Vittoria strappata dal Venjulia Rugby Trieste sul prato del Nuovo Foro Boario al cardiopalma. Due su due in avvio di campionato, ma questa pesa come un macigno, perché arrivata quando l’ossigeno era finito e la logica suggeriva la resa, non nel rugby, non per Trieste.

I Grifoni Oderzo aspettavano i giuliani al varco, pronti a bagnare l’esordio casalingo prendendosi lo scalpo di chi, l’anno scorso, ha sfiorato la Serie B e l’avvio ha confermato il copione. Un match spigoloso, ruvido, dove ogni metro è costato fatica e sudore. I padroni di casa sbloccano il tabellino sul 3-0 con un calcio di punizione, ma Trieste risponde di nervi e cinismo, trovando la via della meta con Alvise Ferrarese per chiudere un primo tempo bloccato sul 7-6.

È nella ripresa, però, che la partita si trasforma in una scalata tutt’altro che semplice. La tensione sale, la lucidità del Venjulia si annebbia. Due leggerezze — un placcaggio alto di Antonio Sandri e un intervento su palla al volo del neo-entrato Tiziano Godina — si traducono in due cartellini gialli. Venti minuti di inferno in inferiorità numerica. Oderzo fiuta il sangue, spinge sull’acceleratore e a cinque minuti dal termine infila il calcio di punizione che vale il sorpasso: 9-7 in favore dei padroni di casa.

Sembra l’epitaffio di una domenica storta. Ma è proprio nel momento più buio che il Venjulia getta la maschera e mostra il suo vero volto. E in questa metamorfosi brilla la stella di Michele Prata, volto nuovo del roster triestino. Arrivato per rinforzare le fila, Prata ha scelto la via più dura per farsi conoscere, una partita passata a placcare, a mettere il dubbio agli avversari ergendo un muro umano che gli è valso il titolo di Man of the Match. È anche grazie alla sua prestazione di livello che la squadra non è crollata mentalmente e fisicamente.

L’orologio segna l’ottantesimo. La rabbia diventa feroce lucidità tattica. Il pacchetto di mischia giuliano prende in mano il destino della squadra, innescando una maul avanzante devastante. Venti metri macinati nel fango, un carro armato che travolge la difesa veneta fino a schiantarsi oltre la linea di meta con il trequarti Gratton. La trasformazione sigilla il 14-9.

Le parole dello staff tecnico (Kelemenic -head coach- , Iachelini -trequarti-, Pignataro -difesa-, Bregant -touche-) a fine gara tracciano la rotta: “I ragazzi hanno tenuto duro quando serviva, ma i due gialli sono ingenuità che dobbiamo eliminare. Stiamo vincendo uscendo dai nostri problemi, lavoreremo duro sulla pulizia dei punti d’incontro e sulla distribuzione”. 

La testa è già a domenica prossima, a Pasian di Prato. 

Non sarà una trasferta qualunque; sarà il primo vero crocevia della stagione. Sarà un derby ad alta tensione contro l’attuale capolista.

Dieci punti per i friulani, otto per i giuliani. Le due formazioni si sono già annusate in un test match di pre-season, ma il clima amichevole è ormai archiviato. Pasian schiera un quindici giovane, dinamico e capace di imporre ritmi importanti. Il Venjulia risponderà con la solidità di un gruppo rodato che ha appena sbancato Oderzo affidandosi a una mischia dominante.

 Serviranno sicuramente disciplina e cinismo per disinnescare la loro velocità, violare il campo friulano e andare alla pausa guardando tutti dall’alto.

Formazione:

1 GALANTE 

2 SOSSI 

3 LIVOTTI 

4 MICCOLI 

5 GAVINELLI 

6 BOLTAR CAP.

7 FERRARESE 

8 CAPUZZO 

9 SANDRI 

10 UNGARO T.

11 PRATA 

12 NOBILI 

13 TULLIANI 

14 SGUBIN 

15 GRUDINA 

A DISPOSIZIONE 

16 FELTRIN 

17 CAPPIO

18 FRACASSI 

19 TOMMASINI S. 

20 GRATTON 

21 GODINA 

22 ZORNADA 

23 DECARLI

24 GRASSI