Il Comune di Trieste, Servizio Ambiente, Verde e Igiene Urbana afferente all’assessore alle Politiche del Territorio, Michele Babuder, comunica che, a breve, verranno eseguiti i rilievi e le indagini di Bonifica Bellica Sistematica Terrestre (BST) nell’ambito del terreno di via Sulpicio-via del Pane Bianco: l’opera, in corso di progettazione, inserita nel finanziamento europeo PR FESR 2021-2027 della Regione FVG, consegnerà alla Comunità uno spazio verde accessibile con area giochi inclusiva, parcheggio drenante alberato, muretti di pastino valorizzati e percorsi dedicati alla biodiversità urbana.
Le operazioni prenderanno il via nella giornata di domani, 16 settembre, e termineranno indicativamente il 23 settembre p.v., condizioni meteo permettendo.
Le operazioni saranno eseguite dall’operatore economico specializzato S.O.S. Bonifiche S.r.l., iscritto all’albo del Ministero della Difesa.
A fronte del Documento Unico di Bonifica (DUB) trasmesso il 9 settembre, il 5° Reparto Infrastrutture di Padova (Ufficio B.C.M. dell’Esercito Italiano) ha rilasciato infatti in data 11 settembre il Parere Vincolante Positivo, autorizzando il Comune di Trieste ad avviare le operazioni sul campo.
L’area oggetto di intervento è infatti interessata da un rischio residuo di presenza di ordigni bellici inesplosi, riconducibile ai bombardamenti alleati del 10 giugno 1944, che interessarono anche lo stabilimento ILVA di Servola e le aree limitrofe. La documentazione storica dell’epoca segnala, inoltre, la presenza di ordigni inesplosi nel territorio di Servola, tra cui uno in via dei Vigneti.
Il rischio relativo all’area è stato successivamente segnalato anche sulla base della testimonianza diretta di un residente, che riferì di aver assistito, durante il bombardamento, alla penetrazione nel terreno di un ordigno di grosso calibro, stimandone la profondità in circa 5 m.
A seguito delle segnalazioni, tra il 2004 e il 2018 sono state eseguite diverse attività di indagine, comprendenti rilievi magnetometrici, GPR e sopralluoghi da parte degli organismi competenti. Tali verifiche hanno tuttavia interessato solo porzioni limitate dell’area e non hanno consentito di escludere in maniera generalizzata la presenza di eventuali ordigni nel sottosuolo. In particolare, le indagini geofisiche condotte dall’Università di Trieste nel 2015-2018 hanno riguardato circa 450 m², a fronte dei circa complessivi 6.000 m² (l’area oggetto dell’attuale intervento ha superficie complessiva di 4.346 m²) individuati nelle precedenti verifiche come area da sottoporre ad approfondimento.
Il permanere di condizioni di rischio ha determinato l’adozione di specifiche Ordinanze comunali di divieto di scavo e movimentazione del terreno, nonché l’indicazione, da parte degli enti competenti, della necessità di procedere alla bonifica bellica dell’area prima dell’esecuzione di attività comportanti scavi o movimentazione del terreno.
Alla luce della destinazione dell’area a nuovo giardino pubblico, parcheggio e area giochi, che comporterà interventi di scavo e movimentazione del terreno, si rende pertanto necessario procedere preventivamente alle operazioni di bonifica bellica: essa rappresenta un passaggio tecnico e legale indispensabile e dovuto per legge. Difatti si tratta di una normale e doverosa procedura preventiva eseguita prima di avviare opere pubbliche che comportano scavi in siti ove risulti un rischio residuo risalente al bombardamento alleato del 10 giugno 1944 contro la vicina Ferriera (ILVA).
L’indagine serve a garantire la massima sicurezza sia per le maestranze di cantiere sia per i futuri fruitori della zona.
I tecnici della ditta specializzata opereranno secondo le rigorose direttive ministeriali vigenti (GEN-BST-001):
- rilievo e taglio controllato della vegetazione spontanea per rendere accessibile il terreno senza danneggiare gli alberi d’alto fusto.
- Bonifica superficiale con rilevatori elettromagnetici fino a 1 metro di profondità.
- Bonifica profonda mediante trivellazioni strumentali: perforazioni verticali non a percussione (a maglie di 2,80 x 2,80 metri) con discesa di sonde magnetometriche fino alla quota d’impatto stimata dell’ordigno.
Al termine delle indagini e con il rilascio del certificato finale di bonifica, verrà formalmente revocato il divieto di scavo, consentendo l’avvio della progettazione del nuovo giardino.