È in corso una vera e propria “rivoluzione culturale” nel mercato delle aste: fino a pochi anni fa il termine “asta” si usava quasi esclusivamente per indicare l’asta giudiziaria, con un’accezione in genere negativa, mentre oggi, con la diffusione delle aste privatistiche, sta assumendo sempre più una connotazione interessante, andando ad identificare uno strumento che determina in modo agile e sicuro l’incontro tra offerta e domanda, favorendo l’economia circolare.
Parola di Aste33, casa d’aste trevigiana che, fondata dieci anni fa, adeguandosi ai trend internazionali e tracciando la direzione del mercato anche nazionale, nel 2025 ha dato vita ad un canale online interamente dedicato alle aste tra privati, Qualamano.com, imponendosi come la prima casa d’aste 2.0 italiana.
Un esempio delle potenzialità dell’asta privatistica si riscontra nel mercato delle attrezzature industriali: scegliere l’usato per l’acquirente significa assicurarsi macchinari di alta qualità con una significativa riduzione dei costi (un grande aiuto, ad esempio, per chi sta avviando o espandendo il proprio business), mentre per il venditore si traduce nell’opportunità di ottenere liquidità da reinvestire, azzerando le spese di manutenzione e stoccaggio. Non ultimo, si tratta di una scelta sostenibile per entrambi, perché promuove l’economia circolare riducendo gli sprechi.
Nell’ultimo anno Aste33 tramite Qualamano.com ha seguito due casi esemplari. Si tratta di due aziende che affondano le proprie radici a Nordest, ma con storie molto diverse.
La prima ci porta nel Friuli orientale, nel celebre “triangolo della sedia”. Peressini Casa, marchio leader nella produzione e commercializzazione di sedie, sgabelli, poltroncine e tavoli made in Italy, con sede a Mossa (Gorizia), aveva l’esigenza di ingrandire i propri spazi e, anziché affidarsi al mercato immobiliare tradizionale, ha scelto di rivolgersi alla casa d’aste trevigiana.
Ha così individuato un capannone nella location e con le caratteristiche ideali e, una volta acquistato, nell’autunno 2025 vi ha portato la propria nuova sede. Nel Nordest dei capannoni abbandonati, riutilizzare l’esistente è un bel segnale di economia circolare ma anche di presidio del territorio.
La seconda esperienza si sviluppa lungo un filo di mille chilometri e interessa la sede foggiana della Dopla, storica azienda di Treviso leader nella produzione di stoviglie monouso. Lo stabilimento, i beni mobili e le attrezzature industriali della Manfreplast sono stati venduti tramite asta alla famiglia di imprenditori ortofrutticoli di Rutigliano (Bari) Diomede, che ha reintegrato gli operai (che si erano costituiti in cooperativa per tentare di acquistare loro stessi il complesso industriale) e avviato una riconversione sostenibile del sito, inaugurando prima dell’estate Coopla Green e la produzione di stoviglie monouso in bioplastica certificata. Coopla Green è oggi una società cooperativa per azioni con 650 mila euro di capitale sociale sottoscritto dai lavoratori, Cfi Cooperazione Finanza Impresa, Coopfond e Palumbòs, marchio della famiglia Diomede che è proprietaria degli immobili e dei macchinari con cui la cooperativa ha sottoscritto un contratto d’affitto per 12 anni.
In questo caso non si tratta solo di un esempio di economia circolare, ma anche un caso di successo di workers buyout che fa dello stabilimento di Manfredonia un apripista per il Sud Italia.
Dietro a queste due operazioni, la regia, tutta trevigiana, è quella di Aste33 – Qualamano.com: “Potremmo dire che entrambi i casi rappresentano una storia di riscatto, la prima per un Nordest sempre più abbandonato da giovani e imprese, la seconda per un Sud che soffre di carenze strutturali storiche che ne frenano la competitività. E se pensiamo che questo è stato possibile grazie a un nuovo metodo di vendita competitiva, allora il riscatto è triplo, perché si tratta di una forma di vendita fino a poco tempo confusa con l’asta giudiziaria e associata a situazioni talvolta dolorose. L’asta privatistica, come già ben sanno i paesi anglosassoni, è invece un potente strumento di incontro tra acquirente e venditore, e ad entrambi garantisce sicurezza e trasparenza”, spiegano Andrea Massarotto e Gianluca De Stefani, fondatori della casa d’aste.
“Quello che stiamo avviando a Treviso, nel cuore del Nordest, – aggiungono – è un cambiamento culturale che, a nostro parere, può contribuire a creare una maggiore consapevolezza e agevolare le transazioni, soprattutto ora che il mercato “second hand” sta crescendo esponenzialmente, arrivando a coinvolgere più di 6 italiani su 10”, aggiungono.
Info: Aste33.com, Qualamano.com
*Aste33 è una casa d’aste nata nel 2016 che si occupa di vendite e dismissioni di patrimoni mobiliari e immobiliari provenienti principalmente da procedure concorsuali, pignoramenti, eredità giacenti e liquidazioni. È nata dall’incontro tra due professionisti nel campo delle vendite concorsuali, Andrea Massarotto, responsabile del settore immobiliare, e Gianluca De Stefani, responsabile del settore mobiliare. Con Qualamano.com, infrastruttura di vendita online personalizzata dedicata la mercato privatistico, nel 2025 Aste33 è diventata a tutti gli effetti una casa d’aste 2.0 italiana, in grado di gestire integralmente il processo di vendita all’asta online.