Venerdì 16 ottobre alle 20.15 presso la Casa del popolo “Antonio Gramsci” in via Ponziana 14 (1° piano) l’Associazione culturale Tina Modotti, nell’ambito della sua ricerca sulla cultura popolare e sull’arte sociale/politica, propone il documentario Da che parte stai? (2025, 70′; regia di Alessandro Scillitani). Il regista parteciperà all’incontro.
Da che parte stai? è un viaggio nella civiltà contadina attraverso la vita e l’opera di Giuseppe Morandi, che si intreccia con la grande trasformazione della bassa padana dal dopoguerra a oggi. Un mondo che cambia volto: dalla civiltà contadina all’industrializzazione, passando attraverso le esperienze di Mario Lodi e Gianni Bosio, la nascita della Lega di Cultura di Piadena, i canti popolari, la custodia della memoria collettiva. Fotografie, filmati, scritti e opere di Morandi descrivono questo mondo. Il film è arricchito dalle voci di intellettuali, amici e compagni di strada, capaci di restituire la profondità di un percorso umano e artistico. Grazie alle interviste conservate nell’Archivio Video Territoriale Oglio Po, tornano a farsi ascoltare Mario Lodi, Ughetta Usberti, Marco Müller e lo stesso Morandi, con le loro parole che risuonano come tracce vive di un’epoca.
Giuseppe Morandi (Piadena 25/08/1937-14/11/2024), fu uno straordinario artista e organizzatore di cultura, fondatore della Lega di cultura di Piadena insieme a Gianfranco Azzali nel 1967. Egli nacque al Vho di Piadena (Cr) da una famiglia contadina e operaia. Fu fotografo, scrittore, autore di cortometraggi. Pubblicò per Mazzotta il catalogo fotografico I Paisan e Quelli di Mantova, La mia Africa. Come scrittore è conosciuto soprattutto per il diario La proprietaria del morto, mentre da regista cinematografico ha realizzato diversi documentari dagli anni ’50 ad oggi sulla vita nella Bassa Padana. Collaborò con Bernardo Bertolucci alla realizzazione del film Novecento.
Come fotografo Morandi si dedicò a ritrarre i contadini, fissando “il fatto a mano” mentre le macchine stavano per cancellare un’intera civiltà, impressa in mille incontri tra le case e le cascine della Bassa Padana, avvolte dal tempo che scorre, inesorabile. Figure intense, dotate di una forza singolare e avvolgente. All’artista non interessava conservare solo gli oggetti, ma i gesti e i comportamenti: le sue opere ci narrano la storia di come si faceva, di come si operava, di come si lavorava la terra o di come si costruivano gli strumenti di lavoro.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.
“C’è molto da fare e, quindi, molto da studiare”
Rosa Luxemburg
