
Si è svolta oggi in Sala Giunta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Zona Industriale Net Zero”. All’incontro sono intervenuti il vicesindaco di Trieste, Serena Tonel, il direttore del Servizio Attività Economiche, Francesca Dambrosi, e il responsabile di P.O. Energia e Impianti, Massimo Caracciolo.
Il tavolo dei relatori ha visto la partecipazione di Sandra Primiceri (presidente Coselag), Paolo Santangelo (segretario generale Fondazione CRTrieste), il professor Romeo Danielis (UniTS – Centro “Giacomo Ciamician”), Giulia Nenzioni (HERA), Luigi Borgogno (JustOnearth), Francesco Minelli e, in collegamento da remoto, Pier Federico Fileni (Capgemini).

Il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana (Coselag) si è dotato di uno studio di fattibilità tecnica ed economica focalizzato su energia, efficientamento e risparmio energetico. L’obiettivo principale è l’individuazione del potenziale di sviluppo delle fonti rinnovabili nella zona industriale di Trieste.
Il piano è stato realizzato grazie al sostegno fondamentale del Comune di Trieste e della Fondazione CRTrieste, insieme al contributo scientifico del Centro interdipartimentale per l’Energia, l’Ambiente e i Trasporti “Giacomo Ciamician” dell’Università degli Studi di Trieste.
Affiancato da un team di esperti composto da Capgemini Italia s.p.a., Hera Servizi Energia s.p.a. e Justonearth, il Consorzio ha analizzato il territorio, i consumi e le risorse disponibili.
Lo studio, condotto in linea con gli obiettivi del Piano Energetico Regionale (PER) indicati dall’ingegner Caprotti della Regione FVG, ha sfruttato anche innovative modalità di rilevazione satellitare per proporre misure concrete verso una società industriale a basse emissioni di gas climalteranti.

I risultati evidenziano come “Zona Industriale Net Zero” sia un programma in parte già operativo, agevolato dagli strumenti informatici del progetto APEA della Regione FVG. Il piano si articola in azioni, soluzioni tecnologiche e iniziative strategiche che vedono nel Consorzio Coselag il soggetto centrale per il coordinamento di tutti gli stakeholder del territorio.
“Il progetto nasce nel 2023, durante la prima crisi energetica, ma nel 2026 rivela una rilevanza ancora maggiore. La nostra visione strategica parte da una mappatura dettagliata con l’obiettivo di ottimizzare i consumi energetici, focalizzandosi sulla zona industriale per coniugare sostenibilità ambientale e sviluppo economico. Non si tratta di un piano isolato: l’obiettivo finale è l’inserimento in un sistema cittadino virtuoso, capace di integrare e rendere efficiente anche il trasporto pubblico locale”, ha dichiarato il vicesindaco di Trieste, Serena Tonel.
“Il Consorzio – ha detto la presidente Sandra Primiceri – si è dotato di uno strumento che costituirà il supporto conoscitivo indispensabile alla definizione di scelte di piano corrette, capaci di rendere evidenti ai decisori i potenziali effetti delle diverse ipotesi di sviluppo energetico”.
Il segretario generale di Fondazione CRTrieste, Paolo Santangelo, ha sottolineato come “Ambiente, industria e sostenibilità sono elementi complementari di una stessa strategia di sviluppo. Per questo la Fondazione ha sostenuto con convinzione il progetto, che rappresenta un passo importante per accompagnare le imprese nella transizione energetica. Un’iniziativa che genera valore economico, innovazione, tutela ambientale e nuove prospettive di crescita per l’intero territorio”.

“L’impiego delle fonti energetiche rinnovabili nella zona industriale di Trieste rappresenta un fattore strategico per la competitività delle imprese e del territorio, grazie alla riduzione dei costi energetici, alla maggiore stabilità degli approvvigionamenti e all’attrazione di nuovi investimenti”, ha evidenziato il professor Romeo Danielis, docente di Economia Applicata all’Università di Trieste.
Il professor Alessandro Massi Pavan, coordinatore del Centro “Giacomo Ciamician” e Delegato della Rettrice alla Sostenibilità e alla Transizione Energetica, nella sua dichiarazione ha sottolineato come “La transizione energetica in atto a livelloglobale stia assumendo una dimensione sempre più concreta e irreversibile: nel 2024 oltre il 90% della nuova capacità di generazione elettrica installata a livello mondiale è stata alimentata da fonti rinnovabili e in Europa oltre il 50% dell’energia elettrica è già prodotta da fonti rinnovabili. Se da un lato il settore elettrico sta sfruttando efficacemente queste tecnologie, con ulteriori prospettive di sviluppo legate anche alla diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), dall’altro i comparti del calore e dei trasporti presentano ancora importanti margini di decarbonizzazione. In questo contesto, l’idrogeno verde per l’industria e la mobilità elettrica per i trasporti leggeri rappresentano leve fondamentali per raggiungere l’obiettivo di emissioni nette zero che la Regione Friuli Venezia Giulia si è posta per il 2045. Trieste dispone delle competenze scientifiche, industriali e infrastrutturali necessarie per essere protagonista di questa trasformazione, valorizzando l’innovazione e creando nuove opportunità di sviluppo sostenibile per le imprese e per il territorio”.

Il raggruppamento di esperti incaricati della redazione dello studio ha rimarcato come “Il lavoro svolto in stretta collaborazione con il Consorzio ha rappresentato un’esperienza di grande valore, consentendo di approfondire la conoscenza di un sistema industriale strutturato e fortemente orientato ai temi della sostenibilità energetica e ambientale. L’analisi dello stato attuale ha permesso di individuare importanti direttrici di sviluppo, sia puntuali sia su scala territoriale, in grado di accompagnare l’area Coselag verso la realizzazione di un polo industriale moderno, efficiente e competitivo. Il percorso di evoluzione si fonda sull’integrazione di tecnologie già consolidate, come il fotovoltaico e il teleriscaldamento industriale, con soluzioni innovative di nuova generazione, tra cui l’utilizzo dell’idrogeno, aprendo così la strada a un modello energetico avanzato e sostenibile”.