Dal 28 aprile al 3 maggio 2026, la città di Conegliano (Treviso) accoglie la prima edizione di Rencontres Musicales – Festival Internazionale di Musica da Camera, un nuovo appuntamento dedicato a una delle forme più pure del pensiero artistico che riunisce alcuni tra i più autorevoli interpreti della scena cameristica internazionale.
Il festival nasce da un’idea del violinista Paolo Tagliamento, musicista di chiaro profilo internazionale e direttore artistico della manifestazione, con l’obiettivo di trasformare Conegliano in un luogo di scambio artistico, studio, alta esecuzione e imperdibile offerta musicale.
Rencontres Musicales si propone infatti come un vero laboratorio musicale, dove l’esperienza dei grandi maestri si intreccia con l’energia delle nuove generazioni, in una dimensione di dialogo, scambio e incontro che è da sempre il cuore della musica da camera.

Promosso da Conegliano Classica APS, con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Treviso, del Comune di Follina e con l’importante contributo del Comune di Conegliano, della Camera di Commercio di Treviso e Belluno, dell’Associazione per il Patrimonio UNESCO delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e degli sponsor privati (Banca della Marca, Banca Prealpi, Savno). L’organizzazione si avvale altresì di importanti partner tecnici come Venetoglobe, Sarlo Group, Scarpis, Dema, Tre Cuori, Engels & Volkers, Avanti in Musica, Edilco, Gamma Sport, Studio Schenardi. La splendida cornice di Villa Gera ospiterà nei suoi prestigiosi spazi i musicisti, rendendo cordiale e accogliente i loro momenti privati e di ritrovo proprio nel migliore salotto musicale coneglianese. Un doveroso ringraziamento va dato ai numerosi volontari, amici di Conegliano Classica e alle associazioni partner che rendono possibile le numerose attività in programma.
Il festival si inserisce nella vita culturale del territorio veneto con un progetto che unisce ai concerti le attività formative dirette ai giovani, con particolare riguardo alle scuole pubbliche ad indirizzo musicale e alle scuole di musica private.
Va senz’altro sottolineata la presenza del Conservatorio di Trieste, storica istituzione intitolata a Giuseppe Tartini e riconosciuta a livello internazionale come centro d’eccellenza per la formazione musicale, punto di riferimento per la didattica, la produzione artistica e la valorizzazione delle nuove generazioni di interpreti.


Il conservatorio di Trieste invierà alcuni gruppi di studenti per le lezioni seminariali di violino e violoncello nell’ambito del dipartimento di musica da camera.
La scelta di svolgere il Festival Rencontres Musicales a Conegliano non è casuale: con i suoi luoghi carichi di storia – dall’ex Convento di San Francesco al Teatro Accademia, fino alla suggestiva Abbazia di Follina – la città diventa il palcoscenico ideale per una manifestazione di alto respiro internazionale.
Al centro del progetto c’è la visione artistica di Paolo Tagliamento, violinista la cui attività concertistica lo ha portato sui principali palcoscenici europei e internazionali. Con Rencontres Musicales, Tagliamento intende costruire a Conegliano un luogo stabile di incontro tra interpreti di alto livello, valorizzando la dimensione cameristica come forma privilegiata di ricerca musicale.
Il progetto nasce dalla grande amicizia con i musicisti invitati, con i quali ha condiviso e sviluppato negli anni un forte legame artistico ed umano già durante gli studi nell’ambiente musicale europeo delle scuole di alta specializzazione, in particolare alla Escuela Superior de Música Reina Sofía e alla Hochschule für Musik und Theater di Monaco di Baviera.
La prima edizione riunisce un gruppo di interpreti di assoluto rilievo nel panorama internazionale. Tra gli ospiti spiccano figure di riferimento della scuola strumentale russa/europea come la violinista Prof. Ana Chumachenco, artista di fama mondiale e storica docente dell’Hochschule für Musik und Theater di Monaco di Baviera, come anche il suo collega violoncellista Prof. Wen-Sinn Yang, tra i più autorevoli interpreti dell’attuale panorama musicale.
Accanto a loro si esibiranno musicisti provenienti da diversi paesi: Prof. Zohrab Tadevosyan (violino), Prof. Mamikon Nakhapetov (pianoforte), Prof.ssa Anna Mirakyan (pianoforte), Massimo Scattolin (chitarra), Mohamed Hiber e Lorenz Chen (violini), Raquel de Benito Forriol e Alfredo Zamarra (viole), Laura Szabo e David Martín Gutiérrez (violoncelli).


