Si inaugura il 12 ottobre a Grado nel Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico un evento espositivo che coniuga archeologia, scienze naturali e arte contemporanea e che nasce dalla collaborazione tra Fondazione WWF – Area Marina Protetta di Miramare e Museo Storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia.

Il progetto “Profondo presente” mette in dialogo due “giganti” dell’Alto Adriatico: la nave romana Iulia Felix, esposta al primo piano del Museo, e la balenottera Boralena, il cui scheletro è per la prima volta integralmente presentato al pubblico. L’allestimento, caratterizzato da suggestivi effetti immersivi e arricchito da contenuti multimediali, amplia il percorso di visita del museo con nuovi contenuti dedicati al mare e alle specie che lo
popolano, mettendo in evidenza come la ricerca subacquea sia interdisciplinare e rappresenti un campo di studio straordinario per conoscere il nostro passato e per comprendere le trasformazioni in atto nell’ecosistema marino.

La Iulia Felix testimonia la presenza dell’uomo nell’Alto Adriatico nel passato; Boralena racconta la vita del mare e le sue trasformazioni nel presente. Insieme ci invitano a guardare il mare attraverso il tempo e a riflettere sulla responsabilità che abbiamo nel proteggerlo.

“Questo bellissimo progetto – afferma il direttore del Museo Storico e Parco del Castello di Miramare – DRMN FVG Guido Comis – mette in luce quanto vicine possano essere archeologia e scienze naturali e quante storie gli scheletri di oggetti e di animali ci possano raccontare di mondi che non vediamo perché lontani nel tempo, o perché sommersi”.

“Abbiamo accolto fin da subito con entusiasmo la proposta di collaborazione arrivata dallo staff dell’Area Marina Protetta di Miramare – dichiara la direttrice del museo Marta Novello. “Il progetto ci offre l’opportunità di aprire un luogo dedicato all’archeologia a nuovi temi e prospettive, mettendo in dialogo il patrimonio storico con la conoscenza e la tutela dell’ambiente marino. È un percorso nel quale riconosciamo pienamente lo spirito dell’articolo 9 della nostra Costituzione, che sottolinea la profonda relazione tra la tutela del patrimonio storico e artistico e quella dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle generazioni future. Crediamo che un museo possa e debba essere anche un luogo di consapevolezza, capace di favorire una maggiore attenzione verso il patrimonio che abbiamo il compito di custodire e trasmettere”.

“Due anni fa, quando abbiamo iniziato l’avventura del recupero dello scheletro di Boralena senza avere un progetto preciso per la sua valorizzazione – dichiara Maurizio Spoto, direttore dell’Area Marina Protetta di Miramare -, non avremmo mai immaginato che avrebbe trovato una destinazione così prestigiosa e appropriata. Il museo di Grado non si limita ad accogliere i suoi resti: la collocazione di fronte al mar Adriatico dove questo
esemplare ha concluso il suo viaggio, il rapporto che si instaura con la Iulia Felix in una sorta di racconto su quello che il mare nasconde e che dovremmo sforzarci di custodire, tutto sembra pensato per valorizzare al meglio la sua storia e per raccontare le meraviglie e le fragilità di un ecosistema in profondo cambiamento”.

Il progetto espositivo, coordinato da Elena Braidotti (MNAS Grado) e Lisa Peratoner (AMP Miramare), è arricchito dall’installazione artistica Blue Life di Elisabetta Milan, che interpreta in chiave contemporanea il senso del progetto espositivo, collegando idealmente Boralena e la Iulia Felix.

L’allestimento della sala espositiva è stato progettato e realizzato da Divulgando Srl di Trieste, che ha curato anche gli apparati multimediali.

Il progetto verrà presentato alla stampa e al pubblico il 12 ottobre 2026, alle ore 11 nel Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico di Grado. In occasione dell’inaugurazione, il 12 ottobre il museo aprirà straordinariamente al pubblico dalle 14 alle 18, con ultimo accesso alle ore 17.30.

