
Una delle imbarcazioni simbolo della grande vela oceanica incontra i viticoltori del Carso. Alla Barcolana 2026 nasce una collaborazione tra New Zealand Endeavour, Associazione Viticoltori del Carso e GAL Carso – LAS Kras, con l’ambizione di costruire un progetto capace di andare ben oltre una sola edizione. Sulla randa di NZE il nome “MARE E VITOVSKA IN MORJE”.

Una storia di mare incontra una terra di pietra
Ci sono eccellenze che, quando si incontrano, non si sommano semplicemente: fanno nascere una storia nuova. Da una parte c’è una barca che ha attraversato gli oceani, affrontato tempeste e conosciuto la fatica e la gloria delle grandi regate, scrivendo una pagina importante della storia della vela mondiale. Dall’altra c’è una terra di pietra e di vento, dove fare vino non è mai stato semplice e dove generazioni di viticoltori hanno imparato a confrontarsi con poca terra, con il calcare, con la Bora e con un paesaggio duro e, proprio per questo, straordinariamente riconoscibile. In mezzo c’è il mare.
È da questo incontro che nasce la collaborazione tra New Zealand Endeavour, Associazione Viticoltori del Carso e GAL Carso – LAS Kras, che porterà alla Barcolana 2026 una delle imbarcazioni più rappresentative della grande stagione della vela oceanica insieme alla viticoltura e alla cultura del territorio carsico. Un incontro che non nasce soltanto dal prestigio dei rispettivi nomi, ma dalla condivisione di valori profondamente simili: identità, autenticità, storia, territorio e capacità di preservare ciò che il tempo rischierebbe altrimenti di farci dimenticare.

Custodire una storia significa mantenerla viva
New Zealand Endeavour è un maxi-yacht di circa 26 metri progettato da Bruce Farr e portato alla vittoria da Grant Dalton nella Whitbread Round the World Race 1993-94, il giro del mondo a vela oggi conosciuto come The Ocean Race. Fu una delle grandi protagoniste dell’epoca dei Maxi e affrontò oltre 32.000 miglia di oceano con un progetto concepito per coniugare velocità, stabilità e robustezza. Ma la storia di una grande barca non termina necessariamente con l’ultima grande vittoria.
Dopo anni di inattività, New Zealand Endeavour è stata recuperata attraverso un importante progetto che ha avuto un obiettivo preciso: non lasciare che una parte della cultura del mare e della grande vela oceanica venisse dimenticata. Non semplicemente restaurare una barca, quindi, ma custodirne la storia e, soprattutto, riportarla a navigare.
Perché alcune barche raccontano la storia anche quando sono ferme. Basta vederle in banchina, riconoscere le linee, osservare l’albero e il ponte, immaginare le vele spiegate al vento, perché siano ancora capaci di riaccendere passioni, ricordi e sogni.
Ma New Zealand Endeavour può fare qualcosa di più: quella storia può ancora raccontarla navigando. Ogni volta che lascia la banchina, che vengono issate le sue vele, armato un tangone e aperto uno dei suoi grandi spinnaker, il passato non viene semplicemente ricordato: torna a vivere. Ed è proprio qui che il mare incontra davvero il Carso.

Due identità forti e riconoscibili
Durante gli incontri che hanno portato alla nascita della collaborazione è emersa una sorprendente affinità tra la filosofia che accompagna oggi New Zealand Endeavour e quella della viticoltura del Carso. New Zealand Endeavour continua a navigare e a partecipare alle regate non soltanto per confrontarsi su una linea di partenza, ma per mantenere viva e riconoscibile una cultura della vela fatta di grandi equipaggi, tangoni, spinnaker, tecnica, esperienza e capacità marinaresca.
Allo stesso modo, la forza della viticoltura carsica non si misura attraverso i grandi numeri. La sua identità nasce dalla qualità, dalla cultura, dal paesaggio e dalla capacità di raccontare un territorio unico, nel quale la vite cresce confrontandosi da sempre con la pietra, il vento e il mare. New Zealand Endeavour non ha bisogno di richiamare continuamente la propria storia per continuare a navigare. Il Carso non ha bisogno di perdere la propria identità per farsi conoscere. Entrambi possono guardare al futuro proprio attraverso ciò che li rende autentici e immediatamente riconoscibili. È probabilmente in questa idea condivisa che si trova il significato più profondo della collaborazione.

