Piazza d’onore per tre dei quattro progetti dell’Università di Udine che hanno partecipato a Enactus Italia, la competizione universitaria nazionale fra idee imprenditoriali sociali e sostenibili. A conquistare la “medaglia d’argento” sono state le proposte progettuali: Agrichange, che utilizza i campi magnetici per potenziare i semi, migliorandone germinazione e resistenza; Grel, un composto ecocompatibile che aggiunto agli scarti organici permette di ottenere un compostaggio rapido, efficiente e di qualità, e Skydrop, una spugna biotecnologica che raccoglie acqua dall’aria senza consumare energia, che dopo l’uso può essere impiegata per fertilizzare il terreno. Agrichange e Grel sono arrivati secondi nella categoria “Advanced”, cioè progetti in avanzata fase di sviluppo, Skydrop nel livello “Early stage”, ossia fra i progetti appena partiti.

«Il nostro Ateneo – spiega il delegato dell’Ateneo per il trasferimento tecnologico, Giovanni Cortella – punta molto sullo sviluppo delle capacità progettuali e imprenditoriali dei suoi studenti e laureati. Il potenziamento di queste abilità deve diventare parte integrante dell’attività formativa in tutti gli ambiti disciplinari poiché sviluppa capacità nell’affrontare problemi di diversa natura lavorando in gruppo, capacità decisionali consapevoli e permette di proporsi all’esterno del mondo accademico con una propria idea per verificarne l’attrattività sul mercato».

In finale, ma per un soffio fuori dal podio della competizione, svoltasi a Reggio Emilia, il progetto Porya. Si tratta di un ingrediente innovativo e sostenibile ottenuto dal recupero di scarti ortofrutticoli trasformati in una farina vegetale capace di sostituire i grassi saturi, nocivi per la salute. Complessivamente, ai quattro progetti hanno lavorato 16 fra studenti e laureati appartenenti a 10 corsi di studio.

I quattro progetti

Agrichange. La soluzione proposta si basa sul “magnetopriming”, una tecnologia che espone i semi a un campo elettromagnetico. Questo trattamento ne migliora la capacità di assorbimento dell’acqua, accelera la germinazione e aumenta la resistenza delle colture a condizioni estreme. Migliora inoltre la percentuale di germinazione delle colture, traducendosi in una maggiore produttività per gli agricoltori. Il trattamento non ha effetti su esseri umani, animali o altri dispositivi. Inoltre, non altera la struttura genetica del seme, agendo in modo del tutto naturale sulle sue proprietà.

Grel. Il progetto propone il composto ecocompatibile Polvar. Il prodotto sostituisce i fertilizzanti chimici e produce compost sicuro con un contenuto di nutrienti superiore del 150% rispetto al normale compost da giardino, senza l’uso di additivi chimici tossici o inquinanti. Si tratta di una miscela che accelera naturalmente la decomposizione dei rifiuti organici. Basta aggiungerla agli scarti organici per un compostaggio rapido ed efficiente, senza attrezzature, energia, gestione dei liquidi, metano o odori. Il risultato è un compost di alta qualità che rigenera il terreno, creato attraverso piccoli gesti quotidiani.

Skydrop. La soluzione consiste in una spugna molecolare biologica in grado di estrarre acqua dall’aria. Utilizza biopolimeri da carta riciclata e gusci di crostacei per replicare la capacità degli organismi desertici di catturare l’umidità. Il materiale intrappola l’umidità atmosferica di notte e rilascia acqua purificata e antibatterica di giorno, sfruttando solo il calore del sole, senza elettricità né infrastrutture. L’obiettivo è azzerare i costi dell’approvvigionamento idrico, portando igiene, sanificazione e autonomia nei settori industriali scollegati dalle reti e nelle zone più aride del pianeta. Un ciclo perfetto, al 100% biodegradabile, che trasforma lo scarto in acqua.

Porya. Sviluppa un ingrediente innovativo e sostenibile ottenuto dal recupero di scarti ortofrutticoli esclusi dalla classificazione commerciale, trasformati in una farina vegetale capace di sostituire i grassi saturi nocivi per la salute nella produzione alimentare. L’ingrediente è in grado di conferire una consistenza solida agli oli vegetali, permettendo di ridurre oltre il 90% dei grassi saturi nei prodotti finali senza comprometterne gusto e consistenza. La soluzione riduce lo spreco alimentare e contribuisce alla prevenzione del rischio cardiovascolare.

I team progettuali

Ad Agrichange hanno lavorato quattro studenti e laureati: Giulia Anedda (Ingegneria elettronica), Ethan Castellarin (Internet of things, machine learning, big data), Alessandro Prennushi (Ingegneria Gestionale), Sara Taddei (Comunicazione multimediale e tecnologie dell’informazione),

Grel è stato sviluppato da tre studenti e laureati: Laura Busuioc (Ingegneria Gestionale), Luca Cudia (Industrial engineering for sustainable manufacturing), Stefano Gregoratti (Ingegneria Gestionale, magistrale).

Mentore dei due progetti che hanno partecipato nella categoria Advanced è stato Carlo Müller, general manager di 3M per oltre vent’anni e ora consulente esecutivo indipendente per importanti aziende.

Skydrop è opera di cinque studenti e laureati: Luca Busuioc (Ingegneria Elettronica), Xing Sheng Hu (Comunicazione multimediale e tecnologie dell’informazione), Alice Pavan (Ingegneria industriale per la sostenibilità ambientale), Emanuele Todone (Filosofia e trasformazione Digitale), Kahsay Ziade Weldesilassie (AI and Cybersecurity).

Il progetto Porya è stato ideato da quattro studenti e laureati: Diletta Ballati (Scienze e tecniche del turismo culturale), Alice Bellenzier (Comunicazione multimediale e tecnologie dell’informazione), Stefano Gava (Ingegneria Elettronica), Gaia Pitton (Ingegneria industriale per la sostenibilità ambientale).

Entrambi i progetti,in garanella categoria Early stage, hanno avuto come mentore Ruggero Canova, da quasi vent’anni general manager e business developer per multinazionali e piccole e medie imprese.

Enactus

Il network internazionale Enactus è presente in 33 paesi con l’obiettivo di investire nella formazione imprenditoriale dei giovani e aiutarli a trasformare i loro progetti in imprese con finalità sociali. La sua missione è infatti quella di contribuire a colmare il divario tra il mondo accademico e quello professionale. Ogni Paese organizza la propria edizione della competizione e il vincitore rappresenta la sua nazione nella finale mondiale che si svolge ogni anno in una sede diversa. Ogni università partecipa a Enactus con un unico gruppo. Il team può presentare però anche più di una idea di business in linea con i 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni unite, predisporre un rapporto annuale e proporre un video che sintetizza il progetto.