300 opere arrivate da tutto il mondo: al Rigolo di Milano la selezione dei 30 lavori che approderanno alla finale. I vincitori saranno proclamati a fine novembre a Pordenone
Ironiche, graffianti, provocatorie. Vignette capaci ancora una volta di utilizzare il vino come lente attraverso la quale osservare l’attualità, la società e i grandi temi del nostro tempo. Con la selezione delle opere finaliste, è entrata nel vivo ufficialmente ieri, a Milano la 27ª edizione di “Spirito di Vino”, il concorso internazionale di vignette satiriche organizzato dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, presieduto da Elda Felluga.
Come da tradizione, la prestigiosa giuria si è riunita al Rigolo di Milano, storico ristorante e luogo d’incontro di giornalisti e intellettuali che ospita una sala dedicata proprio alla satira e alle opere di Spirito di Vino. Sul tavolo 300 vignette provenienti da tutto il mondo, dall’Arabia Saudita alla Costa Rica, da Israele all’Uzbekistan, dall’Ucraina alla Russia, dal Perù all’Australia, all’Italia e alla Nuova Zelanda, oltre a molti altri Paesi, dalle quali sono state selezionate 30 opere che accederanno alla fase finale del concorso.

Il prossimo appuntamento sarà infatti al Palazzo del Fumetto di Pordenone, il 28 novembre, dove si terrà la cerimonia di premiazione e saranno svelati i vincitori delle due categorie under 35 e over 35. Come da formula del concorso, saranno premiate le tre migliori opere di ciascuna categoria.
“Ogni anno il momento della selezione è particolarmente stimolante perché ci permette di vedere il vino raccontato attraverso sensibilità, culture e punti di vista molto diversi – sottolinea Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg –. Dietro una vignetta possono esserci una battuta immediata oppure una riflessione molto più profonda. La satira riesce a leggere il presente con pochi segni e poche parole. Ed è proprio questa capacità di unire vino, ironia e libertà di pensiero che continua a rendere Spirito di Vino un concorso unico”.
Un vero e proprio archivio internazionale della satira enoica
Nato nel 2000, Spirito di Vino ha costruito negli anni un vero e proprio archivio internazionale della satira enoica. Il vino diventa il filo conduttore per affrontare, con leggerezza ma spesso anche con uno sguardo pungente, temi di attualità, costume, politica e società. Un linguaggio universale che ha permesso al concorso di raccogliere nel corso della sua storia oltre 9 mila vignette provenienti da tutto il mondo.

La selezione a Milano
A valutare le opere è stata la giuria composta da alcuni dei nomi che da anni accompagnano il concorso: Alfio Krancic, presidente della giuria e vignettista, Emilio Giannelli, vignettista del Corriere della Sera, Valerio Marini, grafico umorista, Gianluigi Colin, art and cover editor de La Lettura del Corriere della Sera, Aldo Colonetti, filosofo, Fede & Tinto, conduttori di Decanter su Rai Radio2, Carlo Cambi, giornalista enogastronomico, Franz Botré, direttore di Spirito di Vino, Enzo Rizzo, vicedirettore di Spirito di Vino, Silvestro Serra, direttore di Touring, ed Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia.
Un momento che continua idealmente anche il lungo rapporto di Spirito di Vino con Giorgio Forattini, storico presidente onorario del concorso, scomparso nel 2025, che ha accompagnato la manifestazione mettendo il proprio talento e il proprio sguardo sulla realtà al servizio della selezione delle opere.
“È stato un anno davvero ricco di belle opere e la giuria ha avuto molta difficoltà a selezionarne soltanto 30 – aggiunge Elda Felluga –. È interessante vedere come uno stesso soggetto, il vino, possa diventare di volta in volta strumento per sorridere, provocare o interrogarsi su quello che accade intorno a noi”.
Il verdetto resta per ora custodito dalla giuria. Per scoprire quali vignette avranno conquistato il podio bisognerà attendere l’appuntamento di novembre.