Apre il 14 novembre 2026 negli spazi di Palazzo Contarini di San Paternian, noto per la celebre Scala Contarini del Bovolo – uno dei gioielli architettonici nascosti di Venezia – la mostra Le parole e le cose, a cura di Luca Berta, Daniele Capra e Francesca Giubilei, pensata e organizzata per celebrare i primi 15 anni di CASADOROFUNGHER, agenzia di comunicazione specializzata nella promozione di progetti culturali, attraverso una selezione di oltre 30 opere dalla collezione aziendale creata dalle due fondatrici, Elena Casadoro Kopp e Francesca Fungher, tra cui lavori di Giulio Alvigini, Matteo Attruia, H-E-C-K, Giovanni Morbin, Penzo+Fiore, Eleonora Rinaldi, Pierluigi Slis, Lucia Veronesi.

Con Le parole e le cose, CASADOROFUNGHER sceglie di celebrare il proprio anniversario dando voce alle opere e agli incontri che hanno accompagnato il percorso delle titolari e di tutto il team. La mostra è concepita come un vero e proprio ritratto dello studio di comunicazione, perché rappresenta due aspetti centrali dell’attività: la parola e le relazioni. Comunicare l’arte significa infatti trovare il modo migliore per far parlare le opere e i protagonisti, cercando un equilibrio tra il rispetto della complessità dei linguaggi artistici e la necessità di renderli accessibili.

Il titolo della mostra richiama il celebre saggio di Michel Foucault, pubblicato nel 1966, nel quale il filosofo francese indaga le trasformazioni storiche del rapporto tra linguaggio, rappresentazione e conoscenza. Un riferimento che diventa lo spunto per interrogarsi sul legame tra ciò che vediamo, ciò che diciamo e il modo in cui costruiamo il significato delle cose. In un presente dominato dalla sovrabbondanza delle immagini, dalla velocità della comunicazione e dalla continua produzione di contenuti, la mostra invita così a riflettere sul valore delle parole e sulla qualità delle relazioni che esse sono capaci di generare.

Da questa riflessione prende forma il percorso espositivo, articolato in due sale complementari, ciascuna dedicata a uno degli elementi fondanti del progetto. La prima – chiamata la Sala del Tintoretto perché ospita permanentemente un bozzetto preparatorio de Il Paradiso, il grande dipinto di Tintoretto esposto a Palazzo Ducale, firmato del maestro e qui incluso nel percorso espositivo – ospita opere originate dall’uso della parola e del linguaggio, ovvero dagli strumenti di lavoro che innescano idealmente tutte le connessioni che si attivano nel lavoro di comunicazione. La seconda sala è invece dedicata alle relazioni e presenta un’ampia selezione di lavori che rispecchia il grado di casualità, contingenza e imprevedibilità delle relazioni umane. 

14 novembre 2026-14 febbraio 2027
Scala Contarini del Bovolo, Venezia
A cura di Luca Berta, Daniele Capra e Francesca Giubilei

Anteprima stampa: 13 novembre, ore 11.30
Inaugurazione: 13 novembre, ore 17-19