L’ESPOSIZIONE APERTA AL PUBBLICO DAL 24 OTTOBRE 2026 AL 29 MARZO 2027
Una famiglia di imprenditori capace di lasciare un’impronta profonda nella trasformazione economica, sociale e culturale di Gorizia nell’Ottocento, contribuendo così allo sviluppo della città grazie a una lungimiranza che ancora oggi testimonia il ruolo fondamentale svolto dai Ritter nella crescita industriale, infrastrutturale e artistica del territorio.
Questo il cuore del racconto protagonista della nuova mostra della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, “Il secolo dei Ritter 1814–1914. Una famiglia di industriali nella Gorizia dell’Ottocento”, allestita nelle Scuderie del Palazzo e aperta al pubblico da sabato 24 ottobre 2026 fino a lunedì 29 marzo 2027.
Curata da Cristina Bragaglia, Lucia Pillon e Alessia Zangrando, con il contributo di Alberto Luchitta, Loredana Panariti, Robert Devetak, Antonella Gallarotti e Alessandro Puhali, la mostra ricostruisce un secolo della storia di una famiglia che contribuì in maniera determinante all’ingresso di Gorizia nella modernità.
L’esposizione è realizzata grazie al fondamentale contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Camera di Commercio Venezia Giulia. Collaborano inoltre l’Archivio di Stato di Gorizia, la Biblioteca Statale Isontina, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e il Comune di Gorizia.

Raccontare i Ritter per raccontare Gorizia – Attraverso dipinti, fotografie, documenti, progetti, reperti archeologici e testimonianze familiari, la mostra ricompone le molteplici sfaccettature di una vicenda che va ben oltre la storia di una dinastia imprenditoriale. Raccontare i Ritter significa infatti osservare Gorizia nel momento in cui la città cambia volto: si industrializza, si collega alle grandi reti ferroviarie europee, amplia i propri confini urbani, sperimenta nuove forme di assistenza sociale e partecipa pienamente alla vita economica e culturale dell’Impero asburgico.
Dichiarazioni – Rodolfo Ziberna, Presidente della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, commenta il valore dell’esposizione dedicata ai Ritter: “Raccontare la storia dei Ritter significa riscoprire una pagina fondamentale dello sviluppo di Gorizia, una famiglia che con la propria visione imprenditoriale ha contribuito a trasformare profondamente il volto economico, sociale e culturale della città. Un’eredità che ci aiuta a comprendere le radici della nostra identità europea – celebrata e raccontata anche in occasione dell’anno della Capitale Europea della Cultura – e il valore di una storia da continuare a valorizzare, anche attraverso le iniziative culturali che accompagnano Gorizia nel suo percorso di crescita e apertura internazionale”.
“Con questa mostra prosegue il percorso di valorizzazione di Palazzo Coronini e della sua offerta culturale e turistica, in continuità con l’attenzione per Gorizia e il suo territorio maturata nell’anno della Capitale Europea della Cultura 2025. Dopo la mostra dedicata ai Borbone di Francia e gli interventi che hanno restituito al pubblico la bellezza del nostro Parco, continuiamo a investire in proposte capaci di intrecciare storia, arte e territorio con l’obiettivo di rendere i nostri spazi sempre più un luogo di cultura e attrazione per la città e i suoi visitatori”, commenta il Direttore della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, Claudio Polverino.
Cristina Bragaglia, fra le curatrici della mostra, entra nei contenuti dell’esposizione: “La vicenda dei Ritter è molto più della storia di una famiglia di industriali: è il racconto di una Gorizia in trasformazione, che nell’Ottocento si apre alla modernità attraverso nuove attività produttive, infrastrutture, iniziative sociali e fermenti culturali. Attraverso documenti, fotografie, dipinti e testimonianze, la mostra restituisce la complessità di questa eredità, mettendo in luce anche aspetti meno conosciuti della storia familiare e il contributo dei Ritter alla costruzione dell’immagine cosmopolita della Gorizia del tempo. Senza dimenticare un legame molto caro al Palazzo: la nonna paterna del conte Guglielmo Coronini Cronberg si chiamava Carolina Ritter”.
La storia dei Ritter, dalle origini allo sviluppo industriale di Gorizia – Di origini tedesche (Francoforte sul Meno) e discendenti da una famiglia di pastori e teologi luterani, i Ritter giunsero nel Litorale austriaco all’inizio dell’Ottocento, quando Giovanni Cristoforo Ritter (1782–1838), commerciante e imprenditore dalla spiccata vocazione internazionale decise di stabilirsi a Trieste. Nel 1819 trasferì a Gorizia la propria raffineria di zucchero, che segnò l’avvio della prima grande industria cittadina. Nel 1829 ottenne, insieme al fratello Ettore Guglielmo, il titolo di barone con il predicato de Záhony.

