Sina (Confcommercio): «L’elettrico alternativa da valutare»
Il mercato dell’auto in Friuli Venezia Giulia chiude settembre con il segno più. Le immatricolazioni raggiungono quota 2.021, contro le 1.797 dello stesso mese del 2025, con una crescita del 12,5%. Il bilancio dei primi nove mesi conferma l’andamento positivo: tra gennaio e settembre sono state immatricolate 17.828 vetture, rispetto alle 16.263 dell’anno scorso, con un incremento del 9,6%.
Un risultato da leggere, tuttavia, con attenzione. «L’aumento del 10% non è reale, perché noi concessionari facciamo tutti tante “chilometri zero” per sostenere il mercato», osserva Giorgio Sina, capogruppo Auto Moto e Ricambi di Confcommercio Fvg e Udine. «Comunque – aggiunge – quello che conta è guardare questa fotografia in positivo. Il lavoro, tutto sommato, non sta andando male». A fronte di un mercato che tiene, precisa ulteriormente, «la richiesta da parte dei privati rimane solita, ma una parte importante degli acquisti è riconducibile alle aziende e al noleggio».
Trieste accelera, Pordenone in controtendenza
L’analisi territoriale mostra un quadro differenziato. È Trieste a registrare la crescita più marcata: a settembre le immatricolazioni sono state 473, contro le 319 del 2025, con un balzo del 48,3%. Nei primi nove mesi la provincia raggiunge 3.740 vetture, in aumento del 26,8% rispetto alle 2.949 dell’anno precedente.
Positivo anche l’andamento di Udine, che si conferma il principale mercato provinciale per volumi: 831 immatricolazioni a settembre, il 10,4% in più rispetto alle 753 del 2025. Da gennaio a settembre sono 7.767, contro 7.071, con una crescita del 9,8. Gorizia segna a settembre un +14,1%, con 194 vetture rispetto a 170, e un +8,7% nel cumulato, arrivato a 1.634 auto. In controtendenza Pordenone, dove settembre chiude a 523 immatricolazioni, in calo del 5,8% sulle 555 dell’anno scorso. Nei primi nove mesi la flessione è più contenuta: 4.687 vetture contro 4.740, pari a -1,1%.
Carburanti cari, cresce l’interesse per l’elettrico
Tra i cambiamenti del mercato, Sina segnala, nel contesto della conferma degli storici marchi europei e italiani, l’avanzata dell’offerta cinese e invita a considerare con maggiore attenzione le auto elettriche, anche alla luce del costo dei carburanti. «Ci sono macchine più abbordabili e l’utente si avvicina di più», rileva. Secondo le sue stime, elettrico e plug-in insieme rappresentano ormai circa il 10% delle immatricolazioni, rispetto al 5-6% dell’anno precedente.
Il maggior prezzo d’acquisto resta un ostacolo, ma il confronto va fatto anche con le ibride. E dunque, «per chi usa la macchina in città o fa brevi spostamenti, oggi che ci sono più colonnine e più risorse, pur senza trascurare l’ibrido, l’elettrico potrebbe essere una valida alternativa visto il caro del carburante. Quello che non manca sono le agevolazioni ad hoc per cambiare l’auto».
Una scelta da valutare in base alle abitudini di guida, dunque, considerando autonomia, disponibilità di ricarica e costi di utilizzo. Per Sina, in sintesi, «la sfida resta ora trasformare la tenuta del mercato in una domanda più solida anche da parte delle famiglie».