Con una breve cerimonia presieduta dal Vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, è stato inaugurato stamattina alle 12 il nuovo corso delle attività dell’ambulatorio odontoiatrico “Lidia Simoni” della Caritas diocesana di Trieste, sito presso la Casa di Accoglienza “Teresiano” di via dell’Istria 71. Grazie, infatti, all’accordo con Donk Humanitarian Medicine HM odv e al supporto della Clinica di Chirurgia Maxillo Facciale e Odontostomatologia dell’Asugi, i locali di via dell’Istria 71, già adibiti alle cure odontoiatriche, potranno accogliere con sempre maggiore intensità le persone che per condizioni di povertà economica, ma anche di fragilità personale non potrebbero altrimenti provvedere a tali cure in autonomia.

Alla cerimonia di inaugurazione e al successivo momento di incontro con la stampa, sono intervenuti il Vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, il dr. Stefano Bardari, presidente di Donk Humanitarian Medicine odv, padre Giovanni La Manna sj, direttore della Caritas Diocesana di Trieste, che ha anche moderato l’incontro, e il prof. Roberto Di Lenarda, direttore della Clinica di Chirurgia Maxillo Facciale e Odontostomatologia dell’Asugi.

«Tra le tante povertà, anche quella sanitaria sta colpendo molte persone» ha dichiarato monsignor Enrico Trevisi, Vescovo di Trieste «se le famiglie faticano già a pagare l’affitto o le utenze, purtroppo, una delle prime spese che saltano sono quelle odontoiatriche… fino a quando l’urgenza non è più procrastinabile. Ma anche qui sorgono problemi e bisogna far fronte a costi non sempre sostenibili. A Trieste, già da tempo si è cercato di dare risposte a questa povertà. Poi, purtroppo, la complessità e la molteplicità dei problemi (prima di tutto il Covid) hanno portato a interruzioni e a inceppamenti. Questa nuova inaugurazione ci riporta a una storia di impegno e di concretezza che sempre ha caratterizzato Caritas insieme a una rete di persone e istituzioni. Ringrazio tutti coloro che ne sono protagonisti. Auspico che altri professionisti aderiscano a questo progetto e altri benefattori lo sostengano perché le attrezzature e i materiali necessitano sempre di nuove risorse».

«La regione Friuli Venezia Giulia e in particolare la città di Trieste presenta un’offerta odontoiatrica pubblica che per qualità e quantità di prestazioni offerte alla popolazione non ha eguali in Italia» ha detto il professor Roberto Di Lenarda, direttore della Clinica di Chirurgia Maxillo Facciale e Odontostomatologia dell’Asugi «ciononostante, esistono pazienti che non riescono, per motivi economici o culturali, ad avere accesso e quindi a ottenere una risposta alle proprie problematiche odontoiatriche. L’attivazione dell’ambulatorio ha proprio l’obiettivo di colmare, in modo sinergico e coordinato al Sistema Sanitario Regionale, questo gap di risposta assistenziale. Ho dato personalmente la mia disponibilità a svolgere attività di volontariato e spero che questo anche possa contribuire a spingere altri colleghi (oltre a coloro che già lo fanno) a impegnarsi in questo meritorio progetto».

«Con l’apertura dell’ambulatorio odontoiatrico» ha affermato padre Giovanni La Manna, direttore della Caritas Diocesana di Trieste «compiamo un gesto semplice ma essenziale: prenderci cura della salute e della dignità delle persone più fragili. Troppo spesso chi vive in difficoltà rinuncia alle cure dentistiche, accumulando dolore e disagio. Questo servizio nasce per colmare un vuoto, grazie alla collaborazione tra volontari, professionisti e istituzioni. Non offriamo solo cure, ma ascolto e rispetto. È un segno concreto di una comunità che sceglie di non lasciare indietro nessuno».Da parte sua, il dr. Stefano Bardari, presidente di Donk Humanitarian Medicine odv, ha sottolineato infine che «per Donk Humanitarian Medicine questo ambulatorio rappresenta molto più di un presidio sanitario: è un luogo in cui la cura odontoiatrica diventa strumento concreto di dignità e inclusione. Grazie all’impegno dei nostri odontoiatri volontari vogliamo offrire una risposta stabile a chi, per fragilità economica o sociale, è costretto a rinunciare alle cure. La collaborazione con Caritas diocesana di Trieste e con la Clinica di Chirurgia Maxillo Facciale e Odontostomatologia dell’Asugi dimostra quanto sia fondamentale mettere in rete competenze e sensibilità diverse per garantire il diritto alla salute anche alle persone più vulnerabili».

All’ambulatorio odontoiatrico “Lidia Simoni” avranno accesso solo le persone segnalate dal Centro di Ascolto della Caritas diocesana di Trieste e dagli ambulatori medici di Donk Humanitarian Medicine odv (vedere scheda “Criteri di accesso” allegata). Le attività dell’ambulatorio e le cure odontoiatriche sono garantite dagli odontoiatri volontari di Donk Humanitarian Medicine: si rinnova l’appello affinché altri odontoiatri segnalino la propria disponibilità a svolgere questo servizio, per garantirne la continuità nel tempo e poter rispondere a tutte le segnalazioni che giungeranno.Alcuni dati.

Secondo il Rapporto annuale Istat 2025, nel 2024 circa una persona su 10 in Italia ha rinunciato a visite o esami specialistici, principalmente a causa delle lunghe liste di attesa e per le difficoltà nel pagare le prestazioni sanitarie e tra queste vi sono anche le cure odontoiatriche. Una conferma di questo fenomeno arriva anche dal Report Statistico 2025 di Caritas Italiana: nel 2024, infatti, il 15,7% delle persone seguite dalla Caritas vive una condizione di vulnerabilità sanitaria, spesso legata a patologie gravi e alla mancanza di una risposta adeguata da parte del sistema pubblico. E ben il 9,9% degli interventi sanitari erogati dalla rete Caritas riguarda proprio le cure odontoiatriche. Va detto anche che non tutti coloro che si rivolgono alla Caritas chiedono esplicitamente aiuto e ciò fa ritenere che il fenomeno delle rinunce sia ampiamente sottostimato. La rinuncia o l’impossibilità a sostenere le cure, anche odontoiatriche, è una delle forme di povertà invisibile che colpiscono anche sempre più ampie fasce della popolazione triestina residente e delle persone in condizioni di povertà in transito sul territorio cittadino.

Lidia Simoni, di origine carnica, laureata a Padova in Farmacia – al tempo in cui erano rarissime le ragazze che si specializzavano in questo ambito – esercitò la sua professione a Trieste fino al 1989, in particolare nelle farmacie di via Stock e di piazza Sant’Antonio. Dal 1987 iniziò a impegnarsi nella Caritas diocesana, consolidando, nel 1991, la sua collaborazione al nascente Centro di Ascolto, curandone soprattutto gli aspetti sanitari e attivando tutti i contatti possibili con le strutture sanitarie del territorio. Fu molto attiva anche nell’Unitalsi, assumendo la responsabilità della farmacia del “Treno Violetto” durante i viaggi a Lourdes. Per questo suo costante e silenzioso impegno a servizio del prossimo, le fu assegnato nel 2005 il Premio alla Bontà “Hazel Marie Cole”. Fu un esempio di donna e di cristiana per i tanti volontari e i giovani obiettori di coscienza che si sono avvicinati alla Caritas e riferimento certo per le tante persone che quotidianamente si sono rivolte, negli anni, al Centro d’Ascolto per un aiuto, una parola, un consiglio. Morì a Trieste il 21 aprile 2007.