L’incontro tra questi interpreti dà vita a un mosaico di esperienze artistiche e culturali che riflette la dimensione profondamente internazionale della musica da camera.
Dai classici viennesi al romanticismo europeo:il percorso musicale del festival attraversa alcune delle pagine più significative del repertorio di musica da camera, tra classicismo e romanticismo europeo. Le opere di Haydn, Schubert, Mozart, Dvořák, e Brahms accostate a pagine di Grieg e Boccherini, tracciano un itinerario che racconta l’evoluzione del linguaggio cameristico tra Vienna e l’Europa del XIX secolo.
Elemento distintivo di Rencontres Musicales è la forte attenzione alla dimensione formativa. Il festival prevede infatti seminari aperti al pubblico, prove aperte e momenti di lavoro condiviso che permettono al pubblico di entrare nel laboratorio creativo della musica da camera. Tra gli appuntamenti più significativi figurano i seminari di violino con Zohrab Tadevosyan e Ana Chumachenco e il seminario di violoncello con Wen-Sinn Yang, pensati come occasioni di incontro diretto tra giovani musicisti e grandi interpreti.
Con questa prima edizione, Rencontres Musicales inaugura un percorso che ambisce a radicarsi stabilmente nel panorama musicale europeo, facendo della Città di Conegliano e del Veneto un punto di riferimento imprescindibile. La musica da camera, nella sua essenza più profonda, è da sempre riconosciuta come una delle forme più alte e pure del pensiero umano, tradotto in suono.
In un tempo che spesso privilegia la velocità e il consumo dell’evento, la musica da camera invita invece alla profondità dell’ascolto, alla concentrazione e alla bellezza. La musica è un’arte che non si limita a intrattenere: eleva lo spirito, affina il pensiero e restituisce alla comunità uno spazio di armonia e di immaginazione condivisa.
Con questa prima edizione di Rencontres Musicales , Conegliano apre dunque le porte a una kermesse destinata a crescere nel tempo: un’occasione dove la grande musica non è soltanto eseguita, ma pensata, condivisa e vissuta. Nella sua forma più alta e luminosa.
I concerti del 2 e 3 maggio sono a ingresso libero, mentre quello del 1° maggio vede un biglietto di 15 euro; l’incasso sarà devoluto in beneficenza all’Associazione Ogni Giorno per Emma Onlus, realtà impegnata a livello nazionale nella sensibilizzazione e nella raccolta fondi per la ricerca sulle malattie rare, in particolare sull’atassia di Friedreich, attraverso progetti scientifici e iniziative culturali di alto profilo.
Il primo concerto si terrà 1° maggio alle 20.45 Teatro Accademia Conegliano. Spiega Paolo Tagliamento, direttore artistico: “Questo primo concerto vuol’essere un invito all’ascolto, ad un ascolto attento ed allo stesso tempo piacevole: l’invito ad entrare in uno spazio che ad alcuni potrà risultare familiare, ad altri una scoperta: la musica da camera, ed il suo affascinante mondo. Un mondo fatto, appunto, di incontri tra musicisti, che trovano grande piacere e divertimento nel sedersi insieme in semicerchio per cominciare a leggere ed approfondire insieme uno spartito musicale. In questi Rencontres avrete modo di ascoltare pagine bellissime di alta musica, in formazioni cameristiche molto variegate: cominciamo oggi con delle sonate ed una fantasia per violino e pianoforte, ed un celebre quintetto con chitarra. Se Vienna rappresenta storicamente il cuore della musica da camera, tuttavia vi proponiamo oggi alcune pagine di un grande autore scandinavo, noto per la capacità di dipingere con le note gli affascinanti paesaggi del nord, e di un italiano, che è stato molto legato alla capitale Spagnola, Madrid, città nella quale sono vissuti ed hanno condiviso insieme diversi anni di studio la maggior parte dei musicisti che ascolterete i questi giorni, e che li ha legati tra di loro in un sodalizio umano e musicale.”.
