In occasione della Giornata europea delle lingue, l’evento promosso da ARLeF e Beliven con Regione FVG e INSIEL e molti partner tecnologici.
Con l’evento “Strumenti digitali per le lingue minoritarie: esperienze, strategie e nuovi scenari” si è rinnovato anche quest’anno, in occasione della Giornata Europea delle Lingue, il dialogo tra identità linguistiche e innovazione tecnologica, fortemente voluto dall’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana e dall’azienda Beliven.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto LeNGaçS – acronimo di Lenghis, iNovazion, tecnoloGjiis e impreScj, che mette in rete territori, istituzioni, competenze e realtà tecnologiche impegnate nella valorizzazione delle lingue minoritarie attraverso l’innovazione digitale. Un percorso di respiro europeo che, partendo dal Friuli, si apre al confronto con altre comunità linguistiche europee, promuovendo lo scambio di esperienze, strategie e buone pratiche, coerentemente con i principi del pluringuismo e della valorizzazione della diversità linguistica promossi da Consiglio d’Europa e Commissione Europea proprio con l’istituzione della Giornata delle Lingue.
L’iniziativa, che ha coinvolto istituzioni, aziende e professionisti, è stata realizzata in collaborazione con Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, INSIEL, Ripartizione Amministrazione scuola e cultura ladina presso la Provincia autonoma di Bolzano e Lia Rumantscha, istituzione che opera per la lingua e la cultura romancia,oltre alle aziende tecnologiche BIPxTech (partner Google Italia), DITEDI, evoseed, infoFactory.
L’edizione 2026 ha messo al centro dell’incontro le lingue retoromanze: friulano, ladino e romancio. Idiomi con radici comuni che condividono oggi una straordinaria sfida per il proprio futuro: restare vitali e pienamente integrati nell’era digitale. Tutte vedono pertanto nella tecnologia una leva strategica di innovazione.
Come ha ricordato in apertura lavori l’assessore regionale ai sistemi informativi, Sebastiano Callari:«Ringrazio ARLeF per aver promosso questa importante iniziativa dedicata al rapporto tra lingua, innovazione e intelligenza artificiale. Un tema che non riguarda soltanto la tecnologia, ma il futuro della nostra identità culturale. L’evento si inserisce nel percorso regionale di valorizzazione delle lingue minoritarie e delle tecnologie linguistiche. La lingua friulana rappresenta un patrimonio prezioso della nostra comunità e una componente fondamentale della storia e della cultura del Friuli Venezia Giulia. Il compito delle istituzioni non è soltanto conservarla, ma creare le condizioni affinché possa continuare a vivere, evolversi ed essere utilizzata dalle nuove generazioni. Oggi questa sfida passa inevitabilmente anche dal mondo digitale. Se le lingue non sono presenti nelle tecnologie che utilizziamo ogni giorno, rischiano progressivamente di perdere rilevanza negli spazi dove si formano conoscenza, relazioni e opportunità. Per questo la Regione considera strategici gli investimenti che permettono di portare il friulano dentro i nuovi strumenti digitali e, oggi, dentro l’intelligenza artificiale. Ciò che viene presentato oggi dimostra che la tutela delle lingue minoritarie non è una questione solamente culturale, ma anche di innovazione, ricerca e sviluppo. Significa costruire opportunità per il territorio e rendere la nostra identità linguistica protagonista del futuro. In un momento storico in cui le tecnologie digitali sono sempre più influenzate da grandi operatori globali, diventa fondamentale che le istituzioni pubbliche svolgano un ruolo attivo nel garantire che anche le realtà linguistiche minoritarie trovino spazio nei nuovi ecosistemi tecnologici. Questa è, a mio avviso, una concreta espressione di sovranità digitale: la capacità di indirizzare l’innovazione affinché risponda ai bisogni delle comunità e valorizzi il patrimonio culturale che esse rappresentano. Per questo desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo percorso. Il risultato che vediamo oggi dimostra che investire nella conoscenza, nella ricerca e nella collaborazione produce valore pubblico e apre nuove prospettive per il futuro della lingua friulana».
Del ruolo del friulano nell’ecosistema digitale ha parlato invece Diego Antonini, Amministratore Unico INSIEL: «Il titolo di questo incontro racconta bene una sfida che oggi riguarda anche il mondo della tecnologia: fare in modo che la trasformazione digitale e l’Intelligenza artificiale sappiano valorizzare e preservare le identità linguistiche e culturali del nostro territorio. Per Insiel è importante poter contribuire a questo percorso, mettendo competenze tecnologiche, capacità di integrazione e innovazione al servizio di cittadini, istituzioni e comunità. Il traduttore automatico italiano-friulano e friulano-italiano è un esempio concreto di come l’IA possa aiutare a dare alla lingua friulana un ruolo anche nell’ecosistema digitale e, allo stesso tempo, rendere i servizi più accessibili e inclusivi. Le esperienze maturate ci mostrano quanto sia importante lavorare insieme, mettendo in rete istituzioni, ricerca, comunità linguistiche e competenze tecnologiche. È da questa collaborazione che possono nascere soluzioni capaci non solo di rispondere alle esigenze di oggi, ma anche di contribuire alla tutela e alla trasmissione del patrimonio culturale alle nuove generazioni. Insiel vuole continuare a dare il proprio contributo come abilitatore dell’innovazione del territorio, valorizzando le migliori competenze e tecnologie disponibili affinché anche le lingue minoritarie possano trovare sempre più spazio e nuove opportunità di crescita nel mondo digitale e dell’Intelligenza artificiale».
Eros Cisilino, presidente dell’ARLeF, ha sottolineato come «Sia attualmente, che in prospettiva futura, è imprescindibile avvalersi di strumenti avanzati che utilizzano l’intelligenza artificiale. Abbiamo iniziato da tempo a lavorare su nuovi sistemi e su nuovi ambienti digitali che operino a tutela e a diffusione della lingua. Lo abbiamo fatto sul lungimirante mandato della Regione F-VG insieme alla stretta sinergia con INSIEL e altri partner altamente qualificati del territorio. Tutt’oggi questi strumenti, che sono il risultato di un attento lavoro di analisi e di collaudo, si concretizzano in prototipi avanzati che hanno già solidi margini di pronto utilizzo. Quanto è stato fatto finora rappresenta un’ottima base per un’ulteriore crescita qualitativa di mezzi che verranno messi a disposizione di tutta l’utenza, dopo una prima fase di appannaggio della sola pubblica amministrazione. Si tratta anche di un percorso digitale pionieristico, per le lingue minoritarie, che inserisce queste produzioni tecnologiche tra le migliori pratiche di tutela a oggi attuabili per la nostra madrelingua, al pari di quelle maggiormente utilizzate a livello internazionale».
Andrea Virgilio, CEO di Beliven, ha invece posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per tutelare la lingua:«La collaborazione tra ARLeF e Beliven, che quest’anno raggiunge il suo secondo appuntamento, è un esempio concreto di come pubblico e privato possano lavorare insieme per dare futuro a un patrimonio linguistico che rappresenta una risorsa di valore e la nostra identità. In due anni abbiamo dimostrato quanto tecnologia e intelligenza artificiale possano diventare uno strumento di tutela e valorizzazione per le lingue minoritarie. Con Chat Scuele, la piattaforma di analisi dati sull’insegnamento del friulano nelle scuole, mettiamo a disposizione delle istituzioni uno strumento concreto per orientare le politiche linguistiche con dati reali, continuando un percorso che crediamo possa diventare un modello replicabile anche per altre lingue e altri territori».