccio, amicizia, amore, autenticità. Parole di quel vocabolario comune che – anno dopo anno, edizione dopo edizione – si rinnova qui grazie al loro personalissimo sguardo”.
«L’iniziativa – ha dichiarato Giuditta Albanese per la Fondazione Treccani Cultura – è di grande interesse nell’idea comune di esplorare le parole attraverso lo sguardo dei più giovani. Siamo soddisfatti di essere partner di Fondazione Pordenonelegge anche in diverse iniziative durante il festival e auspichiamo di continuare questa collaborazione in futuro».
«È importante che questo progetto sia tra quelli inseriti nel dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 – ha spiegato l’Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone Alberto Parigi –perché porta con sé una forte dimensione nazionale: si rivolge infatti a tutto il Paese, come è giusto che sia per una Capitale italiana della cultura. Ma c’è un elemento che considero ancora più significativo: il progetto offre ai ragazzi una possibilità di partecipazione vera, concreta e originale. Dà loro spazio e, soprattutto, li ascolta. Le tante parole nuove che emergono da questo percorso sono un segnale prezioso, raccontano un mondo, quello dei giovani e dei giovanissimi, che noi adulti dobbiamo avere la capacità e la curiosità di scoprire e comprendere. Un mondo in cui le emozioni hanno un ruolo centrale e che spesso trova nuove parole per raccontare ciò che vive. C’è poi un altro elemento che arricchisce e nobilita il progetto e, con esso, il percorso di Pordenone Capitale italiana della Cultura: la collaborazione tra prestigiose realtà culturali come Fondazione Pordenonelegge.it, Fondazione Treccani, Istituto Toniolo e Parole O_Stili, una rete importante che mette al centro i giovani e la loro capacità di interpretare il presente».

Ecco le parole della Generazione Alpha, per definire il nostro tempo.
Il Piccolo Dizionario fotografa una lingua in continua evoluzione, fortemente influenzata dalle piattaforme digitali come TikTok o Twitch e dalla musica rap e trap. Ne emerge un affresco linguistico unico, un vero e proprio melting pot verbale dove l’italiano si contamina profondamente con l’inglese, i linguaggi dei social network e i codici del gaming, senza perdere una profonda e sorprendente sensibilità poetica e un interesse reale a ciò che accade intorno a loro. Nel vocabolario quotidiano dei ragazzi entrano termini legati alla socialità online come l’ormai celebre aura, raccontata in una sequenza di varie definizioni approntate dai giovani italiani, intesa come un punteggio immaginario di popolarità e carisma utile a integrarsi nel gruppo. E c’è flexare, che descrive l’ostentazione spontanea e a volte autoironica dei propri successi. Si normalizzano molti prestiti dall’inglese come skillato, riferito a chi è molto abile in un’attività, snitchare, l’atto di fare la spia tradendo la fiducia altrui, o l’espressione entusiastica letsgoski, nata nello streaming per trasmettere massima energia positiva. Il web impone anche parole come glassare, un neologismo usato per definire qualcosa di figo o fatto in modo perfetto ed elegante, e l’immancabile dinamica del trollare, ovvero disturbare online per puro divertimento. Non mancano gesti relazionali complessi come il ghostare, cioè l’interrompere bruscamente le comunicazioni senza dare spiegazioni, o concetti riadattati alla vita scolastica come il jumpscare, che i ragazzi associano all’effetto sorpresa provocato dall’improvviso annuncio di un’interrogazione da parte di un professore.
Accanto allo slang più popolare, la Generazione Alpha dimostra una straordinaria capacità di inventare parole completamente nuove, unendo concetti diversi, e dando vita a neologismi capaci di descrivere sensazioni fisiche ed emotive inedite. È il caso di gelovello, termine che unisce il freddo al cervello per indicare sia il mal di testa che genera il consumare troppo rapido di un gelato, che la stanchezza cerebrale dopo ore di studio intenso. Con la stessa intuizione nasce trasgola, che descrive quel groppo in gola legato alla tristezza o al bisogno trattenuto di piangere, mentre strambotik diventa una variante fantasiosa e affascinante per definire qualcuno di insolito ma profondamente carino.
La vera sorpresa del Piccolo Dizionario arriva dalla disarmante maturità con cui gli adolescenti sanno spogliarsi dello slang per ridefinire i grandi valori universali. La parola abbraccio perde la sua semplice valenza fisica per diventare un cerotto invisibile per l’anima, e la pace viene consacrata come un ponte che permette di camminare verso gli altri senza aver paura di cadere, un equilibrio quotidiano che va costruito giorno per giorno anche nei corridoi scolastici. Il rispetto si trasforma in una parola murale, forte, che urla e protesta facendosi vedere sui muri, e l‘identità diventa un viaggio alla ricerca di sé stessi in cui la multiculturalità e la convivenza di più culture uniscono i ragazzi come i colori di un arcobaleno. Il coraggio viene invece narrato attraverso l’esempio reale e straordinario dei propri genitori, come la storia di un padre che a diciassette anni ha attraversato il mare dall’Albania sfidando la tempesta, mentre il fiore si fa metafora di connessione universale e resilienza, in un percorso emotivo che unisce le suggestioni di Pablo Neruda, Sergio Endrigo, Fabrizio De Andrè e Albert Einstein. Il verbo librarsi evoca un movimento senza sforzo apparente, indispensabile per orientarsi quando tutto incalza, supportati da una speranza infinita che, anche quando sembra perduta, conserva sempre una piccola riserva nel cuore. In questa mappa di crescita, Il Piccolo Dizionario (immaginario) si conferma così non solo uno strumento linguistico, ma una preziosa bussola (sociale), indispensabile per gli adulti che vogliono davvero orientarsi e comprendere la direzione in cui si muove il mondo dei più giovani. La quotidianità degli adolescenti si consuma soprattutto tra i banchi di scuola e nello spazio fisico del corridoio, descritto dai ragazzi come un parco e una zona franca dove camminare lentamente, parlare con la bidella e saltare le interrogazioni. In questo contesto, le micro-esperienze quotidiane generano neologismi geniali e riadattamenti semantici. Anche le dinamiche sentimentali risentono di questa commistione linguistica, oscillando tra l’ironia di ridefinire una compagna appariscente o vanitosa attraverso l’espressione inglese diva e la vulnerabilità di confessare la ricerca della propria crush, la cotta spesso non confessata che fa palpitare il cuore. Quando la pressione del mondo esterno diventa eccessiva, il dizionario rivela la necessità della dimensione del chill, il bisogno casalingo e privato di stare nel comfort della propria stanza in abiti comodi, leggendo un manga o pensando davanti a una tisana.
Il Piccolo Dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi sarà scaricabile gratuitamente dal sito pordenonelegge.it. Le prime tre edizioni sono consultabili e scaricabili nella sezione dedicata del sitowww.pordenonelegge.it al link: https://www.pordenonelegge.it/tuttolanno/scuola-e-formazione/piccolo-dizionario-immaginario-delle-ragazze-e-dei-ragazzi .
Le prime quattro edizioni del progetto raccolgono complessivamente 515 definizioni, con il coinvolgimento di oltre 5000 studenti da tutta Italia. Questo magnifico lavoro collettivo sulle parole avrà traguardo fondamentale nel 2027, l’anno che vedrà Pordenone Capitale italiana della Cultura: la pubblicazione di un “vero” Dizionario, un volume, realizzato in collaborazione con Fondazione Treccani Cultura, che raccoglierà una selezione delle parole più significative di tutte le edizioni.