E’ stata presentata mercoledì 14 ottobre la nuova edizione di Monumenti Aperti a Trieste.

La conferenza stampa si è tenuta nella Sala Pianigiani, in via San Francesco 4/1.

Sono intervenuti Zerjul, presidente delle Acli Provinciali di Trieste Aps, Luca Alborghetti, direttore area giovani Enaip Friuli Venezia Giulia, Dottor Giovanni Battista Luca, direttore archivio diocesano di Trieste.

L’appuntamento si inserisce nel percorso di “Generazione Monumenti Aperti”, la trentesima edizione (1997/2026) della manifestazione, progetto di Imago Mundi OdV.

A Trieste l’evento si terrà sabato 24 ottobre.

Tra i luoghi aperti al pubblico ci sarà la Cappella del Palazzo Vescovile (via di Cavana 16), visitabile dalle 9.00 alle 14.00.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il programma della giornata, il sito coinvolto e le modalità di partecipazione, con il contributo dei soggetti che sostengono l’iniziativa sul territorio.

Monumenti Aperti è un viaggio alla scoperta dell’Italia, un patrimonio di cultura, legami e memoria: una questione d’amore per la nostra terra.

Questa seconda edizione triestina è realizzata con il patrocinio del Comune di Trieste, in collaborazione con le ACLI provinciali di Trieste aps ed ENAIP Friuli-Venezia Giulia.

Il coordinamento della rete Monumenti Aperti è a cura di Imago Mundi OdV.

MONUMENTI APERTI:

La cultura è eredità generazionale, è esercizio di comunità, è diritto al racconto. Il patrimonio culturale è il luogo dove si può immaginare un futuro migliore, perché una terra non raccontata è una terra che non esiste.

Il patrimonio culturale è un elemento vivo delle nostre comunità che nutre la memoria, richiede impegno e partecipazione. Un elemento che coinvolge cittadini, associazioni, istituzioni e visitatori in un percorso condiviso di conoscenza, trasformando ogni visita in un’esperienza partecipativa.

Monumenti Aperti da 30 anni è anche e soprattutto un percorso educativo diffuso, in cui conoscere i luoghi significa conoscere sé stessi e gli altri. Il sapere diventa relazione, il monumento diventa comunità. La comunicazione si focalizza sull’idea che ogni visita, ogni scoperta, è un modo per stimolare nuove conoscenze e emozioni, promuovendo la consapevolezza del nostro patrimonio comune.

NOME DEL MONUMENTO: Cappella del Palazzo Vescovile (Cappella della Santissima Trinità di Ivan Vurnik)

INDIRIZZO: COME ARRIVARE/PERCORSO SUGGERITO: Via di Cavana, 16 – Trieste A 5 minuti a piedi dalla Piazza dell’Unità d’Italia, a 300 m dalla fermata dell’autobus n.8-9-17-24-30 e dall’attracco della motonave Delfino Verde

I monumenti saranno visitabili gratuitamente, sabato 24 ottobre dalle 9.00 alle 14.00.

Le visite sono guidate dagli allievi dell’Ente Acli Istruzione Professionale del Friuli Venezia Giulia Enaip di Trieste.

DESCRIZIONE DEL MONUMENTO:

La Cappella della Santissima Trinità, vero e proprio gioiello dell’Art Nouveau, si trova all’interno del Palazzo Vescovile di Trieste. Fu realizzata nel 1913 dall’architetto Ivan Vurnik: la raffinata stilizzazione dei motivi decorativi, i dettagli geometrici, il dominio della bicromia del bianco e oro la rendono uno splendido esempio dello stile secessione viennese (Sezession), portato coraggiosamente in un luogo sacro. Palazzo Vicco viene destinato a Episcopio (residenza della Curia Vescovile) nel 1841, col vescovo Matteo Ravnikar. All’epoca vi era all’interno una cappella dedicata alla Madonna Addolorata. Nel 1911 diventa Vescovo di Trieste e Capodistria Andrej Karlin, che due anni dopo commissiona all’architetto emergente Ivan Vurnik la modifica della cappella esistente. Ivan Vurnik (1884- 1971) nasce a Radovljica, nell’alta Carniola slovena, al tempo parte dell’impero austriaco come Trieste. Frequenta il liceo a Lubiana, e in seguito si forma a Vienna specializzandosi nella scuola di Otto Wagner e manifestando da subito il gusto per la secessione viennese. In seguito, Vurnik verrà considerato – con Max Fabiani e Jože Plečnik – padre fondatore della cuola architettonica slovena. Vurnik inizia i lavori di rinnovamento della cappella nel 1913 e li porta a termine in meno di un anno. Tutto l’ambiente si basa su due colori: il bianco e l’oro. Il primo si trova nel marmo di Carrara delle sculture, nelle pareti e nel mosaico, e si alterna all’oro delle decorazioni con smalto dorato, al tabernacolo e alla foglia d’oro che ricopre i capitelli. Alla moglie di Vurnik, la pittrice e decoratrice Helena Kottler, si devono i due dipinti che raffigurano l’Annunciazione della Vergine e l’adorazione della Croce di San Andrea. Una curiosità: i banchi che si trovano all’interno della cappella provengono dall’arredo sacro del transatlantico Rex, e furono recuperati per volere del vescovo di Trieste Monsignor Antonio Santin (vescovo dal 1938 al 1975). Tra le opere d’arte ancora poco conosciute della città, la Cappella dell’Episcopio rappresenta un prezioso esempio di stile liberty nella sua versione viennese, eredità del passato mitteleuropeo della città, e coinvolge emotivamente il visitatore con la sua bicromia bianco e oro, le decorazioni geometriche, il carattere innovativo e solenne: come scrisse in una lettera al committente vescovo Karlin lo stesso Vurnik: “guardando quest’opera nessuno rimarrà impassibile!”.