Domenica 26 aprile all’Adriano Panatta Racquet Club un momento formativo aperto alla cittadinanza per promuovere sicurezza e consapevolezza.
Un’iniziativa concreta, nata dal bisogno di trasformare un episodio di violenza in un’occasione di consapevolezza e prevenzione. Domenica 26 aprile 2026, dalle ore 10.00 alle 12.00, si terrà a Treviso il “Corso Spray Antiaggressione”, un appuntamento gratuito aperto a tutta la cittadinanza, ospitato presso l’Adriano Panatta Racquet Club (Via Giuseppe Maffioli 1).
Il corso sarà condotto da Ivan Reyes, Master Teacher della Scuola Italiana Krav Maga (SIKM), e offrirà ai partecipanti strumenti pratici e conoscenze utili per la gestione di situazioni di pericolo, con un focus specifico sull’utilizzo consapevole dello spray antiaggressione.
L’iniziativa nasce dalla volontà delle famiglie dei ragazzi coinvolti nell’aggressione avvenuta lo scorso 6 dicembre 2025 in centro storico, nei pressi di Porta San Tomaso. Dopo aver promosso un flash mob di sensibilizzazione, le famiglie hanno deciso di proseguire il proprio impegno con azioni concrete rivolte alla comunità. Il corso rappresenta il primo passo di un percorso di sensibilizzazione sul tema della sicurezza urbana e della prevenzione della violenza, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della responsabilità e della tutela personale.
La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati; è richiesta la prenotazione tramite apposito form: https://shorturl.at/1tr8Y
DICHIARAZIONI
“Quello che è successo ai nostri figli il 6 dicembre non può essere archiviato come un fatto isolato. È stato un momento di grande paura, che ha lasciato un segno profondo non solo nelle nostre famiglie, ma in tutta la comunità – dichiarano le famiglie dei ragazzi aggrediti – Abbiamo vissuto giorni difficili, fatti di rabbia, preoccupazione e senso di impotenza. Ma abbiamo scelto di non restare fermi. Da quel dolore nasce questa iniziativa: vogliamo trasformare un episodio negativo in qualcosa di utile per tutti. Questo corso non è solo un momento formativo. È un messaggio chiaro: la sicurezza è un diritto e la prevenzione è una responsabilità condivisa. Dare strumenti concreti alle persone significa aiutarle a sentirsi meno vulnerabili e più consapevoli. Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani e alle famiglie: nessuno dovrebbe sentirsi indifeso nella propria città. Vogliamo contribuire a costruire una comunità più attenta, più preparata e più unita. Non possiamo cambiare ciò che è accaduto, ma possiamo fare in modo che non accada di nuovo. Questo è il senso più profondo di questo percorso”.
