Considerate importanti o un vantaggio distintivo dal 96% delle aziende in fase di reclutamento, eppure il 65% fatica a trovare candidati.

Traduttori automatici e assistenti virtuali segneranno la fine dello studio delle lingue straniere? Se da un lato tecno-ottimisti e futurologi ipotizzano l’abbattimento delle barriere linguistiche grazie all’AI, dall’altro l’ultimo studio dell’Indeed Hiring Lab – il dipartimento di ricerca economica di Indeed – dimostra che le competenze linguistiche continuano a essere un asset strategico nel mercato del lavoro italiano.

Dall’analisi – che si basa sui dati di Indeed integrati da due indagini Censuswide condotte su 500 recruiter e 500 lavoratori nel Bel Paese – emerge come per le imprese italiane la conoscenza delle lingue straniere rappresenti un elemento importante in fase di selezione del personale. Il 96%  dei recruiter intervistati ne riconosce la rilevanza, con il 36% che le considera un requisito essenziale per molte posizioni. Addirittura, per l’86% sono più importanti di quanto non fossero alcuni anni fa.

FATTORE DISTINTIVO PER LA PROGRESSIONE DI CARRIERA PER OLTRE 1 IMPRESA SU 3

La padronanza delle lingue straniere fa la differenza quando si tratta di lavorare con team internazionali (65%), sino a rappresentare un prerequisito per l’accesso a determinate posizioni (48%). Per oltre 1 recruiter su 3 rappresentano un elemento distintivo quando in gioco c’è la progressione di carriera (36%).

Non sempre, tuttavia, è facile reperire candidati idonei. Il 65% delle imprese ha riscontrato difficoltà nell’assumere candidati con le competenze linguistiche richieste. Una difficoltà che trova riscontro nel fatto che poco meno di 1 job seeker italiano su 3 tra i partecipanti all’indagine ha dichiarato di non parlare nessuna lingua straniera.

“Conoscere una lingua straniera significa molto più che padroneggiare la grammatica: significa comprendere la cultura del proprio interlocutore. In un mercato sempre più automatizzato, la conoscenza diretta delle lingue si conferma una leva competitiva chiave. In Italia trovare i profili con il giusto mix di competenze linguistiche richiede ancora un certo sforzo per le imprese. Per chi si affaccia al mercato del lavoro, la padronanza delle lingue straniere continua certamente a rappresentare una corsia preferenziale per l’impiegabilità e la progressione di carriera” commenta Gianluca Bonacchi, Talent Strategy Advisor di Indeed.

INGLESE, LA LINGUA PIÙ RICHIESTA. AVIAZIONE E INGEGNERIA GUIDANO LA DOMANDA

Pur registrando tra il 2020 e il 2026 una diminuzione di alcuni punti percentuali, verosimilmente perché in molti settori la conoscenza è sempre più considerata un requisito implicito, l’inglese si conferma la lingua più richiesta, presente nel 30% delle offerte di lavoro pubblicate su Indeed nell’ultimo anno . Seguono il tedesco (circa il 2,2% degli annunci), il francese (2,1%) e lo spagnolo (1%).

Le competenze linguistiche sono particolarmente richieste in alcuni settori ad alta vocazione internazionale. Nella top 10 figurano l’aviazione e l’ingegneria industriale, ma anche settori come quello legale, del project management e dell’analisi dati che si attestano nelle prime 5 posizioni.

Lisa Feist, economista di Indeed, spiega “Se nel trasporto aereo e nell’ingegneria industriale l’esigenza è legata alla natura globale delle attività e delle relazioni commerciali, nel settore legale riflette la crescente necessità di gestire normative e contratti transnazionali. Anche il posizionamento di ambiti come il project management, il data & analytics, l’IT e il banking & finance evidenzia come la conoscenza delle lingue sia sempre più importante nelle professioni che operano in contesti globali e multidisciplinari”.

Settore  –  % Annunci che richiedono una lingua straniera (ultimi 12 mesi)

Aviazione – 68.2%

Ingegneria Industriale – 66.1%

Legale – 65.9%

Project Management – 62.7%

Data & Analytics – 60.5%

Sistemi & Soluzioni IT – 60.4%

Banche e finanza – 60.4%

Management – 57.9%

Media & Comunicazione – 56.1%

Ricerca e sviluppo scientifico – 52.1%

CRESCE IL TEDESCO NEL TURISMO, FRANCESE NEL BEAUTY E NELLA COMUNICAZIONE, SPAGNOLO NEL DATA & ANALYTICS

In tutti i settori della top 10, l’inglese rappresenta la lingua principalmente richiesta. Tuttavia, considerando l’andamento storico delle offerte di lavoro tra il 2020 e il 2026, si registra una crescita differenziata anche per tedesco, francese e spagnolo, con dinamiche diverse a seconda dei comparti:

  • La domanda di inglese è cresciuta in modo significativo soprattutto nei comparti Banche e Finanza (+13,9 punti percentuali), Veterinaria (+10,9 pp) e Sport (+10,2 pp), a testimonianza di una crescente apertura verso mercati e interlocutori globali.
  • Anche il tedesco si sta facendo strada, in particolare nell’aviazione (+7,7 pp) e nell’Hospitality & Turismo (+3,7 pp).
  • Più contenuta ma comunque significativa la crescita del francese e dello spagnolo. Il francese guadagna terreno soprattutto nel settore Media & Comunicazione (+4,2 pp) e nel Beauty & Benessere (+3,3 pp), mentre lo spagnolo registra gli aumenti più rilevanti nel Data & Analytics (+1 pp).

Lingua – Settori in cui cresce la domanda (2020-2026)

Inglese – Banche e Finanza (+13,9 pp), Veterinaria (+10,9 pp), Sport (+10,2 pp)

Tedesco – Aviazione (+7,7 pp), Hospitality & Turismo (+3,7 pp), Servizio Clienti (+1,7 pp), Cura dell’infanzia (+1,7 pp)

Francese – Media & Comunicazione (+4,2 pp), Bellezza e Benessere (+3,3 pp), Veterinaria (+2,5 pp)

Spagnolo – Data & Analytics (+1,0 pp)

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Metodologia

L’analisi dei dati relativi all’evoluzione e alla distribuzione delle offerte di lavoro (2020-2026) è stata redatta dall’Indeed Hiring Lab, il dipartimento di ricerca economica di Indeed. I dati sulle opinioni e le tendenze di selezione sono stati raccolti attraverso due ricerche indipendenti condotte da Censuswide, rispettivamente su un campione di 500 selezionatori/manager italiani e un campione di 500 candidati/dipendenti italiani. I dati sono stati raccolti tra il 17.07.2026 e il 23.07.2026. Censuswide è membro della Market Research Society (MRS) e del British Polling Council (BPC), ed è firmatario del Global Data Quality Pledge. Le indagini aderiscono al Codice di Condotta MRS e ai principi ESOMAR.