Fiume guarda all’Adriatico
Fiume ha ritrovato nei lavori degli studenti le tracce dei propri rapporti con Venezia e con le altre comunità adriatiche. Il 21 ottobre, alla Scuola Media Superiore Italiana, è stata inaugurata la mostra «Serenissima Patrimonio Culturale dal Veneto all’Istria, in Dalmazia, Quarnero e Venezia Giulia». Quindici pannelli hanno portato al centro dell’incontro ricerche, documenti e immagini di un patrimonio condiviso. La cerimonia ha riunito rappresentanti istituzionali, partner, docenti e studenti, seguita da un piccolo rinfresco.
Una città di scambi
Fiume occupa un posto preciso nel racconto. Appartenente agli Asburgo, subì una breve occupazione veneziana nel 1508 e un nuovo attacco nel 1509. Il suo rapporto con la Serenissima passò attraverso vicinanza, commercio, concorrenza e conflitto. Le ricerche degli studenti seguono questa complessità, mostrando una città partecipe della circolazione adriatica pur dentro una storia politica distinta. La pianta prospettica di Giorgio Widman del 1671 accompagna il viaggio nel porto e nel suo territorio.

Merci e fondamenta
Legno, ferro, grano e pellame, ma anche pesce, sale, vino e seta collegavano Fiume alla laguna e all’entroterra. Con i prodotti viaggiavano persone, tecniche e conoscenze. Gli studenti richiamano Venezia come una «foresta capovolta», sostenuta anche dal legname dell’Istria, del Quarnero e del Velebit. Il Bosco di San Marco a Montona e la pietra istriana raccontano una filiera di taglialegna, cavatori, trasportatori e artigiani. Le fondamenta veneziane diventano così una testimonianza del lavoro cooperativo tra i territori adriatici.
Tersatto e i Frangipani
Il castello di Tersatto porta dentro il percorso la memoria dei Frangipani, o Frankopan. Conti di Veglia, estesero i loro domini sulla costa e nell’entroterra, intrecciando rapporti con Venezia e con il mondo croato-ungherese. Il catalogo affianca alla storia politica quella delle lingue e dei libri. Nel 1661 Ana Katarina Frankopan-Zrinski pubblicò a Venezia, alla tipografia Babiani, il libro di preghiere «Putni tovaruš», «Compagno di viaggio». Una testimonianza della circolazione della cultura scritta croata attraverso l’editoria veneziana.
Le isole in viaggio
Da Fiume lo sguardo raggiunge Veglia, Cherso, Ossero e Lussino. A Lepanto, nel 1571, combatterono la galea vegliota «Cristo Ressussitato», comandata da Ludovico Cicuta, e la «San Nicola» di Cherso e Ossero, guidata da Kolane Draža. La difesa delle rotte collega invece Segna e Lussingrande a Gradisca, teatro della guerra degli Uscocchi del 1615-1617. Porti, torri e fortificazioni restituiscono il ruolo delle comunità costiere nei conflitti e nella navigazione.
Arte, musica e sapori
Altri legami passano per le opere e la vita quotidiana. A Lussingrande la tavola di Bartolomeo Vivarini, donata dal capitano Gasparo Craglietto, racconta il collezionismo dei naviganti. Gli organi veneziani di Gaetano Callido uniscono Lussingrande e Lussinpiccolo. A Gorizia le forme gotico-veneziane di Casa Rassauer, il Carnevale e il bacalà alla cappuccina mostrano influenze accolte e trasformate. Il Leone marciano, presente anche a Tersatto, collega il percorso alle testimonianze di Ossero, Gorizia e Zara.
Le voci del progetto
“Le ricerche hanno reso gli studenti protagonisti – afferma il preside del Liceo Orjen Petković – Studiare Fiume e il Quarnero significa conoscere il territorio e confrontarsi con le altre comunità adriatiche, un valore importante che fa crescere i giovani”.
“Il Liceo apre le porte alla città, Fiume racconta un Adriatico di scambi e relazioni – spiega Vittorio Baroni, autore e coordinatore del progetto – le ricerche collegano il patrimonio alle persone e aprono nuove possibilità di collaborazione europea”.
“Gli studenti hanno studiato Fiume e le isole del Quarnero – spiega Dario Ban, professore coordinatore del Liceo – ricostruendo i legami economici, culturali e linguistici con Venezia. Il nostro dialetto fiumano, appartenente alla lingua veneta, testimonia una relazione che attraversa molti secoli”.
“Il progetto racconta i legami tra Venezia e Fiume – afferma Moreno Vrancich della Comunità degli Italiani di Fiume – e l’influenza veneta nell’arte e nella lingua. La traduzione in croato farà conoscere questa storia a un pubblico ampio”.
Il gemellaggio continua
La tappa fiumana ha ripreso il filo del 6 maggio 2025, quando quasi duecento studenti si incontrarono a Palazzo Modello per presentare i lavori e sottoscrivere un gemellaggio permanente, prima della festa sulla nave Marina. La rete comprende scuole e comunità di Venezia, Treviso, Rovigno e Pola, la Fondazione Archivio Vittorio Cini e l’ANVGD di Venezia. Capofila è la Fondazione ENGIM Veneto, con il contributo della Regione del Veneto ai sensi della L.R. 39/2019. L’Università di Zara cura il monitoraggio scientifico e indica nuove prospettive di cooperazione negli studi letterari e linguistici. Il confronto tra ricerche unisce storia, arte e vita quotidiana delle comunità dell’Adriatico.
Le tappe della mostra
Prima di Fiume, la mostra è stata ospitata all’ISISS D’Annunzio Fabiani di Gorizia, dove è stata inaugurata il 13 ottobre. Al Liceo di Fiume resta aperta fino al 28 ottobre. Il percorso prosegue quindi alla Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo, con inaugurazione il 28 ottobre alle 17.30 e apertura fino al 4 novembre. L’ingresso è libero.