Il sindaco Roberto Dipiazza ha consegnato il Crest del Comune di Trieste a sua eccellenza Melita Gabrič, ambasciatrice della Repubblica di Slovenia in Italia, che nella nostra città e in Friuli Venezia Giulia sta svolgendo il suo viaggio ufficiale di inizio mandato, come da lei stessa riferito durante l’incontro, avvenuto questo pomeriggio nel Salotto Azzurro del Palazzo Comunale.

A nome della città, il sindaco Roberto Dipiazza ha accolto sua eccellenza Melita Gabrič, si è congratulato per il nuovo incarico e le ha augurato buon lavoro, presentandole il pluridecennale impegno dell’Amministrazione Municipale nella promozione della cooperazione transfrontaliera e del dialogo tra le diverse comunità nazionali e religiose che convivono a Trieste: un processo che alla fine è riuscito a chiudere il Novecento, nelle parole del primo cittadino, nel momento in cui nel 2020 i due Presidenti di Italia e Slovenia – Sergio Mattarella e Borut Pahor – si tennero per mano dinanzi ai luoghi della memoria nella località di Basovizza, durante un incontro di massimo livello passato alla storia per il suo profondo messaggio di pace.

Durante il ricevimento in Salotto Azzurro, che si è svolto in un clima positivo e cordiale, hanno trovato spazio non solo storia e memoria ma anche presente e futuro, nell’auspicio di una sempre maggiore cooperazione economica e culturale tra i due Paesi, grazie anche al ruolo speciale ricoperto da Trieste, città di confine: in particolare modo, il sindaco Roberto Dipiazza ha illustrato a sua eccellenza Melita Gabrič il progetto di rigenerazione urbana tri-generazionale per il Porto Vecchio-Porto Vivo, con cui l’Amministrazione sta trasformando l’antico scalo marino di origine asburgica in un nuovo rione dalle caratteristiche uniche, al punto di aver già ottenuto riconoscimenti di eccellenza a livello mondiale.

L’ambasciatrice Melita Gabrič ha infine scritto una dedica sul Libro d’Oro del Comune di Trieste: “Grazie mille per il caloroso benvenuto. Siamo vicini, ma non solo vicini geografici. Condividiamo il nostro passato e il nostro futuro”.