Sistema Ecolight: «Meno acquisti usa e getta e più attenzione a dove buttiamo i prodotti a fine vita»
Costumi e maschere, luci decorative, zucche elettroniche, gadget sonori, addobbi e accessori in plastica. Halloween dura una notte, ma molti degli oggetti acquistati per festeggiarlo rischiano di avere una vita utile altrettanto breve. In vista del 31 ottobre, Sistema Ecolight, il network che riunisce i consorzi specializzati nella gestione dei beni a fine vita e nei sistemi di responsabilità estesa del produttore (Ecolight, Ecotessili ed Ecopolietilene), richiama l’attenzione sul consumo legato alle ricorrenze e propone alcune semplici indicazioni per ridurre i rifiuti e gestire correttamente ciò che non può più essere utilizzato.
Halloween è ormai entrato stabilmente nelle abitudini degli italiani. Il 61% partecipa alla ricorrenza e la spesa per gli acquisti nel canale retail si attesta intorno ai 300 milioni di euro (fonte: Ipsos per Confesercenti, 2025). «Halloween è un esempio particolarmente evidente di consumo stagionale: in pochi giorni acquistiamo oggetti molto diversi, alcuni dei quali rischiano di essere utilizzati una sola volta e poi dimenticati o buttati – osserva Giancarlo Dezio, direttore generale dei consorzi del Sistema Ecolight –. Il primo invito è quindi molto semplice: prima di comprare qualcosa di nuovo, chiediamoci se possiamo riutilizzare ciò che abbiamo già, scambiarlo, acquistarlo di seconda mano o scegliere un prodotto che possa durare per più anni. E quando un oggetto arriva davvero a fine vita, è importante non gettare tutto nello stesso contenitore. Perché una corretta raccolta differenziata permette di dare ai rifiuti una seconda vita, riciclandoli o recuperando i materiali di cui sono fatti».

Costumi: meglio una seconda vita
Il problema dell’iperconsumo e dell’iperproduzione di rifiuti è particolarmente evidente per l’abbigliamento di Halloween. Eppure, costumi, mantelli e cappelli, nonché borse, accessori, calzature e decorazioni in tessuto possono avere una vita ben più lunga di una festa. Se sono ancora utilizzabili, la prima scelta dovrebbe essere conservarli, riutilizzarli, scambiarli o donarli. Quando diventano effettivamente rifiuti, devono invece essere conferiti attraverso la raccolta differenziata dei tessili, verificando le modalità previste dal proprio Comune.
Luci, zucche animate e giochi: attenzione ai RAEE
Il gadget si illumina? Emette suoni? Si muove o funziona grazie a elettricità o batterie? Allora, quando viene dismesso, diventa un RAEE, ossia un rifiuto da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Possono essere molto piccoli, e sono ovunque: catene luminose, decorazioni elettroniche, giocattoli sonori o animati e altri articoli alimentati elettricamente o a batteria (portatile o meno).
Non devono essere gettati nell’indifferenziato, ma portati ai centri di raccolta comunali oppure consegnati ai rivenditori: in modalità 1 contro 1, acquistando una nuova apparecchiatura equivalente, oppure, 1 contro 0 per i RAEE fino a 25 centimetri nei punti vendita più grandi. Se pile e batterie sono facilmente removibili, devono essere separate dall’apparecchio e conferite negli appositi contenitori.
«Possono sembrare oggetti insignificanti, e spesso non vengono nemmeno riconosciuti come RAEE, ma se vengono avviati correttamente alla raccolta abbiamo la possibilità di recuperare i materiali che contengono – prosegue Dezio –. Nei RAEE sono presenti metalli e altri elementi critici (le cosiddette “terre rare”) è fondamentale recuperare e reimmettere nei processi produttivi».
Plastica: non tutto va nel contenitore degli imballaggi
Maschere, decorazioni, accessori e piccoli oggetti per feste possono essere realizzati interamente o in parte in plastica. Anche in questo caso la prima regola è prolungarne il più possibile l’utilizzo: una decorazione conservata e riutilizzata negli anni non diventa un nuovo rifiuto a ogni Halloween. Quando arriva il momento di disfarsene, occorre ricordare che per gli oggetti in plastica che non sono imballaggi è necessario verificare le indicazioni del proprio Comune e, dove previsto, rivolgersi al centro di raccolta. In questo modo i vari polimeri di cui sono composti, fra cui il polietilene, potranno avere una nuova vita.
«RAEE, batterie, tessili e beni in polietilene seguono filiere differenti, ma il principio è lo stesso – conclude Dezio –: usare gli oggetti il più a lungo possibile e, quando diventano rifiuti, farli arrivare alla filiera corretta affinché i materiali possano essere recuperati e riciclati. È un’attenzione che vale tutto l’anno, ma una festa basata su tanti acquisti concentrati in pochi giorni è una buona occasione per ricordarlo».
Sistema Ecolight – Insieme per la sostenibilità: Sistema Ecolight unisce forze, competenze e professionalità nel campo della gestione dei rifiuti per accompagnare le aziende in un reale processo circolare. Il network include i consorzi EPR Ecolight (RAEE e pile), Ecopolietilene (beni in polietilene), Ecotessili (prodotti tessili) ed Ecoremat (ingombranti), oltre alla società di servizi Ecolight Servizi. www.sistemaecolight.it