Mare e Vitovska in Morje sale a bordo
Alla Barcolana 2026 questo legame sarà immediatamente visibile. Sulla grande “randa di Maestra” di New Zealand Endeavour campeggerà infatti il nome dell’evento simbolo della viticoltura del Carso: MARE E VITOVSKA IN MORJE. Un messaggio che porterà letteralmente il Carso nel Golfo di Trieste e che riunisce due degli elementi più profondamente legati all’identità di questo territorio: il mare e il vino.
Durante i giorni della Barcolana, New Zealand Endeavour diventerà così non soltanto protagonista sul mare, ma anche luogo di incontro, esperienza e racconto. Il programma prevede uscite in mare e momenti di degustazione a bordo su invito, dedicati a ospiti, giornalisti, rappresentanti istituzionali, partner e sponsor.
Saranno inoltre messi a disposizione di sponsor e giornalisti alcuni posti per vivere direttamente l’esperienza delle regate, fino all’appuntamento più atteso: la Coppa d’Autunno – Barcolana.
Non semplicemente osservare la Barcolana dalla riva, dunque, ma salire a bordo e, per qualche ora, entrare dentro una pagina della storia della vela, guardando Trieste e il Carso da una prospettiva diversa: quella del mare.

Un progetto che guarda oltre Barcolana 2026
Questa collaborazione non nasce semplicemente in occasione della Barcolana 2026, ma da un legame che esiste già da anni. Dopo il suo recupero e il ritorno alla navigazione, New Zealand Endeavour ha trovato nel Golfo di Trieste il suo porto sicuro, nella Bora il vento che ha ricominciato a riempire le sue vele e nel Carso la terra che l’ha accolta. Una barca nata per attraversare gli oceani ha trovato qui una nuova casa.
Anno dopo anno, New Zealand Endeavour è entrata nel paesaggio di questo territorio. La sua sagoma nel Golfo, le grandi vele gialle davanti a Trieste e la Bora che torna a farla correre sono diventate immagini di una nuova storia. Il Golfo di Trieste, la Bora e il Carso l’hanno in qualche modo adottata, e New Zealand Endeavour ha scelto questo mare come casa.
Per questo non si tratta di creare artificialmente un legame tra una barca e un territorio, ma di dare voce a un rapporto che il mare, il vento e gli anni hanno già costruito. La stessa Bora che soffia sulle vigne del Carso arriva sul Golfo e riempie le vele di New Zealand Endeavour. La stessa terra di pietra che guarda il mare è oggi la terra che questa barca riconosce come casa.

L’obiettivo della collaborazione va quindi ben oltre una singola regata o una sola edizione della Barcolana. New Zealand Endeavour porterà con sé il Carso nei mari in cui navigherà, nei porti che raggiungerà e nelle regate alle quali prenderà parte, raccontando insieme alla propria storia quella dei viticoltori, della Vitovska, della pietra, della Bora e di questo tratto di Adriatico diventato il suo porto sicuro.
Ogni volta che lascerà Trieste per prendere nuovamente il mare, non sarà semplicemente una barca che parte, ma una barca che parte da casa, portando oltre l’orizzonte un pezzo del Carso, della Bora e del Golfo di Trieste.
Perché preservare una storia non significa conservarla immobile, ma permetterle di continuare a essere vissuta, condivisa e trasmessa. Il Carso ha una storia da raccontare. New Zealand Endeavour continuerà a navigare per portarla con sé oltre l’orizzonte.

Partner del progetto
New Zealand Endeavour
Associazione Viticoltori del Carso – Društvo vinogradnikov s Krasa
GAL Carso – LAS Kras
Sponsor
ZKB Trieste Gorizia
Motomarine
Termosystem
FerroJulia
Con il patrocinio di
Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina
Comune di San Dorligo della Valle – Občina Dolina
Comune di Sgonico – Občina Zgonik
Comune di Monrupino – Občina Repentabor
Comune di Muggia – Občina Milje