I paesaggi di TIZIANO per il pittore americano E.Benson/Tiziano e i Polittici/Concerti/Visite
Un nuovo ciclo di incontri ci viene proposto dall’Estate Tizianesca, promossa dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore in collaborazione con il Comune di Pieve e la Magnifica Comunità, realizzata con il contribuito della Camera di Commercio Treviso – Belluno Dolomitida, con nuovi luoghi e nuovi protagonisti nella zona del bellunese, puntando i riflettori anche su piccoli centri e aprendo lo sguardo a nuove conformazioni di paesaggio.
Sabato 18 luglio alle ore 11, presso la Casa dell’Oratore a Pieve di Cadore, verrà introdotto un nuovo personaggio tra coloro che rimasero affascinati dalle meravigliose Dolomiti. La professoressa degli studi americani, Rossella Mamoli Zorzi, illustrerà nel suo intervento le passeggiate di Eugene Benson, elegante pittore americano, a Pieve di Cadore e dintorni.

Furono luoghi d’ispirazione per la sua indagine su qual è l’origine dei paesaggi di Tiziano, così infatti riflette nelle sue scritture in Art and Nature in Italy:
“… Vale la pena di camminare in questa regione, non fosse che per scoprire l’ispirazione e le origini dell’opera di un grande pittore, e per vedere immediatamente quanto generoso, naturale ed espressivo sia il modo in cui tratta la natura un grande artista. Tiziano esprime il sentimento della forma e ne rende l’impressione del colore piuttosto che copiare tante rocce brute e tanti boschi. Il sentimento del colore di Tiziano non ha origine a Venezia. Dobbiamo guardare l’opera di Tintoretto per vedere la dolcezza di cieli marini e grigi, e del Veronese per la gioia della radiosità argentea. Il colore di Tiziano, ricco, solenne, profondo, è sfiorato dalle tenebre delle montagne, viene dai cieli delle montagne, le pendici delle montagne del Cadore e dell’Ampezzo ”
Domenica 19 luglio alle ore 18.00, in un luogo diverso dal solito, nella chiesa S.Maria Assunta di Lentiai si apre un capitolo nuovo sull’arte e Tiziano grazie a Don Paolo Barbisan, storico dell’arte e direttore dell’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi di Treviso. ll polittico nell’arte veneziana rappresenta un capitolo affascinante: una struttura tradizionale destinata a resistere molto più a lungo rispetto a Firenze o alla Toscana che si evolve in modo del tutto unico.
Il vero punto di svolta avviene con Giovanni Bellini che, pur mantenendo la struttura a scomparti separati nel Polittico di San Vincenzo Ferrer nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo inizia a superare la divisione attraverso un’unica fonte luminosa e orizzonte paesaggistico e nel Trittico dei Frari del 1488 innova questa tipologia, superandola di fatto, con l’introduzione dello spazio unificato dietro le figure sacre e del tonalismo della tecnica ad olio.
Anche in pieno Cinquecento Tiziano con la sua bottega non disdegnerà di produrre grandi opere d’arte in forma di polittico per rispondere al gusto di una committenza ancora attestata su un gusto conservatore. Il celeberrimo polittico commissionato a Tiziano da Altobello Averoldi a Brescia, uno dei capolavori del maestro non è che il primo di altri disseminati nei territori della Serenissima, tra i quali anche il grande polittico della parrocchiale di Lentiai.

Mercoledì 22 luglio alle 21.00, un duo dell’Ensamble Ars Vulgaris propone, all’Auditorium Cos.mo di Pieve di Cadore, un viaggio musicale che attraverserà epoche e confini: “Queste musiche – come i popoli da cui provengono – non hanno mai voluto fermarsi in un solo luogo: viaggiano spinte dallo spirito umano, come un vento che attraversa confini senza chiedere permesso” (da il Fiato che Resta). Ogni melodia è una storia non raccontata, un’eco che cerca il suo spazio per vibrare.
Domenica 26 luglio alle ore 18.00, per le iniziative parte dell’ambito delle Promenade in Villa tra Arte e Natura, la Fondazione di Studi Tiziano e Cadore propone una visita a Villa di Modolo. La camminata alla scoperta di una delle più importanti ville storiche della provincia di Belluno è una straordinaria opportunità che offre di conoscere un luogo che racconta il dialogo tra cultura, paesaggio e tradizione agricola. Grazie alla voce del proprietario Francesco Miari Fulcis come guida diventa un’occasione ancora più speciale per scoprire un patrimonio di grande fascino, dove la storia delle antiche famiglie venete si intreccia con quella della Valbelluna e con la bellezza di uno dei contesti paesaggistici più suggestivi del Veneto.


