La prima parte del festival è ormai alle spalle e abbiamo già superato alcuni importanti crocevia. Venerdì sera, presso il Palazzo del Cinema – Hiša filma di Gorizia, è stato assegnato per la prima volta il Premio First Crossings al miglior film studentesco, scelto da una giuria internazionale composta da Alessandro Comodin, João Nicolau, Ester Ivakič e Jukka-Pekka Laakso.
Il premio per il miglior cortometraggio studentesco è stato assegnato al film Mirna dolina (Serene Valley) di Sebastijan Borovčak, dell’Accademia d’Arte Drammatica di Zagabria. Le menzioni speciali sono andate al film Strigoj, di Rei Grando, dell’Accademia d’Arte dell’Università di Nova Gorica, e Herein di Tobias Bohunovsky, dell’Università di Scienze Applicate di St. Pölten.
Nel corso della serata è stato inoltre conferito ufficialmente il Premio Darko Bratina 2026 ad Alexandra Gulea, che nel pomeriggio ha tenuto anche la sua masterclass.

“Questo premio mi dà la voglia e la forza di continuare a credere e a fare film. Le mie ultime due opere affrontano il tema dei confini, e per questo mi sento ancora più legata a questo festival. Sono particolarmente onorata di ricevere questo riconoscimento ad un festival che, nello stesso programma, ha presentato le opere di autori di rilievo come Fernand Deligny e Luigi Di Gianni, il che conferisce al premio un valore ancora più speciale”, ha dichiarato al momento della premiazione Gulea.
Ma Omaggio a una visione non ha ancora detto l’ultima parola. Il festival prosegue nel fine settimana, quando i percorsi cinematografici continueranno a incrociarsi tra Nova Gorica e Gorizia.
Sabato alle 15.00, presso il Palazzo del Cinema, Alessandro Comodin presenterà I tempi felici verranno presto, un’insolita storia in cui il confine tra realtà e finzione si fa sempre più sfuggente. Seguirà l’incontro con João Nicolau e la proiezione del suo nuovo film A Providência e a Guitarra, una giocosa fantasia musicale dedicata a due artisti girovaghi, ispirata a una storia di Robert Louis Stevenson.
Nel corso del fine settimana, il festival uscirà anche dalle sale: insieme agli ospiti parleremo del ruolo degli artisti nella costruzione di una società fondata sulla cura, andremo alla ricerca delle tracce del cinema nelle due Gorizie, apriremo uno spazio per la creatività e la convivialità e concluderemo la giornata con una serata all’insegna della musica.

La giornata di chiusura del festival propone film molto diversi tra loro, ma accomunati dal modo in cui interrogano la persistenza del passato nel presente. Il pomeriggio cinematografico si aprirà con il film Azi eram frumoasă, jună(Today I Was Young and Pretty) di Alexandra Gulea. Il film ci porta dietro le quinte della creazione di una suite classica ispirata alla musica popolare rumena, seguendone il processo di realizzazione.
Nel pomeriggio, all’EPICenter, sarà la volta di Útóipe Cheilteac (Celtic Utopia), un documentario musicale e politico dedicato a una nuova generazione di musicisti irlandesi che si riappropria della tradizione folk e lo reinventa a modo proprio.
In serata, il festival si concluderà con il film White Lies della regista italiana Alba Zari, presentato in anteprima slovena al festival Kino Otok–Isola Cinema. Quando, a venticinque anni, Alba scopre che l’uomo che ha sempre creduto essere suo padre in realtà non lo è, intraprende una ricerca personale che da Trieste la conduce a Bangkok, fino a fare luce sulla storia taciuta della sua famiglia.
Dall’osservazione del processo musicale di Alexandra Gulea, alla musica irlandese che sfida le narrazioni ereditate, fino a un segreto di famiglia non più celabile: la giornata conclusiva di Omaggio a una visione ci regala storie di come il passato possa far ritorno nel presente e trasformarlo.