Il 25 settembre 2026, nella sede di Trieste, si è tenuta la prima riunione del Consiglio della nuova consiliatura di CIDA Friuli Venezia Giulia, presieduto dal nuovo Segretario Regionale Fulvio Sbroiavacca (Federmanager). All’incontro hanno partecipato i consiglieri rappresentanti delle diverse Federazioni aderenti: Stefano De Martin (Manageritalia), Teresa Tassan Viol (FP-CIDA), Giulio Andolfato (CIMO Federazione), Maurizio Cau (Sindirettivo – Banca d’Italia), unitamente alle rappresentanze di SAUR, Terzo Settore e Consob, invitata la presidente territoriale (FP – ANQUAP) Marinella Panzarini. Di particolare importanza la presenza di Daniele Damele, Presidente FASI e Federmanager FVG.

Nel corso della seduta, il Consiglio ha impostato il Project Plan 2026-2027, mirato a garantire l’accreditamento istituzionale di CIDA FVG e la sua presenza stabile ai Tavoli regionali di concertazione su sanità, scuola, lavoro, sviluppo economico. La strategia operativa per il biennio prevede l’attivazione di tavoli di lavoro permanenti sulle Riforme Pubbliche e sul Welfare Integrativo attraverso un dialogo diretto con i Consiglieri Regionali. Nel 2027 verrà organizzato un Convegno Regionale promosso da Manageritalia FVG in compartecipazione con Federmanager FVG, incentrato sulle trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale sulle nuove politiche del lavoro nel quadro normativo europeo, accompagnato da un programma costante di incontri di lobbying con consiglieri e parlamentari territoriali. L’intenso percorso politico-istituzionale culminerà, con una tavola rotonda rivolta ai candidati alle elezioni politiche, focalizzata sulle riforme fiscali e previdenziali.

L’impegno sul territorio si sviluppa in stretta continuazione con i tre filoni portanti dell’azione confederale a livello nazionale. In ambito fiscale, CIDA intende contrastare la marcata asimmetria contributiva del sistema italiano, nel quale meno del 19% dei contribuenti versa circa il 65% dell’intera IRPEF. Per tutelare il potere d’acquisto del ceto medio e superare la trappola dei disincentivi alla crescita professionale, la Confederazione sostiene l’estensione dell’aliquota IRPEF del 33% alla fascia di reddito fino a 60.000 euro, la flat tax sui rinnovi contrattuali, la detassazione dei premi di produttività e la riforma dell’ISEE unita alla creazione di una banca dati unica dell’assistenza. Sul fronte previdenziale, CIDA richiede la salvaguardia delle pensioni da lavoro, la netta separazione tra previdenza e assistenza – la cui spesa è raddoppiata in sedici anni superando i 180 miliardi di euro – e la valorizzazione della sanità integrativa. Infine, la direttrice europea si concentra sul monitoraggio delle azioni e risultati del PNRR e sullo sviluppo delle competenze manageriali necessarie ad affrontare la transizione digitale e l’intelligenza artificiale.

L’insediamento della nuova dirigenza e l’adozione del piano d’azione 2026-2027 confermano la determinazione di CIDA FVG nel proporsi come interlocutore autorevole e proattivo verso le istituzioni locali e regionali. Attraverso una presenza costante e un’azione coordinata tra settore pubblico e privato, la Confederazione riafferma il valore centrale del management per la crescita economica e sociale del territorio.