Venerdì 23 ottobre alle ore 18.00, il Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia inaugurerà due nuove sale dedicate a Roberto Capucci. L’intervento, che rappresenta il completamento del percorso museale inaugurato il 17 aprile 2026 e conferma la volontà di ERPAC FVG di valorizzare il dialogo tra moda, arte e patrimonio culturale attraverso un allestimento di alto profilo scientifico e culturale, completa e arricchisce il percorso espositivo del museo, ospitato nel complesso di Borgo Castello e parte dei Musei Provinciali di Gorizia gestiti dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia.
La selezione di abiti e disegni della Fondazione Roberto Capucci, ospitata dal 2017 a Villa Manin di Passariano, conduce i visitatori nel mondo creativo del Maestro romano. Il percorso espositivo prende avvio dai bozzetti preparatori per approfondire i temi che hanno alimentato la sua ricerca artistica e dato forma ad alcune delle sue creazioni più celebri.
L’arte trova una delle sue espressioni più significative nell’abito da sposa ispirato alla Continenza di Scipione di Giambattista Tiepolo, opera da cui Capucci trae suggestioni cromatiche e compositive, traducendo pittura, volume e movimento in forma tessile.

Il rapporto con la natura, elemento centrale nella sua produzione, è raccontato attraverso una selezione di abiti ispirati alle farfalle, soggetto che accompagna da sempre la sua immaginazione creativa. Le opere esposte testimoniano differenti modalità di interpretazione di una stessa fonte d’ispirazione, mettendo in luce la straordinaria capacità del Maestro di trasformare elementi naturali in costruzioni sartoriali di grande forza espressiva.
L’architettura emerge invece in due celebri interpretazioni dedicate rispettivamente alla colonna dorica e alla colonna corinzia, esempi significativi di come Capucci abbia rielaborato il linguaggio dell’architettura classica attraverso il tessuto e il volume.
Uno spazio specifico è riservato poi al tema del colore, protagonista assoluto della sua poetica creativa, rappresentato da quattro abiti che evidenziano l’uso del colore come materia costruttiva ed espressiva.
Completa il percorso il tema del fuoco, evocato da due creazioni nelle quali la forza, il dinamismo e l’energia dell’elemento naturale vengono restituiti attraverso forme scultoree e complesse elaborazioni tessili.
L’allestimento delle nuove sale è stato curato da Enrico Minio Capucci, Direttore della Fondazione Roberto Capucci con progetto espositivo dell’architetto Chiara Lamonarca e immagine coordinata a cura di Studio Polo 1116.


Roberto Capucci
Roberto Capucci (Roma, 1930) comincia da giovanissimo la sua carriera con il gruppo di creativi selezionato a partire dal 1951 da Giovan Battista Giorgini, ritenuto il padre della moda italiana. La sua è una formazione artistica classica, e ciò determina un approccio alla moda totalmente diverso da quello dei suoi colleghi; l’ispirazione e il suo iter progettuale sono molto più vicini a quelli di un artista che a quelli di un couturier. Questo spirito accompagna tutto il percorso di Capucci, che sarà sempre considerato un artista prestato alla moda.
Dopo avere realizzato per una clientela esclusiva abiti entrati nella storia del costume, nel 1995 è invitato a creare dodici opere per il Centenario della Biennale di Venezia. Nascono delle vere e proprie sculture in tessuto, fatte per essere esposte e non indossate. Comincia così un periodo di partecipazioni a mostre nei musei di tutto il mondo.
Selezionati nella collezione della Fondazione Roberto Capucci, gli abiti presentati raccontano i principali filoni di suggestione del maestro, documentando con opere realizzate tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Novanta alcune delle stagioni più significative della sua ricerca creativa e raccontando una visione della moda che supera la funzione dell’abito per avvicinarsi all’opera d’arte: una sintesi originale di natura, architettura, scultura e colore che ha reso Roberto Capucci una figura unica nel panorama internazionale.


Il Museo della Moda e delle Arti Applicate
Curato da Raffaella Sgubin, Direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici di ERPAC FVG, con la co-curatela scientifica di Therese Schoenholzer Nichols, il Museo della Moda e delle Arti Applicate si sviluppa negli edifici Dornberg, Tasso e Formentini di Borgo Castello.
Il percorso valorizza una collezione di livello europeo che documenta la storia della moda dal XVIII alla prima metà del XX secolo, affiancata da dipinti, arti decorative e testimonianze della cultura materiale del territorio. Dalla produzione della seta nella Contea di Gorizia alla storia della moda europea, dalle vetrerie del Goriziano fino alla sezione dedicata al Monastero di Sant’Orsola, il museo offre un articolato viaggio attraverso arte, manifattura e identità culturale.
L’apertura delle nuove sale dedicate a Roberto Capucci conclude idealmente questo percorso, collegando il patrimonio storico alle più alte espressioni della creatività contemporanea.
Visite guidate gratuite per Apritimoda 2026
In occasione di Apritimoda 2026, il Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia proporrà visite guidate gratuite comprese nel biglietto d’ingresso al Museo sabato 24 e domenica 25 ottobre con partenze alle ore 10.30, 11.30, 16.00 e 17.30.
INFORMAZIONI UTILI
Indirizzo: Borgo Castello 13, Gorizia
Orario: aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
Biglietti d’ingresso: intero: 5€, ridotto: 3€. Nelle giornate del 24 e 25 ottobre 2026, visita guidata compresa nel biglietto d’ingresso.
Contatti: [email protected] / 0481 385230
Sito web: museomoda.regione.fvg.it