Si terrà mercoledì 16 settembre, la prova di ammissione ai corsi laurea delle professioni sanitarie del Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine. Complessivamente i candidati che hanno fatto domanda sono 688. I corsi coinvolti sono: Educazione professionale, Fisioterapia, Infermieristica (sedi di Pordenone e Udine) e Ostetricia. I test si terranno nelle grandi aule del polo scientifico dell’ateneo a Udine (via delle Scienze 206), con inizio alle 11. Sono previste 60 domande, a risposta multipla, da completare in 100 minuti.

La prova è identica per tutti i corsi delle professioni sanitarie. Nella domanda di ammissione i candidati potevano esprimere fino a cinque preferenze per i corsi di laurea disponibili.

All’ateneo friulano per il corso di Educazione professionale le domande sono state 35, una in più rispetto all’anno scorso, con 40 posti disponibili. Per Fisioterapia, a fronte dei 40 posti a disposizione, ci sono state 297 domande, a fronte delle 229 del 2025. Infermieristica ha registrato in totale 292 domande, con 214 posti disponibili, rispetto alle 234 dell’anno scorso. In particolare, le domande per la sede di Udine, per 122 posti, ci sono state 202 domande, 144 nel 2025, mentre per Pordenone sono state 90 per 92 posti, contro le 68 dell’anno scorso. Per il corso di laurea in Ostetricia le domande sono state 64 per 30 posti. Il corso interateneo con l’Università di Trieste e le immatricolazioni si svolgono ad anni alterni nelle due sedi.

Entro il 1° ottobre saranno pubblicate online (www.uniud.it/it/corsi/laurea/sanitarie) le graduatorie dei vincitori con il termine entro il quale gli ammessi dovranno procedere all’immatricolazione e il termine di pubblicazione dell’eventuale graduatoria dei subentranti.

«Le professioni sanitarie – spiega la presidente della selezione e presidente nazionale della Conferenza dei corsi di laurea e laurea magistrale delle professioni sanitarie, Alvisa Palese, docente di Scienze infermieristiche dell’ateneo friulano – stanno tornando ad attrarre un numero crescente di persone, grazie a una formazione altamente professionalizzante e a concrete prospettive di inserimento e stabilità lavorativa. Agire contemporaneamente su orientamento, qualità e aggiornamento della formazione, sviluppo di percorsi di specializzazione post laurea specializzazione post-laurea e sostegno agli studenti, come ha fatto la Regione Friuli Venezia Giulia con un importante intervento, può contribuire a rispondere al crescente fabbisogno di professionisti sanitari».