L’Estate Tizianesca prosegue fino al 26 settembre 2026 con un ricco programma di incontri e conferenze con prestigiosi studiosi, concerti e visite esperienziali in luoghi d’arte significativi e identitari, che da oltre vent’anni riempie di contenuti e proposte le giornate estive nei luoghi di Tiziano (a partire dalla città natale Pieve di Cadore) e, dallo scorso anno, nelle località del Veneto legate a celeberrime personalità artistiche “in dialogo” con il pittore cadorino, grazie alla collaborazione di Confindustria Belluno Dolomiti, il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco, la partnership della Regione del Veneto–ReteEventi, della Provincia di Belluno, del progetto Terre Natie-Tiziano Canova & Giorgione e di Dolomiti Symphonia Orchestra, con il sostegno di BIM–Comuni del Piave e di Cortina Banca–Credito Cooperativo Italiano e la collaborazione di Villaggio Globale International.
Oltre 35 appuntamenti, 20 località, 25 siti d’arte e 26 studiosi ed esperti coinvolti, per conoscere i segreti e le bellezze del nostro patrimonio d’arte e storia e dei suoi protagonisti, scoprire paesaggi e beni artistici meno noti e vivere il territorio, le località turistiche e i centri minori nel segno di Tiziano.
ROSELLA MAMOLI ZORZI è professoressa emerita di studi americani all’Università di Venezia, Ca’ Foscari; ha diretto il Master in traduzione letteraria dall’inglese. È stata presidente del Comitato di Venezia della Società Dante Alighieri. Da molti anni si occupa dei rapporti tra scrittori americani e pittori veneziani: tra le sue ultime pubblicazioni Tiziano e gli scrittori anglo-americani dell’Ottocento, Venezia, Supernova, 2026; Carpaccio e gli scrittori anglo-americani dell’Ottocento a Venezia, Venezia, Supernova, 2023, anche in inglese: Carpatcher or Carpaccio? Carpaccio and 19th Century Anglo-American Writers in Venice; From Darkness to Light. Writers in Museums 1798-1898, ed. by Rosella Mamoli Zorzi and Katherine Manthorne, Cambridge, OpenBook Publishers, 2019; ed. italiana a cura di Rosella Mamoli Zorzi, Katherine Manthorne e Serena Fornasiero, Roma, Società Dante Alighieri, 2022; Meraviglia e ironia, con Henry James e Mark Twain al Palazzo Ducale di Venezia, Venezia, Supernova, 2018, anche in inglese: Wonder and Irony, with Henry James and Mark Twain in the Venice Ducal Palace;“Quasi un profeta”, Henry James su Tintoretto, Venezia, Supernova, 2018, anche in inglese: “Almost a Prophet”, Henry James on Tintoretto. Ha curato, con Simone Francescato, The Aspern Papers and Other Tales, Cambridge University Press, 2022. Ha curato diversi volumi di lettere inedite di Henry James e mostre con il Museo Isabella Stewart Gardner di Boston, con la Biblioteca Nazionale Marciana, e con altre istituzioni.
DON PAOLO BARBISAN, storico dell’arte, è docente di Storia dell’Arte Sacra e Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici presso lo Studio Teologico di Treviso-Vittorio Veneto, docente di Storia dell’Arte e Cristianesimo presso l’ISSR Giovanni Paolo I. È Direttore dell’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi di Treviso, è incaricato dei Beni Culturali e dell’Edilizia di Culto per la Conferenza Episcopale Triveneta.
Ars Vulgaris Ensemble è un collettivo internazionale con sede a Barcellona, fondato da Robindro Nikolich, e comprendente musicisti provenienti da diverse radici culturali. Il gruppo esplora i territori di confine fra musica colta e tradizione orale, attraverso un dialogo vivo tra stili, epoche e geografie. Untold Cities è stata la prima produzione dell’ensemble, un viaggio immaginario tra città dimenticate, sommerse e inventate, luoghi interiori dove si intrecciano sogni, memorie e musiche. Ha fatto seguito “El Nuevo Mundo”, produzione in cui Ars Vulgaris ha esplorato le commistioni tra musica sud americana e spagnola nel periodo barocco, “Forgotten Voices of Klezmer” dedicata al Klezmer della tradizione Ottocentesca ed infine “Il Fiato Che Resta – Musiche erranti e Voci d’esilio”, commissionata dal Bologna Festival e dedicata a musiche dei territori dell’Europa orientale, dei Balcani e del Mediterraneo orientale


