«Sono tante le opportunità che si stanno aprendo all’Università di Udine grazie ai nuovi spazi di ricerca preclinica del Centro di ricerca clinica e traslazionale “Gaia”, proprio vicino all’ospedale. Spero che possano rendere molto all’Italia, come testimoniato anche dai due progetti europei inaugurati oggi. Sono molto grata dell’invito dell’ateneo friulano e di poter testimoniare la ricchezza di idee, di giovani e di futuro».
Così Elena Cattaneo, senatrice a vita ed eminente studiosa della malattia di Huntington e di cellule staminali, intervenuta oggi all’Università di Udine a un meeting internazionale sulle biotecnologie. Cattaneo, professoressa di Farmacologia all’Università di Milano, ha parlato delle nuove scoperte sulla malattia di Huntington, una patologia genetica rara, ereditaria e neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale. In particolare, del ruolo delle cellule staminali nel funzionamento del cervello.
In precedenza, la professoressa Cattaneo aveva visitato i laboratori del Centro di ricerca clinica e traslazionale “Gaia” del Dipartimento di Medicina. Ad accompagnarla sono stati: il direttore Gianluca Tell; il delegato dell’ateneo alla ricerca, Francesco Pitassio; il professor Leonardo Alberto Sechi, e i delegati dipartimentali alla ricerca, Alessandra Corazza, e all’internazionalizzazione, Teresa Gagliano.
Il convegno scientifico si tiene fino al 23 ottobre, nell’aula T9 di Palazzo di Toppo Wassermann a Udine (via Gemona 92). Partecipano una ottantina di studiosi europei e dottorandi dell’ateneo friulano. Hanno introdotto i lavori il delegato dell’ateneo alla ricerca, Francesco Pitassio, il direttore del Dipartimento di Medicina, Gianluca Tell, il responsabile dei due progetti, Carlo Vascotto, e Eugen Stulz, dell’Università di Southamton, coordinatore del progetto On-Tract.
Il meeting rientra nell’attività di due progetti di ricerca europei dell’Università di Udine, di cui uno guidato dall’ateneo. Si tratta di uno studio sullo sviluppo di biotecnologie innovative per diagnosi e terapie di nuova generazione (Int2Act) finanziato da Bruxelles con 4,5 milioni di euro. È coordinato dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Medicina coordinato da Carlo Vascotto. Prevede l’utilizzo degli acidi nucleici, che hanno aperto nuove prospettive cliniche: dall’immunoterapia oncologica alla diagnosi delle malattie infettive fino al trattamento delle malattie rare. Il progetto è fra i primi sette finanziati dall’Unione europea nel settore “Scienze della vita” del programma “Marie Sklodowska-Curie”.
Il secondo progetto europeo (On–Tract), sempre con il gruppo di ricerca di Carlo Vascotto, punta a terapie oncologiche innovative per la medicina personalizzata basate sugli oligonucleotidi. Si tratta di brevi sequenze geniche degli acidi desossiribonucleico (Dna) e ribonucleico (Rna). Anche questa ricerca è stata finanziata dal programma di eccellenza “Marie Skłodowska-Curie” che vi ha investito 4,4 milioni di euro.