La balenottera Boralena, la scoperta e la ricerca

Nell’estate del 2024, intrappolato sotto un molo del porto di Muggia, è stato ritrovato il corpo di una giovane balenottera comune (Balaenoptera Physalus), che aveva perso la vita pochi giorni prima nelle acque del golfo di Trieste. L’eccezionale scoperta di un esemplare del più grande mammifero marino attualmente presente nel Mediterraneo ha immediatamente avviato un progetto di ricerca e divulgazione scientifica.

I resti della balenottera sono stati recuperati, restaurati e ricostruiti grazie al lavoro di un’équipe dell’Area Marina Protetta di Miramare e dell’Università di Padova, supportato dalla fondazione 11Th Hour legata alla filantropa americana Wendy Schmidt, che da alcuni anni sostiene le attività di ocean literacy di Miramare.

Lo scheletro di 10 metri – esposto integralmente per la prima volta insieme a parte dei fanoni recuperati dal fondale marino – conserva una storia da leggere e interpretare.

Lo studio dei suoi resti ci permette di approfondire le caratteristiche della specie, conoscere meglio i cetacei del Mediterraneo e studiare l’ecosistema marino, sempre più fragile e minacciato.

Il Museo

Il percorso “Profondo Presente” trova spazio in una nuova area aperta al pubblico nel Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico di Grado. Inaugurato nel dicembre 2025, il museo è un istituto del Ministero della Cultura dedicato alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso.

Cuore del percorso espositivo è la Iulia Felix, nave romana rinvenuta nel 1986 sui fondali al largo di Grado. I resti dell’imbarcazione e il suo prezioso carico di anfore e vetri raccontano la navigazione e i commerci nell’Alto Adriatico nel II secolo d.C., restituendo al pubblico una storia fatta di rotte, scambi, merci e persone.

Fin dalla sua progettazione, l’allestimento ha posto particolare attenzione all’accessibilità degli spazi e dei contenuti, adottando un approccio orientato alla conoscenza, all’educazione e al coinvolgimento dei diversi pubblici.

È proprio la collezione del museo a offrire un naturale punto di incontro con i temi di “Profondo Presente”, in particolare con la riflessione sulla sostenibilità ambientale, sul riuso delle risorse e sulla tutela del mare. La Iulia Felix restituisce infatti numerose testimonianze di recupero e riutilizzo dei materiali. Tra queste, una botte in legno contenente migliaia di frammenti di vetro raccolti per essere rifusi e nuovamente utilizzati. La pratica del riuso emerge anche dalle anfore destinate a contenere i prodotti della lavorazione del pesce: molti di questi contenitori erano stati precedentemente impiegati per il trasporto di olio e vino provenienti da diverse aree del Mediterraneo. Anche la storia della nave è segnata dalla trasformazione: originariamente destinata al trasporto di pesce vivo, la Iulia Felix venne successivamente rifunzionalizzata come nave commerciale.

Attraverso questi reperti, la Iulia Felix non racconta soltanto la vitalità dei traffici e degli scambi nel Mediterraneo antico, ma documenta un sistema fondato sulla circolazione e sul riutilizzo di materiali, contenitori e risorse. Una testimonianza del passato che, posta in dialogo con “Profondo Presente”, invita a guardare con occhi nuovi al nostro rapporto con il mare e alle modalità con cui utilizziamo e trasformiamo ciò che ci circonda.

Il dialogo con l’arte contemporanea

La sala espositiva che ospita lo scheletro di Boralena è introdotta da una nuova installazione site specific dell’artista Elisabetta Milan, fondatrice del progetto Plasticocene da anni impegnata in una ricerca artistica dedicata al mare, all’ecosistema marino e alla sua salvaguardia.

Il grande portale realizzato dall’artista costituisce il punto di connessione tra il museo di archeologia subacquea e lo spazio dedicato a Boralena, creando un dialogo ideale tra due straordinarie testimonianze legate al mare: lo scheletro della balena e lo scafo della Iulia Felix. Attraverso un’elaborazione di forme, proporzioni e suggestioni, l’installazione mette in relazione la struttura ossea dell’animale con quella dell’antica imbarcazione, costruendo un ponte visivo e simbolico tra natura e storia.

