Non il Chopin dei grandi brani più conosciuti, ma quello delle pagine giovanili, delle opere pubblicate postume, delle danze trasformate in musica da ascolto e della ricerca di una voce personale. È questa la prospettiva con cui Leonora Armellini conclude, lunedì 28 settembre alle 20.30, alla Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, il Progetto Chopin e la nona edizione del Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori.
Il programma propone un viaggio attraverso forme e generi diversi della produzione di Chopin: le Polacche op. 71 n. 1 e n. 3, la Contredanse in sol bemolle maggiore, il Lento con grande espressione, il Notturno in do minore postumo, le Variazioni su un’aria nazionale tedesca, i Tre Valzer op. 70 e, in chiusura, la Sonata n. 1 in do minore op. 4. Polacca e valzer sono due delle forme più legate all’immaginario di Chopin. La polacca, legata alla tradizione nazionale polacca, diventa una forma musicale capace di esprimere identità e carattere. Il valzer, invece, si allontana progressivamente dalla funzione di danza per diventare musica da ascolto, raffinata scrittura pianistica destinata al salotto e alla sala da concerto. In questa prospettiva sono particolarmente significativi i Tre Valzer op. 70, tutti pubblicati postumi. Scritti in momenti diversi della produzione di Chopin, mostrano come una forma apparentemente leggera possa trasformarsi in un vero laboratorio di melodia, armonia e scrittura pianistica.
Tra le pagine più evocative della serata c’è il Notturno in do minore postumo, una breve composizione appartenente alla produzione giovanile di Chopin. I Notturni sono tra le forme che più hanno contribuito a definire l’immagine del compositore come poeta del pianoforte. Nel Notturno in do minore questa poetica appare ancora allo stato nascente. La struttura essenziale e la linea melodica lasciano già intravedere quella capacità di trasformare il pianoforte in uno strumento capace di “cantare” che diventerà uno dei tratti distintivi del Chopin maturo. A chiudere il concerto sarà la Sonata n. 1 in do minore op. 4, composta nel 1828, quando Chopin aveva appena diciotto anni. È forse la pagina che meglio rappresenta il carattere dell’intero programma. Qui si incontra infatti un Chopin ancora giovane, prima della piena maturità del compositore che oggi conosciamo. La Sonata mostra il forte legame con la tradizione accademica e con i modelli della forma-sonata, ma anche la ricerca di una voce personale. La Sonata op. 4 permette così di ascoltare Chopin non come un autore già compiuto, ma come un musicista nel pieno della propria formazione, impegnato a trasformare i modelli della tradizione in un linguaggio personale.
Il recital di Leonora Armellini diventa così un ritratto in controluce di Chopin: accanto alle forme che lo hanno reso immediatamente riconoscibile, emergono pagine meno frequentate che permettono di entrare nel laboratorio creativo di uno dei protagonisti della musica romantica. Il concerto rappresenta anche un nuovo capitolo del rapporto tra Leonora Armellini e il Festival Cristofori, sviluppatosi attraverso le diverse tappe del progetto dedicato all’opera pianistica di Chopin. Nelle precedenti edizioni, la pianista è stata protagonista di importanti appuntamenti chopiniani del Festival, contribuendo al percorso dedicato all’esecuzione dell’opera per pianoforte solo del compositore polacco. Nata nel 1992, Armellini ha costruito una parte significativa della propria carriera internazionale attorno al repertorio pianistico romantico e, in particolare, a Chopin. La sua interpretazione del repertorio chopiniano è stata al centro di numerosi concerti e incisioni e ha avuto un ruolo importante nella sua affermazione sulla scena internazionale. Il concerto del 28 settembre sarà quindi un appuntamento significativo per il pubblico del Festival: un ritorno a Chopin attraverso lo sguardo interpretativo di una delle pianiste italiane più affermate della sua generazione e, allo stesso tempo, il momento conclusivo di un percorso artistico sviluppato nel corso di più edizioni del Cristofori.
L’appuntamento fa parte dell’edizione 2026 del Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori, intitolata “Rinascita”. Il tema dell’edizione è il ritorno alla luce attraverso la musica e la capacità dell’arte di trasformare, rinnovare e restituire nuova vita a forme, opere e strumenti del passato.