Questo primo concerto vede un programma di grande fascino intrecciare pagine cameristiche di raro equilibrio tra virtuosismo e lirismo, affidate a interpreti di spicco della scena internazionale. La serata si apre con la Sonata n. 3 in sol minore op. 137 D. 408 di Franz Schubert, composta nel 1816, dove il dialogo tra violino e pianoforte rivela già la profondità espressiva del giovane autore, qui interpretata da Paolo Tagliamento e Mamikon Nakhapetov. Segue la luminosa Sonata n. 2 op. 13 di Edvard Grieg, capolavoro giovanile intriso di slancio romantico e suggestioni nordiche, con il violinista Zohrab Tadevosyan e la pianista Anna Mirakyan. Dopo la pausa, la monumentale Fantasia in do maggiore op. 159 D. 934, tra le ultime e più ardite creazioni schubertiane, affidata al carisma di Ana Chumachenco, in duo con Mamikon Nakhapetov. Il concerto si conclude con il celebre Quintetto “Fandango” G. 448 di Luigi Boccherini, pagina brillante e trascinante che unisce eleganza classica e colori spagnoli, eseguita da un affiatato ensemble guidato dalla chitarra di Massimo Scattolin. Un itinerario musicale ricco e variegato, capace di valorizzare tanto il repertorio quanto le personalità degli incredibili interpreti.
Il secondo concerto si terrà il 2 maggio alle ore 20.30 all’abbazia di santa Maria a Follina. Un programma di intensa profondità spirituale accosta due capolavori del tardo Settecento firmati da Franz Joseph Haydn, rivelandone il volto più intimo e meditativo. Il concerto si apre con il Quartetto in re minore op. 103 Hob.III:83, pagina incompiuta e tra le ultime del compositore, segnata da una scrittura essenziale e sospesa, quasi un commiato artistico, affidata a un quartetto di interpreti di grande sensibilità guidati da Paolo Tagliamento. Dopo un breve momento di silenzio, il percorso culmina nelle “Ultime sette parole di Cristo sulla Croce”, nella versione per quartetto d’archi: un’opera di straordinaria intensità contemplativa, concepita come meditazione musicale sulle ultime frasi di Cristo, dove il suono si fa spazio di raccoglimento e riflessione. L’organico si amplia coinvolgendo musicisti di diversa provenienza, in un dialogo corale che amplifica il valore espressivo dell’esecuzione. Un’esperienza d’ascolto rara, sospesa tra silenzio e spiritualità.
Il terzo concerto si terrà il 3 maggio alle ore 16 all’ex convento san Francesco a Conegliano. Spiega ancora Paolo Tagliamento: “Si chiudono questi Rencontres con formazioni cameristiche più ampie: quintetto per archi, quintetto con pianoforte e sestetto d’archi. Passando per un capolavoro della maturità mozartiana, il celebre quintetto per archi in do maggiore, di nobile espressività, arriviamo al pieno romanticismo, rappresentato da due compositori emblematici per l’epoca che hanno segnato:il boemo Dvořák e l’amburghese Brahms. Se il quintetto di Mozart si riferisce ancora ad uno stile più classico, il quintetto con pianoforte di Dvořák e il sestetto di Brahms esprimono pienamente l’essenza romantica: nei temi appassionati, nel virtuosismo strumentale e in un sentimento musicale intenso e vivido.”.
Un programma di grande respiro classico-romantico accosta tre capolavori della musica da camera mitteleuropea, esaltandone ricchezza timbrica e profondità espressiva. In apertura, il Quintetto per archi n. 3 K 515 di Wolfgang Amadeus Mozart, gemello del celebre quintetto in sol minore k 516 e composto nello stesso anno delle “Ultime sette parole di Cristo sulla Croce” di Haydn, riflette una luminosità apollinea, con improvvise ombre espressive, in un perfetto equilibrio formale. Sotto una superficie di apparente leggerezza si cela una straordinaria ricchezza di dialogo tra gli strumenti, ulteriormente intensificata dalla presenza della seconda viola, cifra distintiva dei quintetti mozartiani. Il Quintetto per archi e pianoforte n. 2 op. 81 di Antonín Dvořák, tra le pagine più amate del repertorio cameristico, intreccia slancio melodico e colori popolari – emblematico il celebre movimento “Dumka” – in un dialogo serrato tra archi e pianoforte, affidato a un ensemble di interpreti affiatati con Mamikon Nakhapetov al pianoforte. Dopo la pausa, il Sestetto per archi n. 1 op. 18 di Johannes Brahms dispiega un linguaggio ampio e luminoso, dove la scrittura densa e cantabile si unisce a una raffinata architettura formale. Protagonista un sestetto d’archi di grande esperienza, guidato da Paolo Tagliamento, capace di restituire tutta la pienezza sonora e la tensione lirica di questa straordinaria pagina brahmsiana per un concerto che unisce energia, eleganza e intensità emotiva.

link per info:
www.visitconegliano.it