Alla giovane aspirante giornalista, il riconoscimento promosso da Fondazione Golinelli con il Master in Giornalismo dell’Università di Bologna. Al centro del suo articolo, il ruolo delle api negli ecosistemi urbani.

È Giulia Goffredi, 28 anni, originaria di Udine, la vincitrice della terza edizione del Premio giornalistico “Divulgare la scienza”, promosso da Fondazione Golinelli in collaborazione con il Master in Giornalismo dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Alla giovane giornalista è stato assegnato il primo premio, del valore di 1.500 euro, per l’articolo “Api in città, una preziosa convivenza”, dedicato al ruolo degli impollinatori e alle possibilità di favorire la loro presenza anche negli ambienti urbani.

L’elaborato parte da una presenza familiare, ma spesso sottovalutata, per raccontare quanto le api siano importanti per la biodiversità e la produzione alimentare. Il lavoro approfondisce anche l’esperienza di Beeing, start-up di Faenza che ha sviluppato un’arnia pensata per l’apicoltura urbana, e le potenzialità di questi insetti nel monitoraggio degli inquinanti ambientali. Un percorso che collega ricerca, innovazione e vita quotidiana, mostrando come la tutela degli impollinatori sia strettamente legata agli equilibri degli ecosistemi.

Il Premio, giunto alla terza edizione, ha coinvolto gli studenti del biennio 2025-2026 del Master in Giornalismo dell’Università di Bologna, invitandoli a realizzare articoli inediti capaci di affrontare temi scientifici con accuratezza e chiarezza, rendendoli accessibili a un pubblico ampio.

Il secondo premio, del valore di 1.000 euro, è andato a Federico Mosca, di Cagliari, per un articolo che esplora la fisica e la fisiologia alla base delle prestazioni del cestista Victor Wembanyama. Terzo posto per Sofia Civenni, 26 anni, di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, con un approfondimento sulle sfide dell’intelligenza artificiale nella diagnostica medica.

Con questa iniziativa, Fondazione Golinelli intende promuovere una divulgazione scientifica capace di coniugare rigore, accessibilità ed efficacia narrativa, incoraggiando le nuove generazioni di giornalisti a raccontare la ricerca e le sue ricadute sulla società.