Fu l’inizio di una storia destinata a intrecciarsi per quasi un secolo con quella di Gorizia. I figli di Giovanni Cristoforo ampliarono e diversificarono le attività di famiglia, investendo nei settori più avanzati dell’economia del tempo. Dalla grande raffineria di zucchero di San Rocco al mulino di Straccis, dalle filature e tessiture di cotone e seta alla cartiera di Podgora, i Ritter crearono un articolato sistema produttivo che arrivò a impiegare oltre un migliaio di operai. Stabilimenti dotati di tecnologie moderne, aperti ai mercati internazionali e inseriti in una rete commerciale che collegava Gorizia a Trieste, Vienna e ai principali mercati europei e mediterranei.
Lo sviluppo delle infrastrutture: la ferrovia e l’espansione della città – Ma l’eredità dei Ritter non si esaurisce nell’industria. La mostra racconta il ruolo svolto dalla famiglia in molti dei processi che modificarono il volto della città ottocentesca. Giulio Ettore Ritter, primo presidente della Camera di Commercio di Gorizia, sostenne lo sviluppo delle infrastrutture e della formazione professionale e svolse un ruolo importante nelle iniziative che portarono al collegamento di Gorizia con la Ferrovia Meridionale Vienna-Trieste.
Con l’arrivo della ferrovia nel 1860 e la progressiva espansione della città verso la nuova stazione, Gorizia cambiò rapidamente aspetto. Anche in questa trasformazione i Ritter furono protagonisti attraverso investimenti immobiliari, palazzi, ville e grandi giardini. Dimore come Palazzo Attems Santa Croce, oggi sede del Municipio, Palazzo Ritter in Borgo Carinzia, Villa Ritter a Straccis e le ville sorte lungo corso Francesco Giuseppe contribuirono alla definizione dell’immagine elegante e cosmopolita della Gorizia fin de siècle, celebrata dalle guide dell’epoca come la “Nizza austriaca”.
L’impegno sociale dei Ritter – Ampio spazio è dedicato anche all’impegno sociale e filantropico della famiglia. La religiosità evangelica e una concezione dell’impresa attenta anche agli aspetti assistenziali si tradussero nel sostegno a istituzioni educative e benefiche e, negli anni Settanta dell’Ottocento, nel progetto di una colonia operaia a Straccis, ispirata ai più avanzati modelli europei. Abitazioni con piccoli giardini, scuola, asilo, casa per anziani e servizi comuni avrebbero dovuto formare un insediamento capace di coniugare sviluppo industriale e miglioramento delle condizioni di vita degli operai.
In questo ambito emergono anche alcune importanti figure femminili, a partire da Angiolina Sartorio Ritter de Záhony, protagonista per decenni delle iniziative assistenziali goriziane e ricordata come la “madre dei poveri”, ed Elvine de La Tour, nata Ritter de Záhony, che a Villa Russiz e successivamente in Carinzia diede vita a istituzioni scolastiche e assistenziali rivolte soprattutto alle fasce più fragili della popolazione. Il percorso permette inoltre di scoprire aspetti meno conosciuti della storia familiare. I Ritter ebbero un ruolo decisivo nella costituzione e nello sviluppo della comunità evangelica di Gorizia, sostenendo la costruzione della chiesa consacrata nel 1864 e la nascita della scuola evangelica.
Il legame con Aquileia – I Ritter furono innovatori anche in agricoltura: nella grande tenuta di Monastero di Aquileia, acquistata da Giulio Ettore nel 1850, sperimentarono macchine, sistemi di drenaggio e irrigazione, nuove colture e moderni criteri di gestione aziendale. Proprio a Monastero nacque inoltre lo stretto legame della famiglia con l’archeologia aquileiese. La raccolta dei Ritter, arricchita attraverso scavi e ricerche condotti soprattutto da Eugenio Ritter, comprendeva centinaia di reperti, tra cui sculture, iscrizioni, vetri, bronzi e preziosi manufatti in ambra. Gran parte della collezione fu successivamente ceduta allo Stato, contribuendo in maniera significativa alla formazione delle raccolte del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.
