MARCO, STUDENTE DELL’ISTITUTO ROSSELLI DI CASTELFRANCO VENETO, SI ISCRIVE AL REGISTRO NAZIONALE E, DOPO POCO TEMPO, DONA AD UN PAZIENTE
Anche nella scuola castellana Adoces Treviso lo scorso anno scolastico ha promosso, come fa ormai da 15 anni negli istituti superiori della provincia, un incontro di informazione e sensibilizzazione nell’ambito del percorso “Il dono entra in classe”, che rientra nel protocollo sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
L’adesione di Marco, che era rimasto molto colpito dalla testimonianza dell’ex paziente e oggi volontario Alberto Torresan, è stata provvidenziale: qualche mese dopo è stata riscontrata la compatibilità con un malato in attesa di trapianto e lo studente si è sottoposto al prelievo di sangue.
Il percorso “Il dono entra in classe” promosso da Adoces Treviso nelle scuole della provincia e inserito nel protocollo sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito continua a dare buoni frutti: pochi mesi dopo aver partecipato all’incontro di informazione e sensibilizzazione sulla possibilità di diventare donatori di cellule staminali emopoietiche, organizzato dall’associazione all’Istituto Carlo Rosselli di Castelfranco Veneto, ed essersi iscritto al Registro nazionale IBMDR, Marco è risultato compatibile con un paziente in attesa di trapianto e ha donato le cellule staminali emopoietiche con un prelievo di sangue.
Venerdì 11 settembre l’Istituto Roselli, nell’ambito dell’iniziativa promossa per la consegna dei diplomi e per premiare gli studenti più meritevoli che durante l’anno hanno partecipato a vari progetti proposti dall’Istituto, ha organizzato insieme ad Adoces Treviso una piccola cerimonia per ringraziare Marco, che ha raccontato la sua esperienza agli studenti, famiglie e docenti.
La storia di Marco. Lo scorso anno scolastico Marco e la sua classe quinta avevano seguito con particolare interesse l’appuntamento condotto da Adoces Treviso insieme ad Alberto Torresan, volontario dell’associazione che ha portato la propria testimonianza di paziente guarito dal mieloma multiplo grazie ad un trapianto di cellule staminali emopoietiche ricevute da una donatrice volontaria argentina, esperienza che ha anche raccontato nel libro “La mia partita continua” (presentato la scorsa primavera a Sanremo Writers e al Salone Internazionale del Libro di Torino).
Ascoltando le parole di Alberto, Marco si era chiesto se anche lui un giorno avrebbe potuto rappresentare l’ancora di salvezza di qualcun’altro e, pensando che non vi erano motivi per non mettersi a disposizione, si era iscritto al Registro nazionale dei donatori IBMDR. Ciò che non si aspettava è che la fatidica chiamata giungesse solo qualche mese dopo ma, anche in questo caso, non ha avuto dubbi: “Quando mi è stata comunicata la compatibilità, la mia convinzione è diventata ancora più forte: non si trattava più solo di un’ipotesi, c’era realmente qualcuno che stava aspettando il mio sì”.
“La donazione – ha spiegato – non è nulla di complicato: un prelievo del sangue, anche se più prolungato, che richiede soltanto di stare sdraiati tranquilli e attendere. Una “fatica” assolutamente irrisoria, se si pensa che il risultato potrà essere il ritorno alla vita di un’altra persona”.
I percorsi in classe. Durante i percorsi in classe, che riprenderanno con l’avvio del nuovo anno scolastico (vengono proposti ormai da 15 anni), Adoces Treviso spiega agli studenti l’importanza di iscriversi al Registro nazionale IBMDR per poter donare – in caso di compatibilità con un paziente – le cellule staminali emopoietiche (che hanno sostituito negli ultimi anni la donazione di midollo). Una scelta che va a beneficio di tutti i malati affetti da leucemia e altre gravi malattie ematologiche e genetiche che, non riscontrando in famiglia un donatore compatibile, hanno la necessità di ricorrere ad una ricerca tra i volontari del Registro IBMDR per poter ricevere il trapianto e guarire.
I dati. Nel 2025 i trapianti eseguiti nei Centri di Trapianto Italiani sono stati circa 1.161, un numero in costante aumento, mentre i donatori italiani risultati compatibili in base alla ricerca al Registro IBMDR sono stati 490: 256 di questi hanno donato per pazienti stranieri e 234 per pazienti italiani. È fondamentale incrementare il numero dei giovani donatori volontari che rimarranno iscritti e a disposizione dei Centri di Trapianto fino al compimento dei 55 anni, per garantire al maggior numero di pazienti di trovare in Italia un donatore compatibile.
Il commento. “Siamo orgogliosi di Marco, ma anche di tutti i ragazzi che negli anni hanno accolto l’invito a diventare donatori, – commenta la presidente di Adoces Treviso Alice Vendramin Bandiera – i giovani sono i custodi del dono e rappresentano la speranza di guarigione per tanti malati, anche bambini.Per noi è fondamentale che raggiungano la consapevolezza dell’impegno che si assumono diventando donatori volontari e che mantengano fede alla propria scelta fatta all’atto dell’iscrizione al Registro, soprattutto qualora in futuro venissero richiamati per la donazione effettiva, proprio come ha fatto Marco”.
Info: https://www.donatori-admor-adoces.it/ e canali social