Rispondere al telefono durante la cena, mangiare velocemente in pausa pranzo o rimandare una cena con gli amici per mancanza di tempo: sono situazioni comuni nella vita quotidiana di molte persone. In Italia, il pasto rappresenta tradizionalmente un momento a cui viene attribuito un forte valore relazionale, ma la quotidianità non sempre permette di viverlo come si vorrebbe.

Per approfondire queste abitudini, Unobravo ha intervistato 1.670 adulti italiani, analizzando la frequenza con cui consumano i pasti da soli o in compagnia, con chi condividono la tavola, la durata dei pasti nei diversi contesti e il significato attribuito a questi momenti.

Potete trovare lo studio completo al seguente link: https://www.unobravo.com/dati/cultura-del-mangiare-insieme  

Il 77% degli italiani considera i pasti condivisi fondamentali per rafforzare i legami familiari

I dati mostrano che gli italiani attribuiscono alla tavola un importante valore relazionale ed emotivo. Più di tre quarti (77%) degli intervistati concorda sul fatto che condividere i pasti sia un modo importante per rafforzare il legame all’interno della famiglia; tra i genitori, la quota sale al 78% quando si parla di connessione con i propri figli. Il 73% ritiene inoltre che mangiare spesso insieme ad altre persone possa contribuire al benessere sociale ed emotivo, il 73% ritiene che possa rafforzare le relazioni di coppia e il 69% le associa a un impatto positivo sul benessere mentale.

Il team di psicologi esperti di Unobravo commenta: “I risultati mostrano che molte persone attribuiscono valore ai pasti condivisi, anche se non sempre riescono a viverli con la frequenza desiderata.Gli impegni e i ritmi quotidiani possono ridurre le occasioni di mangiare insieme , mentre  la presenza di dispositivi digitali può incidere sul modo in cui si vive il momento del pasto, sia in termini di qualità dell’attenzione che di partecipazione. È importante, però, ricordare che la convivialità può assumere significati diversi a seconda delle persone, delle relazioni e dei contesti.” 

Quasi 4 italiani su 10 mangiano da soli ogni giorno, ma solo il 36% associa questa abitudine alla solitudine

Il 38% degli intervistati dichiara di consumare ogni giorno almeno un pasto principale da solo, un dato che mostra come il pasto individuale sia una componente normale della quotidianità per una parte significativa della popolazione. Allo stesso tempo, i risultati sul legame tra il mangiare da soli e il senso di solitudine risultano quasi equilibrati: il 36% ritiene che consumare un pasto in solitudine possa talvolta far sentire isolati, mentre il 34% non condivide questa percezione, a conferma del fatto che mangiare da soli non significa necessariamente sentirsi soli.

Il team clinico di Unobravo aggiunge: “Il pasto può rappresentare un’occasione quotidiana di relazione e condivisione. Mangiare insieme non garantisce automaticamente un’esperienza di maggiore benessere, ma può creare uno spazio per la connessione, l’ascolto e il confronto. Allo stesso tempo, mangiare da soli non è necessariamente un’esperienza negativa: per molte persone può essere una scelta consapevole, una necessità pratica o un momento di pausa. L’esperienza può diventare emotivamente più difficile quando la solitudine non è desiderata o viene vissuta con disagio.”

Con gli amici si resta a tavola quasi un’ora: i pasti durano tre volte più che da soli

I pasti consumati con gli amici durano in media 55,6 minuti, circa tre volte più a lungo dei pasti consumati da soli (19,9 minuti). Anche i pasti con i membri del proprio nucleo domestico durano più a lungo di quelli in solitudine, con una media di 39 minuti, contro i 31 minuti di un tipico pasto a casa in un giorno feriale e i 24,7 minuti di un pasto sul luogo di lavoro.

SituazioneTempo medio a tavola
Un tipico pasto a casa durante un giorno feriale31 min
Un pasto al lavoro (es. con i colleghi)25 min
Un pasto con i membri del proprio nucleo familiare39 min
Un pasto con gli amici o in un contesto sociale56 min
Un pasto consumato da soli20 min

Se la media nazionale rimanesse costante nel corso di una vita di 90 anni, gli italiani trascorrerebbero circa 782 giorni a tavola, oltre due anni della propria vita. Il tempo dedicato al cibo è anche un tratto distintivo della cultura italiana nel confronto internazionale: secondo l’OECD Time Use Database, gli italiani trascorrono in media 2 ore e 7 minuti al giorno mangiando e bevendo, contro poco più di un’ora in Paesi come Regno Unito e Germania.

Il team clinico di Unobravo commenta: “Il tempo trascorso a tavola può rappresentare un’occasione per rallentare i ritmi quotidiani e dedicare attenzione alle relazioni. Durante i pasti può crearsi uno spazio per l’ascolto reciproco, il dialogo e la condivisione emotiva. Non è però la durata del pasto, di per sé, a determinarne il valore, ma il modo in cui quel momento viene vissuto e il significato che assume per le persone coinvolte.” 

Tre italiani su quattro dicono che gli smartphone distraggono durante i pasti

La condivisione del pasto non dipende soltanto dalla presenza fisica delle persone intorno allo stesso tavolo, ma anche dalla qualità dell’interazione. Il 73% degli italiani concorda sul fatto che telefoni e altre distrazioni digitali riducano il livello di attenzione e presenza durante i pasti: anche quando le persone condividono lo stesso momento e lo stesso spazio, la connessione reciproca può essere limitata se l’attenzione viene catturata dagli schermi.

Come suggerisce il team clinico: “Non si tratta di eliminare completamente la tecnologia dalla tavola, ma di individuare modalità compatibili con le esigenze delle persone coinvolte. Per alcune famiglie o gruppi potrebbe essere utile sperimentare piccoli accordi condivisi, come dedicare i primi minuti del pasto alla conversazione o prevedere alcuni momenti senza schermi. Non esiste, però, una regola valida per tutti.”

Secondo gli psicologi esperti di Unobravo, i momenti condivisi a tavola possono rappresentare un’opportunità per coltivare connessione e presenza nella vita quotidiana, senza che debbano necessariamente diventare occasioni perfette o prive di distrazioni.

“La condivisione di un pasto può offrire un’occasione per entrare in relazione con gli altri, ma non sono la durata o la frequenza, da sole, a determinarne il valore. Piccoli gesti, come ascoltare con attenzione, mostrare interesse per ciò che l’altro racconta o creare uno spazio per il dialogo, possono contribuire a rendere più significativa un’esperienza quotidiana.”

L’obiettivo non è rendere ogni pasto un momento sociale, ma riconoscere il valore che, quando possibile e desiderato, piccoli momenti di connessione possono avere sul benessere quotidiano.

Unobravo

Nata nel 2019, Unobravo è un’azienda e Società Benefit che offre un servizio di psicologia online. Unobravo si propone come un punto di riferimento affidabile, competente ed empatico nella vita delle persone, per aiutarle nel raggiungimento del benessere psicologico e supportarle nella crescita personale, e lavora ogni giorno per abbattere lo stigma sui temi di salute mentale, normalizzando l’accesso al supporto psicologico attraverso prezzi accessibili e l’attenta selezione di professionisti. Ad oggi conta una équipe di oltre 9.000 psicologi, più di 400.000 pazienti e un core team di oltre 300 persone.

Fonti e Metodologia:

La ricerca è stata condotta su un campione di 1.670 adulti in Italia. I risultati a livello nazionale, demografico e per città si basano su dati ponderati rappresentativi della popolazione nazionale.