La società in house delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto chiederà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di rinunciare all’aumento del pedaggio (come già avviene dal 2018) per venire incontro al difficile momento che attraversano le famiglie, i pendolari, le aziende e gli autotrasportatori a causa dei rincari. L’annuncio questa mattina in assemblea durante la deliberazione dell’aggiornamento del Piano Economico Finanziario della Società relativo al quinquennio 2025 – 2029 e l’autorizzazione alla sottoscrizione dell’Atto Aggiuntivo all’Accordo di Cooperazione.
In linea con la politica di contenimento dei prezzi, Autostrade Alto Adriatico non chiederà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’aumento dei pedaggi sulla propria rete anche nel 2027, nonostante sia dovuto, visto il notevole aumento dell’inflazione. La decisione assunta, da un lato è in continuità con quanto stabilito in questi ultimi anni – dal 2018 sulla rete i pedaggi sono rimasti “congelati” –, dall’altro è in linea con l’aggiornamento del Piano economico finanziario che ha come obiettivo il mantenimento delle stesse tariffe almeno fino al 2029, un chiaro segnale di vicinanza verso famiglie, pendolari, aziende e autotrasportatori alle prese con l’inflazione e in particolare i rincari registrati negli ultimi mesi a causa dei conflitti internazionali. Non solo; è la dimostrazione, come più volte ribadito in assemblea, che la società “in house” delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto è un “modello virtuoso” in quanto realizza lavori per centinaia di milioni di euro, reinveste gli utili sul territorio e contiene il costo del pedaggio a favore dell’utente, svolgendo così un vero e proprio servizio pubblico, agendo in modo conforme alle delibere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti ed agli indirizzi della Direzione Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’annuncio è stato dato questa mattina durante l’assemblea dei soci che ha deliberato l’aggiornamento del Piano Economico Finanziario della Società relativo al quinquennio 2025 – 2029 e dato l’autorizzazione alla sottoscrizione dell’Atto Aggiuntivo all’Accordo di Cooperazione; un doppio passaggio istituzionale fondamentale e necessario – nel contesto delle lunghe interlocuzioni istituzionali con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con l’Autorità di Regolazione dei Trasporti – per il completamento della terza corsia dell’autostrada A4 (Venezia-Trieste).
Il Piano Economico Finanziario, recentemente approvato dal Cipess (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) e sviluppato su una durata della concessione in 30 anni (dal 2023 al 2053) prevede, nella sostanza, un valore di investimenti pari a 1 miliardo 888 milioni di euro, la gran parte legati proprio al completamento della terza corsia ed alla manutenzione straordinaria e alla ricostruzione di ponti e viadotti, per garantire la sicurezza della rete autostradale, recependo contestualmente la sopravvenuta normativa tecnica.
L’aggiornamento del Piano Economico Finanziario è direttamente collegato all’Atto Aggiuntivo dell’Accordo di Cooperazione, ovvero tutti quei documenti che modificano, integrano e aggiornano (tra cui il Pef) la convenzione di concessione stipulata tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Società Concessionaria e la cui autorizzazione alla sottoscrizione è stata deliberata proprio questa mattina dall’Assemblea odierna. I passaggi successivi prevedono ora la formale sottoscrizione da parte dalla Società e dal Mit ma anche dai rappresentanti delle due Regioni. Successivamente l’Atto Aggiuntivo dovrà essere approvato con Decreto Interministeriale da parte dello stesso Mit e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tale decreto sarà, a sua volta, soggetto alla registrazione da parte della Corte dei Conti e alla successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. L’iter dovrebbe concludersi entro fine anno.
Massimiliano Fedriga, Presidente Regione Friuli Venezia Giulia: “Siamo impegnati in una fase di potenziamento strategico della nostra rete autostradale che ha sguardo e obiettivi di medio lungo periodo. La congiuntura attuale, viceversa, impone scelte coraggiose e uno sforzo ulteriore, complici, in particolare, le tensioni sui prezzi del carburante e l’incertezza del quadro internazionale. Per questo, la scelta di mantenere inalterate le tariffe ai caselli – unico gestore in Italia – è un contributo tangibile al traffico su gomma privato e delle imprese, che supporta le famiglie e alleggerisce l’intero sistema dell’economia. Una misura – il cap tariffario sotto forma di aumento evitato – che è iniezione di fiducia nell’area del Nord Est, ma che incide sull’intera scala nazionale, considerato che le tratte autostradali locali incardinano direttrici essenziali per l’export italiano”
Marco Monaco, Presidente di Autostrade Alto Adriatico: “Abbiamo davanti a noi un orizzonte di 30 anni di rilevanti investimenti, importanti per lo sviluppo infrastrutturale produttivo del Nord Est del Paese, oggi diventato flusso baricentrico dei traffici di tutta Europa con i quasi 55 milioni di transiti annui. Al contempo, nonostante il raddoppio degli investimenti abbiamo scelto coraggiosamente di mantenere i pedaggi invariati anche nel 2027, grazie al supporto del Presidente Fedriga e del Presidente Stefani, per aiutare ulteriormente le famiglie, i pendolari, le aziende e gli autotrasportatori. D’altronde siamo una società in house delle Regioni Friuli e Veneto e siamo al servizio del territorio”.