Mercoledì 14 ottobre alle ore 18:00, la Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo, nell’ambito della mostra FVG70.02 – Nuovi modelli di ricerca, promossa e sviluppata da ERPAC, ospita un incontro d’eccezione dal titolo “Nuovo Paesaggio” con Damiano Gullì, curatore del Public Program e coordinatore scientifico editoria di Triennale Milano e nominato nel 2024 dalla rivista Inside Art “Miglior curatore in Italia”. Sempre per l’istituzione milanese fino al 2026 è stato curatore per Arte contemporanea e Public Program.

L’appuntamento prende le mosse da una vicenda emblematica della cultura artistica italiana alla fine degli anni Sessanta: Nuovo Paesaggio, l’ambizioso progetto concepito nell’ambito della XIV Triennale di Milano del 1968 e mai realizzato, che avrebbe coinvolto trentacinque artisti chiamati a confrontarsi con spazi e contesti esterni ai tradizionali luoghi dell’esposizione.

Tra gli artisti invitati figuravano alcune delle personalità che proprio in quegli anni stavano profondamente trasformando il linguaggio dell’arte italiana, tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, accanto a figure come Fabio Mauri, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Gianni Colombo, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Mario Schifano e Nanda Vigo.

Alla vicenda Fabio Mauri dedicò significativamente il testo Una mostra da salvare, pubblicato nell’Almanacco Letterario Bompiani 1969: quasi la necessità di preservare la memoria di un progetto che, pur non essendo giunto alla sua realizzazione, aveva intercettato alcune delle trasformazioni più radicali allora in corso.

A partire da Nuovo Paesaggio, l’incontro allargherà lo sguardo a una questione centrale nella cultura artistica tra gli anni Sessanta e Settanta: l’uscita dell’arte dai luoghi tradizionalmente deputati alla sua esposizione e il suo ingresso nello spazio urbano, nel paesaggio e nella vita quotidiana. La strada, la piazza, il territorio non diventano semplicemente nuovi luoghi nei quali collocare un’opera, ma spazi nei quali ripensare il rapporto tra artista, pubblico e società. L’opera può così incontrare anche uno spettatore che non l’ha cercata, interrompere la percezione abituale di un luogo e introdurre l’esperienza artistica all’interno della quotidianità.

Il dialogo con Damiano Gullì sarà anche l’occasione per interrogarsi sull’attualità di quella stagione di sperimentazione. Che cosa rimane oggi dell’idea di portare l’arte fuori dal museo? Quale significato può assumere l’arte pubblica in una società caratterizzata dalla crescente smaterializzazione delle relazioni e dalla continua circolazione digitale delle immagini? Può ancora lo spazio pubblico diventare un luogo nel quale l’esperienza artistica costruisce attenzione, incontro e dimensione collettiva?

Al centro della conversazione sarà inoltre il ruolo delle istituzioni culturali come soggetti attivi di produzione, capaci non soltanto di conservare e ospitare opere e mostre, ma di generare progetti, relazioni ed esperienze che mettano in comunicazione artisti, territori e comunità. La storia e l’attività contemporanea di Triennale Milano offriranno così l’occasione per mettere in relazione le sperimentazioni di oltre mezzo secolo fa con le questioni che attraversano oggi l’arte contemporanea. L’incontro si inserisce nel percorso di FVG70, progetto della Galleria Spazzapan dedicato a rileggere le esperienze artistiche sviluppatesi in Friuli Venezia Giulia dagli anni Settanta, mettendole in relazione con il più ampio panorama italiano e con le trasformazioni dei linguaggi, dei luoghi e delle istituzioni dell’arte contemporanea.

DAMIANO GULLÌ

Damiano Gullì (Fidenza, 1979) vive e lavora a Milano. Da luglio 2026 è curatore del Public Program e coordinatore scientifico editoria di Triennale Milano. Dal 2022 al 2026 è stato curatore per Arte contemporanea e Public Program di Triennale. Tra le mostre curate per l’istituzione: Pintura italiana hoje. Uma nova scena, Polo ItaliaNoRio, Rio de Janeiro, 2026 (mostra itinerante promossa dal MAECI); Davide Stucchi. Temporary Rooms, 2026; Davide Sartori. The Shape of Your Eyes, Other Things I Wouldn’t Know, con Ilaria Campioli, Daniele De Luigi, 2026; Pintura italiana hoje. Uma nova scena, Museu Nacional da República, Brasilia, 2025 (mostra itinerante promossa dal MAECI); Milano. Paradossi e opportunità, con Jermay Michael Gabriel (Black History Months Milano), Radio Ballads, con Serpentine, Londra, entrambe nell’ambito di Inequalities, 24a Esposizione internazionale di Triennale Milano, 2025; Pintura italiana hoy. Una nueva escena, Palacio Libertad, Buenos Aires, 2025 (mostra itinerante promossa dal MAECI); Sempre, ovunque. 211 anni di storia dei Carabinieri tra arte, cinema e società, Palazzo Reale, Milano, 2025; Davide Allieri. After All, 2024; Gianni Politi. Le stelle per te dentro, 2024; Generating Visions. Alcantara in the Arts, 2024; Pittura italiana oggi, 2023; Anna Franceschini. All Those Stuffed Shirts, 2023; Lisa Ponti. Disegni e voci, con Salvatore Licitra, 2023; Marcello Maloberti. Martellate, 2022; Corrado Levi. Tra gli spazi, con Joseph Grima, 2020. Nel 2025 ha curato il progetto degli Art Posters e Iconic Posters, nato dalla collaborazione tra Triennale Milano e Fondazione Milano Cortina 2026, e il progetto delle tre installazioni di arte pubblica di Marcello Maloberti per il Palazzo dell’Arte. Per Triennale ha inoltre curato le installazioni di Lorenzo Vitturi, Alice Ronchi e Luca Staccioli e ha coordinato le installazioni e mostre di Mariella Bettineschi, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli, Yona Friedman, Gianfranco Mazzucchelli, Dan Graham, Seçkin Pirim  John Giorno e Don Bronstein. Ha curato diverse mostre in Italia e suoi testi sono stati pubblicati su cataloghi e pubblicazioni italiane e internazionali. Collabora regolarmente con “Interni”, “Flash Art”, “Inventario”, “CAP 74024” e “Artribune”, testata per la quale ha ideato la rubrica Pittura lingua viva.

Nel 2024 la rivista “Inside Art” lo ha nominato Miglior curatore dell’anno in Italia.