La musica al centro della socialità goriziana – Accanto agli imprenditori emergono infine musicisti, compositori e scrittori. La musica accompagnò costantemente la vita familiare e fece delle dimore Ritter luoghi privilegiati della socialità goriziana. Particolare attenzione è riservata anche a Natalia Ritter, poi Natalie von Ciotta, figura ancora poco conosciuta della cultura mitteleuropea ottocentesca, autrice di romanzi, racconti e resoconti di viaggio pubblicati tra Budapest e Vienna.
Il percorso della mostra – Il percorso espositivo si articola in due sale delle Scuderie del Palazzo e riunisce materiali della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg e importanti prestiti provenienti dall’Archivio di Stato di Gorizia, dall’Archivio del Comune di Gorizia, dall’Archivio Storico Generali, dall’Archivio della Camera di Commercio Venezia Giulia, dal Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, dai Musei Provinciali di Gorizia, dalla Biblioteca Statale Isontina e da collezioni private.
L’apertura al pubblico – La mostra è aperta al pubblico da sabato 24 ottobre 2026 a lunedì 29 marzo 2027 nelle seguenti giornate e orari:
- da mercoledì a venerdì: 10.00 – 13.00; 15.00 – 18.00;
- sabato, domenica e festivi: 10.00 – 13.00; 10.00 – 18.00
Biglietti:
- intero: € 6,00
- ridotto: € 4,00
- gratuito: bambini fino ai 10 anni, persone con disabilità psico-motoria, giornalisti e pubblicisti accreditati
- supplemento visita guidata (per gruppi, previa prenotazione): € 3,00
Informazioni: www.coronini.it | [email protected] | 0481/53348
APPROFONDIMENTI
FONDAZIONE PALAZZO CORONINI CRONBERG
La Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus è un ente morale di natura privata sorto nel 1990 per disposizione testamentaria del conte Guglielmo Coronini Cronberg con lo scopo di rendere accessibile a tutti il suo immenso patrimonio, a cominciare dal Palazzo di famiglia trasformato in un museo aperto al pubblico.
L’amministrazione della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus è affidata ad un organo collegiale, denominato Curatorio. Secondo quanto indicato nel testamento del conte ne fanno parte di diritto il Sindaco di Gorizia (in qualità di presidente pro tempore), il Soprintendente belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, l’Assessore regionale all’Istruzione e Cultura, il Direttore della Biblioteca Statale Isontina, il Direttore dei Musei Provinciali di Gorizia, per il tempo del loro ufficio; ad essi si aggiungono due componenti effettivi e due supplenti, scelti fra le persone residenti nel comune di Gorizia, di riconosciuta preparazione e competenza nel campo storico artistico.
Dopo che, a partire dal 1991, la Soprintendenza per i BAAPSAD del Friuli Venezia Giulia aveva provveduto alla completa catalogazione delle collezioni storico-artistiche, nel 2001, grazie a un finanziamento concesso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, hanno preso il via a imponenti lavori di restauro che hanno coinvolto l’intero complesso e che, a partire dal giugno 2006, hanno consentito la regolare apertura al pubblico del Palazzo e l’utilizzo delle annesse strutture con Sala esposizioni e Sala conferenze.
Scopo della Fondazione è conservare, valorizzare e rendere fruibili al pubblico le collezioni d’arte della famiglia Coronini, attraverso l’apertura al pubblico del Palazzo e del parco circostante, ma anche attraverso pubblicazioni, mostre e conferenze, mettendo a disposizione spazi e strutture per eventi e manifestazioni. Ultima dimora del re di Francia Carlo X di Borbone, il Palazzo Coronini racchiude nella sua storia e nelle sue collezioni l’essenza stessa dello spirito mitteleuropeo che contraddistingue il territorio goriziano, configurandosi come uno dei siti storico-artistici più importanti della Regione.
TARIFFE PALAZZO
INGRESSO INTERO: 10,00 €
INGRESSO RIDOTTO: 6,00 € (per studenti, soci FAI, soci TOURING, soci Italia Nostra, Card Vantaggi Iper, Card Coronini, membri APC)
INGRESSO OMAGGIO:
- Persone con ridotte capacità psico-motorie + 1 accompagnatore
- Bambini fino ai 10 anni
- Possessori di CardFVG
- Giornalisti e Pubblicisti regolarmente iscritti all’Albo
- Chi compie gli anni il giorno della visita
- Chi si chiama Guglielmo, William, Willy, Nicoletta o Colette
VISITE GUIDATE PER GRUPPI (minimo 15 persone) solo su prenotazione a: [email protected]
SUPPLEMENTO VISITA GUIDATA: 4,00 €
DURATA VISITA: 1 ora
LINGUE: italiano, inglese