ArchiLetture è una rassegna dedicata ai libri di architettura e alla cultura del progetto.
Il suo obiettivo è costruire uno spazio di confronto tra autori, studiosi, progettisti, studenti e cittadini, a partire da testi che affrontano alcuni temi centrali del dibattito architettonico contemporaneo.
Nel mese di giugno Stazione Rogers presenta, a cura di Thomas Bisiani, Giuseppina Scavuzzo, Adriano Venudo, un ciclo di tre incontri su progetto, teoria e città con gli architetti Aldo Aymonino, Renato Capozzi e Pierluigi Grandinetti. Tre autori, tre libri, tre occasioni per interrogare l’architettura come forma di conoscenza.
Il ciclo si apre, giovedì 4 giugno alle ore 18, con Aldo Aymonino e con il volume Utopie misurate, una riflessione sull’architettura come pratica capace di tenere insieme immaginazione e misura, visione e costruzione, pensiero urbano e progetto. Aymonino, già docente allo Iuav di Venezia, ha sviluppato un percorso che intreccia ricerca progettuale, riflessione critica e pratica professionale, con particolare attenzione ai temi della rigenerazione urbana, dello spazio pubblico, della forma architettonica e del paesaggio. L’incontro è co-organizzato da: Stazione Rogers, Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste. Intervengono Thomas Bisiani (Stazione Rogers), Eddi Dalla Betta (Comune di Trieste, Servizio Pianificazione Territoriale), Adriano Venudo (Università di Trieste, Dipartimento di Ingegneria e Architettura).
Il secondo appuntamento, fissato per venerdì 19 giugno, sempre alle 18 a Stazione Rogers, è dedicato a Renato Capozzi e al volume Sull’origine. Architettura come archè. Il libro affronta il tema dell’origine come interrogazione sui fondamenti dell’architettura: il principio, l’ordine, la forma, il costruire, il rapporto tra architettura e mondo. Capozzi, che è docente di Composizione architettonica e urbana all’Università degli Studi di Napoli Federico II, lavora sui temi del progetto di architettura, della sua dimensione teorica, della lezione dei maestri, del rapporto tra architettura e archeologia, città aperta e nuove centralità. Intervengono all’incontro Giuseppina Scavuzzo, presidente di Stazione Rogers e docente all’Università di Trieste (Dipartimento di Ingegneria e Architettura) e Luca Taddio, filosofo (Università di Udine, Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale).
L’appuntamento è co-organizzato da Stazione Rogers e dall’Università degli Studi di Trieste che presenteranno a chiusura del ciclo, venerdì 26 giugno alle 18, l’incontro dedicato a Pierluigi Grandinetti e al volume Il progetto di architettura: forme, teorie, strumenti. Il ruolo della composizione architettonica. Allievo di Giungo Polesello e già docente di Composizione architettonica e urbana allo Iuav di Venezia, Grandinetti ha costruito un lungo percorso didattico e di ricerca centrato sulla centralità del progetto, sugli strumenti della composizione, sul rapporto tra nuovo e antico, sulla tradizione della Scuola di Venezia e sulla trasformazione dello spazio storico.raccoglie e sistematizza una lunga esperienza didattica e teorica maturata all’interno della Scuola di Venezia, ponendo al centro il progetto come processo conoscitivo e operativo. L’incontro sarà dedicato alla composizione architettonica come disciplina del progetto: un campo in cui forma, teoria, geometria, tipologia, linguaggio e dettaglio concorrono alla costruzione dell’opera.
Interverranno Giovanni Fraziano (già docente di Composizione architettonica e urbana, Università di Trieste) e Graziella Bloccari (presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Trieste).
Stazione Rogers, Riva Grumula 14, Trieste
4, 19, 26 giugno 2026 – ore 18.00