Dopo i primi appuntamenti, Folkest sul territorio prosegue la nuova edizione della sua rassegna lungo le principali piazze del Friuli Venezia Giulia e non solo: un percorso di appuntamenti che unisce musica, scoperta e valorizzazione dei luoghi più suggestivi, sempre in equilibrio tra ricerca, tradizione e compatibilità con i luoghi che li ospitano. Un viaggio sonoro capace di intrecciare identità, storie e tradizioni, portando il pubblico a vivere il territorio attraverso esperienze culturali autentiche e coinvolgenti.

Il sipario su questo nuovo blocco di appuntamenti si alza giovedì 18 giugno alle 20:45, quando la musica di Folkest farà tappa a Gorizia: l’affascinante Giardino di Palazzo de Grazia sarà lo sfondo di Contrast, il progetto firmato dai Tupa Ruja (Italia).

La giornata di venerdì 19 giugno raddoppia l’offerta con due atmosfere completamente diverse. Alle 20:45 a Palmanova, dove le storiche Fortificazioni di Via Vallaresso accoglieranno le note di Shardana dei Magasin du Café (Italia). Poco più tardi, alle 21:15, il festival varcherà i confini regionali per fare tappa nel trevigiano, a Collalto (Susegana – TV): qui, nella suggestiva cornice del castello locale, andrà in scena A forza di essere vento di FDA Ensemble (Italia), un evento nato in speciale collaborazione con il XXI Guitar International.

Il viaggio prosegue sabato 20 giugno, sempre alle 20:45, a San Rocco (Forgaria nel Friuli). Nella caratteristica Borgata Agnola sarà il turno di Pasticcio Meticcio (Italia) con lo spettacolo A’ ruga: tra Albania e Arbëria.

A chiudere in bellezza questa ricca settimana di suoni e storie sarà l’appuntamento pomeridiano di domenica 21 giugno: alle 18:00 ci si ritrova tutti a Vito D’Asio, in Piazza della Fontana, per ascoltare Spieli della band Urtie (Friuli).

Da anni il legame con il territorio rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto artistico di Folkest, che ha saputo sviluppare un modello originale di diffusione musicale e culturale, capace di raggiungere anche i contesti meno conosciuti e di creare connessioni tra comunità, culture e territori, oltre i confini regionali.

Ricordiamo che Folkest è reso possibile dai numerosi partner che fanno crescere il Festival ogni anno, partner affidabili come il Ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine e in primis il Comune di San Daniele del Friuli, gli oltre venticinque fra comuni e le pro loco del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Europea attraverso la piattaforma UpbeatAcciòn Cultural Española, il Nuovo Imaie, la Banca 360, la Cantina Tavagnacco.

Nati come duo da un’idea di Martina Lupi Fabio Gagliardi nel 2006 dal desiderio di proporre sonorità antiche mescolate con fascinosi suoni elettronici e contemporanei, i Tupa Ruja, con il batterista, chitarrista e arrangiatore, Alessandro Chessa pubblicano nel 2013 l’album Impronte Live, allargandosi alla collaborazione con il pianista Alessandro Gwis, con il quale faranno uscire il disco In questo viaggio nel 2019.

Nella nuova formazione in quartetto, con Nicola Cantatore e Stefano Vestrini, con la quale hanno vinto il Premo Cesa nel 2022, propongono un concerto basato su nuove e originali composizioni dense di suoni che attraversano tempi e culture, mescolando il didgeridoo, l’improvvisazione contemporanea, le percussioni, l’harmonium indiano, il canto armonico della Mongolia, i flauti e i canti originali nelle tante lingue mediterranee.

Magasin du Café sono Un flusso continuo in omaggio alla natura, alla vita, alla libertà, capace di portare il pubblico in uno stato quasi ipnotico, spingendolo spesso a ballare libero. Musica che ci parla di tradizioni lontane, in cui il grande Nord si mescola con l’Oriente, i canti sciamanici dell’America e dell’Africa diventano moderni, sulle tracce dei mitici Shardana. Amano suonare anche in luoghi incontaminati e profondamente immersi nella Natura, come sponde di laghi di montagna, fiumi, boschi, spiagge, foreste. 

Seguendo la loro filosofia secondo cui Madre Natura ci dà tutto ciò di cui abbiamo bisogno, offrono anche uno spettacolo verde a impatto zero, in cui amplificazione e luci sono completamente alimentati da una bicicletta.

I membri della FDA Ensemble  hanno percorsi diversi, ma una comune passione: hanno portato questo gruppo di musicisti al progetto di A forza di essere vento…, che, partendo da un verso prezioso del repertorio del cantautore genovese, diventa titolo e sintesi del loro stesso far musica.

Il significato generale del brano citato, che è Khorakhanè, è racchiuso nella metafora della vita vista come il viaggio di uno zingaro, che parte senza meta, così come il destino dell’uomo non è la meta. bensì il senso del viaggiare, che è la sua ragione ultima (per la stessa ragione del viaggio, viaggiare). Sul palco sono presenti dodici artisti provenienti da diverse località ed estrazioni musicali: dall’Alto Adige, al Veneto, al Friuli Venezia Giulia, che ripropongono un repertorio ricercato, ripercorrendo in maniera raffinata tutte le tappe evolutive di Fabrizio De André, in un incontro di generi e di stili dal forte impatto emotivo.

Pasticcio Meticcio sono nati nel 2008 da un’idea di Marco Tosto – tornato dopo un anno di studio in Romania- insieme ad alcuni musicisti di bande musicali della provincia di Savona, come un gruppo di musica klezmer, nel corso degli anni si è evoluto in un laboratorio musicale aperto, accogliendo musicisti di diverse origini di passaggio e/o residenti nel capoluogo ligure. 

In oltre quindici anni di attività, il gruppo ha portato avanti un lavoro di ricerca e riproposizione di musiche di tradizione orale levantine, dall’Est-Europa fino al Medioriente. Dopo i primi due album, Sràdicàti del 2014 e Diaspora aLive nel 2018, nel 2025 viene pubblicato A’ ruga: ricongiungimenti musicali tra Albania e Arbëria, un concept album sull’incontro immaginario tra la musica albanese e quella delle comunità arbëreshë italiane, una minoranza etnico-linguistica storica poco conosciuta e con un patrimonio culturale da preservare.

Urtie, Progetto musicale formato nel 2023 da Marta Savorgnan Margherita Cogoi. Nell’album d’esordio, Spieli, la lingua friulana diventa il tramite per raccontare storie dal forte contenuto politico da un punto di vista schietto e femminile. La loro musica si pone tra il cantautorato e la musica folk, con qualche influenza jazzistica e africana.  

Hanno presentato questo album in diverse occasioni fra cui al festival Suns Europe, al Circolo Henry Chinasky di Buja in occasione di Intimista 2024, alla seconda edizione di Fomo festival presso il Parco Moretti di Udine e a Vento d’Estate 2024 presso il Parco Martiri delle Foibe a Udine.