Mercoledì 30 settembre Angelo Peretti presenta al Caffè Dante Il profumo del bicchiere mezzo pieno, un libro in cui il vino diventa un modo per leggere la vita e ritrovare il tempo della felicità.
Gli incontri culturali sono parte integrante dell’identità del Caffè Dante Bistrot, luogo di convivialità e dialogo nel cuore di Verona. Con la ripresa autunnale di Incontri d’Autore, il locale di Piazza dei Signori torna a proporre appuntamenti aperti alla città, mettendo in relazione cultura e persone.
Mercoledì 30 settembre, alle ore 18.30, sarà protagonista Angelo Peretti, giornalista, critico enogastronomico e autore del libro Il profumo del bicchiere mezzo pieno (Edizioni Ampelos). L’autore dialogherà con Silvia Franceschini. L’incontro a ingresso libero, si concluderà con un brindisi accompagnato dai vini della cantina Vicentini Agostino.

Il libro
Con Il profumo del bicchiere mezzo pieno, Angelo Peretti firma il suo libro più personale e coraggioso, scegliendo di riscrivere il linguaggio del vino attraverso una prospettiva intima, narrativa e profondamente umana.
Niente punteggi, schede di degustazione, tecnicismi o classifiche. Al centro c’è una domanda semplice e radicale: “Saremo felici mai?”. È una frase tratta da una canzone della giovane cantautrice Emma Nolde, ascoltata al Premio Tenco, che spinge Peretti a riaprire i faldoni degli appunti accumulati in quasi quarant’anni di attività. Da quelle pagine emerge una verità inattesa: le sue note sul vino sono, in realtà, una lunga e ininterrotta riflessione sulla felicità.
Anche la parte vuota del bicchiere assume così un significato nuovo. Non rappresenta ciò che manca, ma lo spazio dell’ossigeno, l’elemento invisibile grazie al quale il vino può sprigionare i suoi profumi. Senza quel vuoto, la bellezza del pieno resterebbe inespressa. Esattamente come nel lavoro, nelle relazioni e in tutti quei momenti in cui fermarsi consente finalmente alle cose di respirare.
Pagina dopo pagina, il libro diventa un manifesto contro la “malattia della fretta” e un invito a riconoscere la felicità negli attimi ordinari: nelle fioriture di montagna, nelle strade bianche di campagna, in un’auto accostata ai margini di un vigneto, in un quarto d’ora d’ozio. Oppure in una passeggiata sotto la pioggia a Treviso, quando l’incedere silenzioso di una donna elegante riaffiora, settimane dopo, nel profumo di un Riesling della Mosella.
Storie per leggere la vita attraverso il vino
Il volume raccoglie 99 testi brevi e autonomi, ciascuno costruito attorno a una parola guida. Ne nasce un affresco in cui il vino diventa uno strumento per osservare la realtà, rallentare il passo e ritrovare il senso delle cose.
Nel racconto entrano riferimenti inattesi e apparentemente lontani: le ultime parole incise da Leonard Cohen, le immagini di Perfect Days di Wim Wenders, i dribbling di Maradona, Alda Merini, Patti Smith e Simone de Beauvoir.
A fare da filo conduttore c’è il suggerimento di quasi duecento bottiglie provenienti da ogni parte del mondo: Italia, Bolivia, Francia, Lettonia, Messico, Cile e Giappone.
Una galleria di storie e personaggi tra i quali troviamo Claudio Zanoni, musicista dei Ridillo, che ha fatto nascere il vino Avamata insieme ai ragazzi di una cooperativa sociale: una bottiglia che, scrive Peretti, profuma “della bontà intrinseca della bella gente”. C’è poi Francesco Ricasoli, che ha rilevato l’azienda di famiglia, produttrice di vino dal 1141, e che durante un’asta benefica ha difeso una bicicletta Bianchi con quello stesso numero, pur di non farla uscire dai confini chiantigiani. E ci sono bottiglie capaci di mettere in discussione ogni snobismo: il bag-in-box francese di Puech-Haut e il Riesling di Kunstler con il tappo a vite.
Il libro ricorda che la felicità non è un traguardo da raggiungere, ma una successione di piccoli attimi da riconoscere. Come il profumo che sale da un calice appena versato: dura un istante, poi svanisce, ma lascia qualcosa di indelebile.
Peretti racconta così un’idea di vino molto lontana dalle classifiche: il vino più buono è quello bevuto con le persone giuste, nel momento giusto, senza la pretesa di doverlo spiegare a tutti i costi: “Che meraviglia, lo spirito leggero, è lì che c’è il profumo buono del bicchiere mezzo pieno”.
Pensato per i lettori di vino e per il pubblico dei libri crossover, il volume parla agli enofili stanchi dei manuali tecnici e a chi cerca una narrativa capace di intrecciare con semplicità assaggi, ricordi, arte, letteratura, filosofia e cultura pop.
Angelo Peretti è una delle voci più autorevoli della critica vinicola italiana. Si occupa di vino da quasi quarant’anni come giornalista, scrittore e autore di piani strategici per consorzi di tutela. Dirige il giornale on line The Internet Gourmet. Per il suo libro Esercizi spirituali per bevitori di vino (Edizioni Ampelos) ha ricevuto il premio Michele D’Innella (Vinibuoni d’Italia – Touring Club Italiano) ed è stato nominato “autore dell’anno” dai Wine Travel Awards alla London Wine Fair.