Al centro della ricerca di Elisabetta Milan ci sono le memorie che il mare custodisce, trasforma e restituisce. Le ossature, ricondotte alla loro essenzialità, diventano così una metafora di un rapporto più consapevole con l’ambiente e di un modello di vita capace di rinunciare al superfluo per recuperare equilibrio, misura e rispetto dell’ecosistema.

Il portale, nelle sue molteplici sfumature di blu, si apre in un varco che richiama la coda di una balenottera. Attraversarlo assume un forte valore simbolico: è un passaggio dalla conoscenza alla consapevolezza, un invito a entrare in uno spazio in cui storia e natura dialogano e nel quale lo sguardo sul passato diventa occasione per interrogarsi sul presente e sul futuro del nostro rapporto con il mare, elemento fondamentale per la sopravvivenza della
specie umana.

A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza sono le superfici specchiate dell’installazione. Il visitatore si ritrova riflesso nell’opera e ne diventa parte, trasformando l’osservazione in un’esperienza personale. L’immagine riflessa diventa una presenza concreta all’interno del racconto e richiama ciascuno alla propria responsabilità nella tutela dell’ambiente, attraverso un pensiero intimo ed autentico.

L’installazione di Elisabetta Milan si propone così come una vera e propria soglia tra mondi: tra terra e mare, tra passato e presente, tra memoria e futuro. Un invito ad attraversare lo spazio della conoscenza con uno sguardo nuovo, più attento e consapevole, perché la salvaguardia del patrimonio naturale e culturale passa anche dalla capacità di riconoscerne il valore e sentirsi parte della sua storia.

L’installazione artistica è stata realizzata grazie al prezioso contributo dei Mecenati che hanno partecipato al progetto attraverso lo strumento Art Bonus del Ministero della Cultura: Ludovica Prearo LuP, Preco System Srl, Hotel Savoy di Grado, Ocean Team Srl, K.F.L. EST Srl e CBS EST Srl.

Le attività educative e la divulgazione

Il progetto espositivo ha una forte valenza didattica ed educativa, che mira a coinvolgere diverse categorie di pubblico attraverso strumenti diversificati, fornendo spunti di approfondimento e sollecitando la riflessione sulle tematiche della ricerca scientifica e della tutela dell’ecosistema marino.

Durante i mesi autunnali il Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico e la nuova sala immersiva ospiteranno dunque un programma di appuntamenti educativi e divulgativi organizzati dall’Area Marina Protetta, rivolti alle scuole e al pubblico generico.

Il primo appuntamento, dedicato ai bambini e alle loro famiglie, si terrà sabato 17 ottobre alle ore 16.30: nell’occasione una biologa marina e guida didattica dello staff WWF condurrà i partecipanti a scoprire la storia di Boralena e della sua specie, per poi accompagnarli in una passeggiata di esplorazione della riva del mare, quale ecosistema ricco di tracce, resti e spunti di interpretazione del mondo marino, dei suoi ambienti sommersi e dei suoi abitanti, ma anche dei nostri impatti sulla sua salute. Per partecipare è necessario prenotare scrivendo a [email protected] o telefonando al numero 043185783.

In questo percorso verranno coinvolte anche le scuole del territorio con un programma di attività didattiche che si terranno nel mese di novembre, mentre al pubblico adulto sarà rivolta una conferenza di taglio divulgativo in cui i ricercatori di Miramare e i veterinari dell’Università di Padova partiranno dalla storia di Boralena per raccontare quali cetacei solcano le acque dell’Alto Adriatico, come vengono studiati, quale fotografia restituiscono gli avvistamenti e i numeri casi di spiaggiamento raccolti dall’ateneo padovano e quali sono oggi le minacce alla loro conservazione.

Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico di Grado
Via dei Provveditori, 14 – Grado
Tel. 043185783 (biglietteria)
Tel. 043191035 (uffici) [email protected]
Orario di apertura da ottobre ad aprile:
venerdì, sabato e domenica dalle 11 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.30)
https://museoarcheologiasubacqueagrado.cultura.gov.it
[email protected]