LUNEDÌ 2 NOVEMBRE LA PRESENTAZIONE PUBBLICA DEL RACCONTO VINCITORE DI ALESSANDRO MARZO MAGNO, DEDICATO PROPRIO ALLA CITTADINA LAGUNARE.
Il Premio Letterario Friuli Venezia Giulia “Il racconto dei luoghi e del tempo” arriva, in questa edizione 2026, nei luoghi che hanno ispirato l’opera del suo vincitore: lunedì 2 novembre, alle 18.00, la suggestiva Sala Vecchia Pescheria di Marano Lagunare accoglierà l’incontro di presentazione del racconto “Quando Marano è diventato l’ombelico del mondo“, firmato dal saggista e divulgatore veneziano Alessandro Marzo Magno, vincitore della 7^ edizione del prestigioso riconoscimento istituito dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con la collaborazione di Fondazione Pordenonelegge.it.

Il Premio era stato consegnato all’autore lo scorso settembre nella cornice della 27^ edizione di pordenonelegge, Festa del libro e della libertà. In quell’occasione, il volume, pubblicato dalle edizioni Italo Svevo, era stato svelato in anteprima. Ora, con un percorso circolare di profondo significato, le pagine scritte per l’occasione arrivano proprio nella comunità a cui sono dedicate, restituendo alla memoria locale un capitolo straordinario del proprio passato. Un frangente storico che ha visto la cittadina della laguna friulana al centro di una controversia in cui erano in gioco non solo Venezia e il mondo asburgico, ma anche la Francia e, in parte, la Chiesa. All’incontro di Marano Lagunare, con l’autore Alessandro Marzo Magno, Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge, e Michelangelo Agrusti, Presidente della Fondazione Pordenonelegge.it. Il valore del Premio, presieduto dal Governatore FVG Massimiliano Fedriga, risiede proprio in questa missione: affidare a grandi firme della letteratura il compito di esplorare e narrare i territori meno celebrati ma ricchissimi di fascino del Friuli Venezia Giulia, avvicinandoli ai cittadini e ai visitatori. Alessandro Marzo Magno succede ai vincitori delle passate edizioni: Valerio Massimo Manfredi, Melania Mazzucco, Marco Balzano, Mariolina Venezia, Diego Marani e Giuseppe Lupo. L’appuntamento del 2 novembre offrirà dunque un momento di significativa restituzione culturale per Marano Lagunare, l’occasione per ritrovare un tempo in cui la laguna divenne, a tutti gli effetti, il centro nevralgico della grande storia europea. L’ingresso all’incontro è libero e aperto a tutti, per chi lo desidera è possibile prenotare l’accesso attraverso la piattaforma online ufficiale mypnlegge.
Alessandro Marzo Magno nel racconto “Quando Marano è diventato l’ombelico del mondo” dà ampia prova della sua capacità di far dialogare il rigore della ricerca documentaria con una narrazione vivace, brillante, arricchita di affilata ironia. E ci proietta indietro nel tempo di ben cinque secoli, nel biennio cruciale 1542-1543. In quegli anni, la cittadina della laguna friulana si ritrovò al centro di una fitta rete di controversie internazionali, diventando una sorta di “Danzica dell’Adriatico”, una piazzaforte strategica contesa ferocemente tra le più grandi potenze dell’epoca: la Repubblica di Venezia, l’Impero asburgico, la Francia e il Patriarcato, espressione della Chiesa. Intorno a questo fulcro narrativo, l’autore fa scorrere le vicende umane e storiche di Marano, rintracciandone i segni ancora perfettamente visibili nell’urbanistica attuale, nella geografia lagunare e nelle vestigia storiche del borgo.