Migliaia i professionisti arrivati a Trieste da 67 Paesi (21 in più rispetto alle pre-iscrizioni) che toccano i 9.300 operatori, attratti da una elevata segmentazione dell’offerta. “Si è trattato di persone – ha affermato Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia – con una spiccata specializzazione e concretamente interessati a realizzare affari nel salone e a seguire i numerosi momenti formativi dedicati a tematiche del caffè, ma anche alla transizione energetica e alle nuove tecnologie. Concretezza degli incontri d’affari e contenuti sono stati particolarmente apprezzati dalle aziende presenti. In questa edizione, in particolare, si è trattato di un salone di grande qualità, con stand di dimensioni importanti e di design che per tre giorni ha consentito di respirare l’atmosfera delle esposizioni internazionali di qualità nel settore del caffè e non solo. Per una fiera professionale come TriestEspresso Expo è fondamentale creare opportunità di affari per le imprese, lavorare con loro perché con la loro presenza fanno grande l’evento e fare squadra con le Associazioni di categoria, in particolare l’Associazione Caffè Trieste 1891”.

L’interesse internazionale emerge anche dalle piattaforme dei social media dell’evento dedicato ai professionisti e quindi a un pubblico definito e indirizzato al business. Nei tre giorni di TriestEspresso Expo 2026 i canali social della manifestazione hanno superato le 270.000 visualizzazioni e raggiunto oltre 150.000 persone, con 97 menzioni da parte di media, aziende e istituzioni del settore.
Inoltre, prosegue Paoletti “anche grazie ai rapporti con le Camere di commercio dell’Alpe Adria (Camera per l’economia della Carinzia e Camera del Turismo di Slovenia in primis), dei Balcani attraverso il Western Balkan Chamber Forum, e alla loro promozione nei rispettivi Paesi, i visitatori esteri son stati il 58% percento del totale, a conferma dell’internazionalità della manifestazione che abbraccia un’intera macro regione europea. Un’area in forte crescita, anche se con caratteristiche diverse nei vari segmenti, e ottime prospettive di sviluppo. Il gruppo costituito da Austria, Europa Centro Orientale e Balcani è stato pari al 47,4% degli stranieri presenti. Da rilevare ancora la presenza tra gli espositori del sistema Unioncamere con la Borsa Merci telematica italiana e l’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo che concretamente operano anche nel settore del caffè, in particolare è stato presentato il progetto in essere in El Salvador”.
“Si chiude oggi una nuova edizione di TriestEspresso Expo – dichiara Arianna Mingardi, presidente dell’Associazione Caffè Trieste 1891 – e lo facciamo con orgoglio e fiducia. In tre giornate Trieste ha confermato il proprio ruolo di capitale internazionale del caffè: un luogo dove il porto, l’industria, la cultura e la passione per l’espresso si incontrano e generano opportunità concrete per tutta la filiera. Ringrazio espositori, visitatori, partner istituzionali e tutti coloro che hanno contribuito allo svolgimento di questa edizione. Gli incontri, le idee e le collaborazioni nate in questi giorni saranno il vero valore che porteremo con noi. TriestEspresso Expo non è solo una fiera: è la prova che la comunità del caffè sa fare sistema, guardare al futuro e rappresentare Trieste nel mondo. Ci vediamo alla prossima edizione, con l’ambizione di crescere ancora insieme”.

Questa mattina nel workshop sul Greenwashing, l’avvocato Matteo Levantino (Punto Impresa Digitale Fvg), ha spiegato che “il divieto di greenwashing è quel divieto di porre in essere tutte quelle pratiche che traggono in inganno il consumatore in relazione a quelle che sono le caratteristiche climatiche o di sostenibilità ambientale dei prodotti. È entrato in vigore il mese scorso il decreto legislativo che ha recepito la direttiva europea pertinente. Rientrano tra gli elementi fondamentali del prodotto anche gli aspetti di ecosostenibilità del prodotto stesso; di conseguenza, tutti gli obblighi previsti dal Codice del Consumo in generale, per le caratteristiche essenziali dei prodotti, riguardano oggi anche gli aspetti legati al green. In che cosa si traduce questo, sostanzialmente? Nel fatto che tutte le comunicazioni aziendali devono avere a monte una serie di valutazioni misurabili, valutabili e certificate da terzi indipendenti”.
Voce anche alle nuove generazioni oggi nell’incontro “I giovani nel mondo del caffè” a cura di Generazione C Gruppo Italiano Torrefattori Caffè. Tra i relatori Martina Meneghel (Dersut) “c’è un cambio generazionale che vedo in modo positivo – ha detto – e in costante crescita, sia all’interno dell’azienda della mia famiglia, infatti anch’io sto iniziando ad affacciarmi al mondo del caffè che mi sta sempre di più appassionando, sia in generale in tutto il settore. Abbiamo anche creato il nostro gruppo giovani under 30, provenienti da tutta Italia nel mondo del caffè. Vedo che tra noi ragazzi c’è sempre più la voglia e la volontà di mettersi in gioco e di imparare, ma anche di andare a diffondere le conoscenze che abbiamo, questo perché riteniamo sia importante far capire a tutti i ragazzi quanto ci sia dietro al semplice gesto di bere una tazzina di caffè e abbiamo quindi il piacere di poter aiutare le persone, e nostri coetanei, a scoprirlo”.

Trieste al centro del dibattito internazionale sul futuro del caffè
Trieste ha ospitato, dal 18 al 20 ottobre 2026, tre giornate di confronto internazionale dedicate al futuro della filiera del caffè. I workshop promossi da C4CEC e Crop Trust hanno approfondito le sfide della sostenibilità, della biodiversità e della conservazione delle risorse genetiche del caffè, fondamentali per affrontare il cambiamento climatico. Il 19 e 20 ottobre, l’International Coffee Convention (ICC 2026) ha riunito ricercatori, istituzioni e rappresentanti dell’industria provenienti da diversi Paesi. Al centro dei lavori, innovazione scientifica, resilienza delle coltivazioni, qualità, sostenibilità economica e nuove prospettive di mercato, con un’attenzione anche all’evoluzione dei consumi e al ruolo del caffè decaffeinato, sempre più apprezzato dai consumatori che desiderano mantenere il piacere del caffè riducendo l’assunzione di caffeina. Particolare attenzione è stata dedicata al dialogo tra ricerca e industria, indispensabile per tradurre le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete.
«Il caffè è globale per natura. Per mantenere viva e in salute la sua filiera e l’intera catena del valore aggiunto, è indispensabile un dialogo costante tra scienza, istituzioni e settore privato», ha dichiarato Massimiliano Fabian, presidente della European Coffee Federation. Al TriestEspresso Expo si sono svolte anche le competizioni organizzate da SCA Italy. I vincitori sono stati: Irene giupponi, vincitrice selezione barista tappa nord, Luana lazzarone, vincitrice selezione brewers cup, Tianyu (Andrea) Wang, vincitore selezione latte art e Kevin Miccichè, vincitore selezione Coffee in Good spirits. Avranno accesso diretto alle finali di Sigep
Trieste ha così confermato il proprio ruolo di punto di riferimento internazionale per la cultura, la scienza e l’industria del caf