È stato presentato questa mattina in Salotto Azzurro il concept progettuale del nuovo centro natatorio terapeutico Acquamarina.
Il progetto, a cura dello studio di architettura bolognese TECO+partners, è stato illustrato dall’architetto Luigi Benatti e dagli ingegneri Carlo Rotellini e Giancarlo Zanichelli alla presenza del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, degli assessori Everest Bertoli (Politiche Finanziarie) e Elisa Lodi (Politiche del Patrimonio Immobiliare e dello Sport) e del direttore del Servizio Project Financing, Andrea Brunetta.
Il piano prevede la realizzazione del nuovo centro natatorio terapeutico Acquamarina nel porto di Trieste attraverso un volume compatto e regolare che si inserisce in continuità con il fronte del molo.

Un progetto realizzato in un contesto urbano in forte riqualificazione con la recente ristrutturazione del palazzo ex Meccanografico (ora nuova sede di Esatto), l’intervento di riqualificazione della stazione ferroviaria di Campo Marzio e il progetto del Parco del Mare.
“Finalmente ci siamo. È un progetto bellissimo. Ho fatto i complimenti ai progettisti. Trieste ha bisogno di questo tipo di piscine” ha commentato il sindaco Dipiazza.
L’Assessore alle Politiche Finanziarie, Everest Bertoli, ha sottolineato i numeri dell’opera: “Oggi presentiamo un progetto innovativo ed ecosostenibile. Un’opera che costa 16 milioni di euro. Un impegno economico non indifferente. Dei quali quasi 13 milioni sono fondi comunali, 1 milione regionale e 2 milioni statali per realizzare un gioiello, un progetto all’altezza della nostra meravigliosa Trieste”.
“E’ un progetto molto bello sul quale stiamo lavorando da mesi. Sarà una struttura sicura, all’avanguardia che andrà a rispondere alle esigenze del territorio” ha dichiarato l’assessore alle Politiche del Patrimonio Immobiliare e dello Sport, Elisa Lodi.
L’edificio – come spiegato in conferenza dai progettisti – si sviluppa su un basamento rialzato. La facciata è caratterizzata da un sistema di elementi strutturali che introducono profondità e protezione delle facciate, definendo un filtro tra gli ambianti interni ed esterni.
Le grandi vetrate verso il porto mettono in relazione diretta la sala vasche con l’acqua e il paesaggio portuale, mentre l’organizzazione interna integra funzioni natatorie e terapeutiche in un sistema unitario, accessibile e tutto al piano terra.
Nel dettaglio saranno quattro le vasche realizzate, tutte alimentate con acqua di mare a diverse temperature:
– vasca talassoterapica (25,00 x 10,00 m con rampa di accesso – altezza acqua da 1,35 a 1,60 m)
– vasca per malattie neurodegenerative (12,00 x 6,50 m con rampa di accesso – altezza acqua 1,20 m)
– vasca riabilitativa (5,00 x 11,00 m – h acqua da 0,8 a 1,20 m)
– percorso vascolare (10 ml – h acqua 0,8 m)
Al piano rialzato previsti spogliatoi per l’utenza principale, ipovedenti e utenti non autonomi.
Al primo piano troviamo ambienti per la ginnastica terapeutica, il trattamento fisioterapico e un ampio punto di ristoro panoramico aperto sul mare e sulla città.
Nella progettazione grande attenzione è stata posta all’efficientamento energetico e alla sostenibilità. Il progetto prevede:
– impianto di illuminazione a basso consumo con tecnologia LED dimmerabile;
– impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica da 132,6 kWp;
– isolamento termico ad alta efficienza realizzato in lana di roccia (in linea con i CAM 2025);
– utilizzo di materiali isolanti antiriverbero ad alte performance acustiche: pannelli in fibra di legno mineralizzata;
– impianto di ventilazione meccanica ad alta efficienza con recuperatori di calore;
– combinata alla ventilazione meccanica controllata, la ventilazione naturale contribuisce ad abbattere i consumi;
– ottimizzazione dell’apporto solare e vetri selettivi garantiscono alti valori di trasmittanza in inverno e proteggono all’effetto serra d’estate;
– dispositivi fissi di protezione solare, insieme ai vetri selettivi sui lati più esposti, per evitare il surriscaldamento dell’ambiente interno.
In merito ai prossimi passaggi, l’assessore Bertoli e il direttore del Servizio Project Financing Brunetta, hanno confermato che, una volta ottenuti i pareri positivi dalle autorità competenti, è intenzione dell’Amministrazione bandire la gara unica per la realizzazione dell’opera e la sua gestione entro l’estate con avvio dei lavori previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Info:
TECO+partners è uno studio di architettura con sede a Bologna, composto da 6 soci e un team di circa 30 professionisti tra architetti, ingegneri civili e designer.

Lo studio opera in Italia e all’estero nella progettazione di edifici e complessi residenziali, scolastici, sportivi e produttivi, affrontando il progetto come sintesi tra qualità architettonica, prestazioni ambientali e fattibilità tecnica ed economica.
Nel campo degli impianti sportivi, TECO+partners ha realizzato oltre 100 progetti, affrontando il tema come integrazione tra architettura, gestione, sostenibilità e dimensione sociale.
La qualità ambientale dei progetti – dichiarano i progettisti – nasce da un approccio integrato che combina strategie passive, uso consapevole delle risorse, tecnologie per l’energia rinnovabile e attenzione ai materiali e ai sistemi costruttivi.