Il Borarium, il nuovo spazio del Museo della Bora in via Nazionale 49 a Opicina, festeggia il suo primo anno di vita, e lo fa nel modo che gli è più congeniale: aprendo le porte a una nuova iniziativa. Nei dodici mesi appena trascorsi il museo ha ospitato voci di rilievo del panorama culturale: dal poeta sloveno Miroslav Košuta, scomparso lo scorso febbraio, allo scrittore Paolo Rumiz; dal camminatore e scrittore Riccardo Carnovalini alla scrittrice per ragazzi Chiara Carminati; fino all’illustratore Francesco Chiacchio e al poeta e artista Antonio Catalano.
Cresciuto come museo di comunità, il Borarium si misura con un tema particolarmente caro a un museo dei venti: il cambiamento climatico.

Lanciato quest’estate con un laboratorio partecipato, “Segnali di cambiamento/Znanilci sprememb” entra ora nel vivo con un nuovo ciclo di incontri. Il progetto rientra nel bando della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a sostegno di iniziative culturali di sensibilizzazione sul clima pubblicato nell’ambito del progetto RE-ACTIVE finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia (www.ita-slo.eu/re-active).
Lo spazio di Opicina diventa così luogo di riflessione condivisa, dove confrontare idee e pratiche vicine e lontane sui mutamenti in corso.
Il ciclo “Il cambiamento in persona” si apre lunedì 28 settembre alle 18 con Irene Ivoi, protagonista di “Noi e le vacanze tra impatti ambientali e desideri di ricreazione“.
Un laboratorio partecipato, aperto a venti persone, che invita a chiedersi quanto la crisi climatica, la conoscenza dei suoi effetti e l’eccesso di turismo influenzino, o non ancora, le scelte di ciascuno, per immaginare insieme le vacanze del futuro. Iscrizioni a [email protected].
Irene Ivoi si è avvicinata al nudge, la spinta gentile con cui si orientano i comportamenti senza obblighi, convinta che un cittadino persuaso valga più di uno semplicemente obbligato. Speaker TEDx, collabora con organizzazioni pubbliche e private e ha da poco pubblicato “La Cerniera” per Pacini Editore (www.ireneivoi.it).
L’evento si svolgerà in lingua italiana con traduzione simultanea in sloveno.

Per tutto ottobre il Borarium ospiterà anche due mostre.
“Cartoline climatiche del futuro” raccoglie gli esiti del laboratorio del 16 luglio: disegni, testi e pensieri sul territorio di domani, immaginati da partecipanti di ogni età, sono diventati illustrazioni per mano di sei artisti e artiste di Trieste e dintorni: Jan Sedmak, Giovanna Giuliano, Paolo Pascutto, Aleš Brce, Giulia Silipo e Giulio Quarantotto. Una delle cartoline diventerà un manifesto 6×3 in via Fabio Severo.
“Gradi di cambiamento” è invece il fotoreportage itinerante del fotografo Marco Covi, realizzato in luoghi del Friuli Venezia Giulia significativi dal punto di vista meteo-climatico: attraverso un intervento di post-produzione, gli scatti rendono visibile, in contesti della quotidianità, l’aumento delle temperature registrato in ciascuna località, sulla base dei dati forniti dalla Società Meteorologica Alpino-Adriatica, partner scientifico del museo.