In attesa che il programma del festival vicino/lontano 2026 entri nel vivo, dal 7 al 10 maggio, sono numerosi gli eventi di anteprima, già fortemente connotati, sul tema “respiro”, parola-chiave della XXII edizione, curata da Paola Colombo, Franca Rigoni e Álen Loreti. Lunedì 4 maggio due gli eventi, entrambi particolarmente attesi. Alle 18, in chiesa di San Francesco la presentazione, in anteprima per vicino/lontano, del nuovo libro-memoir dello scrittore Angelo Floramo, L’estate indiana del ʼ76, edito da Bottega Errante, in uscita proprio nei giorni del 50esimo anniversario del terremoto che nel 1976 sconvolse il Friuli e ne accelerò la trasformazione. In dialogo con la giornalista Maria Luisa Colledani, Angelo Floramo, un intellettuale della terra friulana, onora il ricordo di quella tragedia, ripercorrendo quei giorni drammatici attraverso gli occhi del bambino Angelo, che all’epoca non aveva ancora compiuto dieci anni e viveva in bilico tra l’orrore e la favola, la paura e l’avventura. Sullo sfondo, una civiltà contadina che stava morendo, sepolta sotto le macerie.

Sempre lunedì 4 maggio, alle 21.00, e sempre nella chiesa di San Francesco, andrà in scena Specchi. Gaza e noi, il dialogo teatrale in forma di studio, scritto e interpretato dalla saggista e giornalista Paola Caridi e dallo storico dell’arte Tomaso Montanari, con la partecipazione del cantautore, giornalista e scrittore Nabil Bey Salameh, e prodotto dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Un evento scenico sul male, sulla cura, sul senso profondo di ciò che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. Perché Gaza è il luogo del male senza limite, della dissoluzione dell’Europa, della bancarotta morale occidentale: ma è anche il luogo in cui è possibile ritrovare la nostra umanità, la nostra responsabilità politica, e forse perfino le tracce di Dio. La musica e la voce di Nabil Bey Salameh legano al dialogo i suoni e lo spirito della Palestina. Le poesie che reciterà sono tratte dalla raccolta Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza, edita da Fazi. “Non dimenticare un solo nome”, l’Elegia per i sudari di Gaza, pronunciata da Paola Caridi a vicino/lontano 2025, ha ispirato la realizzazione di un enorme telo bianco: un unico, immenso sudario lungo 25 metri e largo 7. Ci sono impressi i nomi, scritti a mano, uno a uno, di 18.457 bambine e bambini uccisi a Gaza dai bombardamenti e dai droni israeliani. Per iniziativa di Carnia per la Pace, una folla di persone si sono riunite a Tolmezzo per comporre questo sudario collettivo, che dal maggio scorso sta percorrendo l’Italia. È un memoriale itinerante che ora viene esposto anche in San Francesco per non dimenticare che dietro ciascuno dei numeri delle vittime del genocidio di Gaza c’è un nome da ricordare, una storia interrotta, una vita cancellata.
In ambito cinematografico, due gli eventi in programma martedì 5 maggio, al Cinema Visionario (Sala Astra), in collaborazione con CEC-Centro Espressioni Cinematografiche. Alle 18, a cura dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Udine, viene proposto il film Il tempo della montagna. ArchitetturAlpinA in dieci storie, realizzato per la regia di Francesca Molteni e Davide Fois. Nato da un’idea dell’Associazione Architetti Arco Alpino, il film racconta 10 progetti innovativi che testimoniano come l’architettura possa trasformare le comunità di montagna, rispettandone le peculiarità. Interverranno gli architetti Federico Mentil, Marco Ragonese, Francesca Rizzani, quest’ultima presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Udine. Alle 20, evento di anticipazione di vicino/lontano mont 2026 e della Setemane de culture furlane 2026 organizzata dalla Società Filologica Friulana, in anteprima si proietta il documentario Quello che resta. Tre riti nelle montagne del Friuli, un viaggio attraverso tre comunità del Friuli Venezia Giulia – Rodda, Erto, Cercivento -, unite da un patrimonio rituale ancora vivo e condiviso. Interverranno il regista Marco D’Agostini e l’antropologa Marta Pascolini, autrice delle interviste. L’ingresso è libero per entrambe le proiezioni.
Il programma di Anteprima di vicino/lontano si apre giovedì 30 aprile alle 18 con l’inaugurazione, alla Stamperia d’arte Albicocco, storico partner del festival, di Ritmi e pause, la personale di Giorgio Griffa, protagonista di rilievo internazionale della ricerca pittorica contemporanea. La mostra, curata da Luca Pietro Nicoletti docente di Storia dell’arte contemporanea e Grafica contemporanea all’Università di Udine, resterà visitabile fino al 12 luglio. Domenica 3 maggio, alle 16, l’azienda agricola Giuseppe Maggiori di Colloredo di Monte Albano accoglie i visitatori per “Pesci fuor d’acqua” una mostra-mercato dei lavori su alluminio realizzati durante il laboratorio settimanale dell’artista Cattivo Frank (sue le sedute all’Oratorio del Cristo) dai tirocinanti del progetto di agricoltura sociale Primo Passo. Il ricavato della vendita degli oggetti andrà a sostenere il progetto, che sarà illustrato dal coordinatore Igor Peres, che dal 2005 lavora nell’ambito della salute mentale. Nell’ambito delle molte iniziative del festival dedicate all’inclusione e all’accessibilità, martedì 5, alle 18, alla Galleria Fotografica Tina Modotti viene inaugurato – e resterà poi a disposizione del pubblico per tutta la settimana di vicino/lontano – un “Sensory Shelter – Rifugio sensoriale”, realizzato a cura di Alberto Cervesato, vicepresidente di vicino/lontano per l’Università di Udine, e di Giuseppina Scavuzzo, Federica Bettarello, Martina Di Prisco per il progetto BeSenshome dell’Università di Trieste. L’installazione, esito di una ricerca sull’abitare neurodivergente, vuole migliorare l’accessibilità al festival ed è un invito a riconoscere la pluralità delle esperienze percettive per costruire contesti culturali più consapevoli e accessibili. Viene realizzata grazie al contributo di EPS Italia, Fondazione ProgettoautismoFVG Onlus.