Due giornate dedicate a “Storie di sport, ricadute e riscatto”, con sale gremite per gli incontri tra ricerca scientifica e testimonianze dei grandi protagonisti. Claudia Mancinelli, Elena Cecchini e Ferdinando De Giorgi protagonisti dell’ultima giornata: il valore delle sconfitte, la capacità di ripartire e gli insegnamenti di una carriera.

Si è conclusa ieri sera a Gemona del Friuli la tappa finale di Sport Business Forum 2026, la manifestazione che ha attraversato il Nord Est, dall’anteprima di Trieste alle tappe di Treviso e Belluno. Le due giornate ospitate nella città friulana il 23 e 24 ottobre, hanno intrecciato ricerca scientifica e testimonianze dei grandi protagonisti dello sport, con una partecipazione di pubblico che ha riempito le sale del centro storico durante tutti gli appuntamenti. Un’occasione di confronto sul contributo dello sport alla crescita delle persone e delle comunità.

“Storie di sport, ricadute e riscatto” è stato il filo conduttore delle due giornate conclusive, ospitate in una città simbolo di ricostruzione e rinascita. Gemona ha portato al centro del confronto la capacità di affrontare sconfitte e cambiamenti, superare i propri limiti e aprire possibilità prima impensabili. Un racconto che ha unito la dimensione più personale dello sport alla sua forza di generare fiducia e nuove prospettive per intere comunità.

La tappa è stata promossa da Nord Est Multimedia, Il Nordest e Messaggero Veneto, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG e Comune di Gemona del Friuli. Al suo fianco Banca Generali, main partner, PrimaCassa, partner, e Fondazione SIT, charity partner.

Nell’incontro “Il fallimento, il primo mattone della vittoria”, l’allenatrice di ginnastica ritmica capace di portare il talento delle sue atlete ai vertici internazionali, Claudia Mancinelli, autrice di “Oltre il talento”, ha approfondito in un racconto schietto e intenso il rapporto tra preparazione, difficoltà e risultati. Al centro, il ruolo educativo dell’allenatore e la capacità di trasformare gli errori in un passaggio del percorso di crescita. “Credo profondamente nel valore dell’errore, perché è proprio mettendoci alla prova, anche sbagliando, che impariamo a conoscerci e a migliorare. Il talento è importante, ma sono la costanza, la perseveranza e le persone che incontriamo lungo il cammino a fare la differenza. Perché il vero traguardo è riuscire a esprimere il proprio potenziale senza rinunciare alla propria felicità”, ha sottolineato Claudia Mancinelli.

Con “Traguardi e linee di partenza”, Elena Cecchini ha ripercorso la propria esperienza nel ciclismo professionistico, guardando alla nuova fase che la attende dopo l’annuncio della conclusione della carriera. Un racconto dal significato profondo nel territorio in cui è cresciuta e ha iniziato a pedalare, tra il valore dei risultati raggiunti e la capacità di affrontare il cambiamento. “Tornassi indietro rifarei tutto anche se è stato estremamente difficile. Sono a favore delle scuole vere”, ha dichiarato Cecchini. “In Italia non viviamo il fallimento nel modo giusto. Il fallimento deve essere preso come un trampolino per migliorare.”

A chiudere la rassegna il campione di pallavolo e allenatore della Nazionale italiana maschile Ferdinando De Giorgi protagonista di “Vinci, perdi, impari: le tappe di un percorso di crescita”. Le esperienze vissute tra campo e panchina hanno offerto una riflessione sul valore della squadra e sugli insegnamenti che nascono tanto dai successi quanto dalle sconfitte. “Il fallimento deve spingere verso l’alto, non deve oscurare, ma illuminare. Fa vedere dove si può migliorare“, ha osservato De Giorgi. “Alle nuove generazioni dico: tutti i grandi atleti hanno conosciuto la sconfitta e spesso la parte più interessante della loro storia è stato il percorso compiuto dopo aver toccato il fondo. È il modo in cui si reagisce alle difficoltà a fare la differenza.”