Oltre 2.100 interventi in materia di borse di studio e più di 2,5 milioni di euro tra erogazioni bloccate e indebite percezioni accertate. La collaborazione si estenderà alla tutela dell’housing universitario.
A poco più di due anni dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa siglato, nel giugno 2024, dal Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e dal Comandante Generale della Guardia di finanza, Gen. C.A. Andrea De Gennaro, la tutela delle risorse pubbliche destinate a sostenere il diritto allo studio universitario si rafforza attraverso una collaborazione sempre più ampia e strutturata tra le due Istituzioni.
L’obiettivo è implementare ulteriormente il sistema di prevenzione e contrasto delle condotte di illecito utilizzo delle risorse pubbliche stanziate dal Dicastero, attraverso una più efficace valorizzazione dei dati, delle informazioni e dei rispettivi know-how.
L’attività di presidio non rappresenta soltanto un obiettivo di legalità e di corretta gestione finanziaria, ma costituisce anche uno strumento di equità sociale. Garantire che le risorse e i servizi destinati agli studenti siano effettivamente riconosciuti a chi ne possiede i requisiti significa tutelare gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi.
In questa prospettiva, la collaborazione tra il Ministero e la Guardia di finanza sarà ulteriormente rafforzata mediante l’estensione alla tutela dell’housing universitario, misura strategica gestita dal Dicastero per favorire l’accessibilità all’istruzione superiore, attraverso la disponibilità di alloggi e residenze per gli studenti, accompagnati da adeguati servizi e standard abitativi.
In tale ambito si colloca la Missione 4 – Componente 1, Riforma 1.7 del PNRR, “Alloggi per gli studenti e riforma della legislazione sugli alloggi per gli studenti”, che ha consentito la realizzazione complessiva di oltre 63.000 nuovi posti letto per studenti fuori sede, stanziando risorse pari a 1,2 miliardi di euro.
È in questa cornice che assumono particolare rilievo le iniziative attualmente in essere tra la componente specialistica del Corpo e il Ministero.
In particolare, la collaborazione sarà orientata sia agli interventi direttamente gestiti dal MUR sia al Fondo Student Housing gestito da Cassa Depositi e Prestiti, costituito grazie alla revisione del Piano approvata nel novembre 2025, in complementarità alla Riforma 1.7. e teso a perseguire le medesime finalità.
In tale ambito, le attività di presidio si concentreranno con peculiare attenzione sulle verifiche di legalità e correttezza nella gestione dei nuovi alloggi universitari, anche rispetto all’operato dei soggetti gestori degli studentati e al diligente adempimento degli obblighi assunti, ivi compresa l’effettiva erogazione dei servizi promessi e la corretta applicazione delle tariffe praticabili.
L’intesa, inoltre, non si limita a disciplinare i rapporti tra le due Amministrazioni a livello centrale, ma ha dato impulso a un modello di cooperazione articolato anche sul territorio nazionale.
Sono 52 i protocolli d’intesa già sottoscritti tra i Comandi Regionali o Provinciali del Corpo e gli Organismi regionali per il diritto allo studio, nonché con i singoli Atenei responsabili dell’istruttoria e dell’erogazione dei benefici economici.
Si è così sviluppata una rete di collaborazione capillare, costruita secondo linee guida condivise a livello centrale, nella quale l’analisi e il coordinamento nazionale si integrano con la conoscenza dei territori e la capacità operativa dei Reparti del Corpo.
Dal 1° gennaio 2024 ad oggi, i Reparti della Guardia di finanza hanno effettuato più di 2.100 interventi che hanno permesso di sottoporre a verifica oltre 8 milioni di euro erogati a titolo di borse di studio e altre prestazioni per il diritto allo studio universitario, accertando indebite percezioni per oltre 1,5 milioni di euro e impedendo l’erogazione di un ulteriore milione di euro illecitamente richiesto.
L’analisi delle singole irregolarità constatate ha permesso di individuare, tra le tipologie di illecito più diffuse, la falsa attestazione di informazioni inerenti alla posizione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare, alla relativa composizione nonché alla effettiva locazione, a titolo oneroso, di un alloggio.
L’esperienza operativa maturata dai Reparti del Corpo ha evidenziato forme diversificate di illecito e, in alcuni casi, veri e propri meccanismi fraudolenti strutturati. Tra le attività di rilievo, avviata nel 2024 e conclusa nel 2025, vi è sicuramente l’indagine del 1^ Nucleo Operativo Metropolitano di Torino, convenzionalmente denominata “FAKE HOME”, nei confronti di ottanta studenti stranieri che hanno percepito borse di studio in assenza dei requisiti di legge.
Più in dettaglio, l’attività investigativa ha consentito di accertare l’esistenza di numerosi contratti di locazione fittizi, stipulati da un soggetto di origine ucraina con studenti stranieri i quali, in realtà, vivevano presso altri domicili in assenza di regolare contratto. Dalle indagini è emerso che i medesimi studenti avrebbero indebitamente autocertificato all’EDISU (l’ente regionale per il diritto allo studio del Piemonte) la disponibilità di un alloggio a titolo oneroso, presupposto necessario per richiedere la borsa di studio.
Al termine delle investigazioni è emerso che il meccanismo fraudolento ha consentito a ventitré studenti stranieri (in maggior parte di nazionalità iraniana, indiana e pakistana – tutti deferiti alla locale Procura della Repubblica per la fattispecie di indebita percezione di erogazioni pubbliche) di aggiudicarsi borse di studio per oltre 500 mila euro, finanziate in parte con risorse del PNRR, oltreché di beneficiare dell’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie.
Inoltre, merita sicuramente menzione l’attività investigativa, conclusa nel febbraio 2025, dal Nucleo PEF di Ancona, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, che ha riguardato il controllo di numerose borse di studio universitarie, relative all’anno accademico 2023/2024, erogate dall’Ente Regionale per il Diritto allo Studio delle Marche (ERDIS Marche) a soggetti di nazionalità indiana venuti in Italia per conseguire titoli di laurea presso le facoltà marchigiane.
Il Reparto operante, dopo aver analizzato gli oltre 200 atti rilasciati dalle autorità indiane sulla cui base sono stati riconosciuti i sussidi, anche a seguito dell’interessamento (da parte di ERDIS Marche) del Consolato Generale d’Italia di Mumbai, ha raccolto elementi utili per ipotizzare violazioni penali ed in particolare la contraffazione della legalizzazione della traduzione dei certificati attestanti la composizione, il reddito e il patrimonio immobiliare del nucleo familiare, nonché delle firme, dei timbri, dei numeri di percezione consolare e dei nominativi ad essi associati.
Tali dati sono sicuramente espressione della volontà comune del MUR e della Guardia di finanza di assicurare che le ingenti risorse pubbliche destinate all’università e alla ricerca siano impiegate con la massima efficacia, trasparenza e correttezza, a beneficio degli studenti e dell’intero sistema della formazione superiore. L’attenzione verrà ora rivolta, con particolare determinazione, alla tutela dei fondi stanziati dal Ministero per la creazione di nuovi posti letto, destinati ad accogliere studenti universitari capaci e meritevoli.
Proteggere le risorse destinate all’università significa proteggere il futuro degli studenti: è questo il senso più concreto della collaborazione tra MUR e Guardia di finanza.