Dopo aver incontrato Silvo Karo, uno dei più grandi protagonisti dell’età d’oro dell’alpinismo sloveno, lo scrittore e attivista Matteo Righetto, la coppia regina degli ottomila Nives Meroi e Romano Benet, l’alpinista d’élite Hans Kammerlander, il mago del free climbing Manolo e lo scalatore e guida alpina Marco Furlani, la rassegna di cultura alpinistica e alpina promossa dal Comune di Auronzo di Cadore si prepara per l’ultimo importante appuntamento di quest’anno.
Protagonista dell’evento sarà la prima donna ad aver scalato in solitaria invernale le grandi pareti nord delle Alpi (Eiger, Grandes Jorasses e Cervino), ad aver superato storici gradi di difficoltà in arrampicata libera e ad aver ricevuto il massimo riconoscimento alpinistico mondiale, il Piolet d’Or alla carriera, nel 2020 (alle 21.00 nella Sala consiliare del Municipio di Auronzo di Cadore).

L’ultima serata della quarta edizione della rassegna di cultura alpinistica e alpina “AlTre storie… sotto le Cime”, ideata da Nicola Bombassei e Luca Calvi e promossa dal Comune di Auronzo di Cadore in collaborazione con il Consorzio turistico “Tre Cime Dolomiti”, è dedicata al grande alpinismo al femminile. Venerdì 28 agosto nella Sala consiliare del Municipio di Auronzo alle 21.00 si potrà incontrare Catherine Destivelle, scalatrice tra le più iconiche e carismatiche della storia dell’arrampicata.
Destivelle, nata nel 1960 a Orano (Algeria), si è imposta nel mondo del verticale dapprima con l’arrampicata sportiva e, subito dopo, con quella in ambiente, cimentandosi poi come esploratrice e scalatrice sulle pareti più sconosciute del mondo e, infine, come alpinista. Negli anni Ottanta e Novanta è stata la prima donna a scalare in solitaria invernale le tre grandi pareti nord delle Alpi (Eiger nel 1992, Grandes Jorasses nel 1993 e Cervino nel 1994) e la prima a superare storici gradi di difficoltà in arrampicata libera (8a+ nella via Chouca a Buoux, sul Luberon), record che le sono valsi, oltre al soprannome di “Regina delle Alpi”, anche il massimo riconoscimento alpinistico a livello mondiale, il Piolet d’Or, nel 2020. Anche in questo caso, è stata la prima donna a riceverlo.
Destivelle è diventata un simbolo dell’alpinismo ai massimi livelli, ma non dell’alpinismo femminile, dell’alpinismo in assoluto. “L’arrampicata sportiva ha cambiato il modo di concepire la presenza femminile nell’alpinismo, – ha avuto modo di raccontare – che fino ad allora era stata sempre relegata a un ruolo secondario. Però non è stato un cambiamento consapevole e perseguito in modo esplicito. Era la normalità della nuova realtà che stavamo vivendo. Io facevo quello che mi piaceva, quello che mi veniva spontaneo. Scalavo con i miei amici maschi e con altre ragazze, facevamo questa cosa nuova che era l’arrampicata sportiva, esploravamo insieme questa dimensione, senza pensare a distinzioni o rivendicazioni di genere”.
Catherine Destivelle nel 2004 ha pubblicato la sua autobiografia, “Ascensions”, un racconto di vita vissuta su roccia, ghiaccio e cambiamenti personali, subito divenuto un testo di riferimento per gli appassionati, e nel 2007 è stata protagonista del documentario “Au-delà des cimes” di Rémy Tézier, che ha vinto la Genziana d’Oro al Trento Film Festival come testimonianza di un alpinismo che è esperienza umana, estetica e intima. Nel 2011 ha fondato la casa editrice Les Éditions du Mont Blanc, con l’obiettivo di valorizzare voci legate alla montagna. Come nella scalata, anche nell’editoria mette rigore, cura e passione, sostenendo opere altrimenti destinate a non essere conosciute.
“L’incontro con Catherine Destivelle chiude un’edizione straordinaria di “AlTre storie… sotto le Cime”, rassegna che ha riunito ad Auronzo di Cadore le stelle dell’alpinismo di ogni tempo non solo per ripercorrere record e imprese sportive, ma anche per avviare un confronto sulle sfide e sulle difficoltà che oggi riguardano e minacciano la montagna. Tutti gli ospiti, da Silvo Karo, uno dei più grandi protagonisti dell’età d’oro dell’alpinismo sloveno, allo scrittore e attivista Matteo Righetto, alla coppia regina degli ottomila Nives Meroi e Romano Benet, all’alpinista d’élite Hans Kammerlander, al mago del free climbing Manolo, fino allo scalatore e guida alpina Marco Furlani, hanno testimoniato un approccio personale e autentico con le terre alte, un legame che va oltre il risultato e che “mette in cima” la consapevolezza e il rispetto”, ha commentato Luca Calvi, co-ideatore e direttore artistico della rassegna.
Ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.
Info: Auronzo.info