Una casa nuova, una comunità che accoglie. È questo il messaggio che ha accompagnato oggi, l’inaugurazione del nuovo complesso residenziale realizzato da Ater Udine in via Eritrea 5 – 7. Una giornata che ha segnato un passaggio importante per tutto il quartiere: l’avvio di una nuova fase per 39 famiglie assegnatarie e il riconoscimento di un percorso di rigenerazione che, accanto alla qualità edilizia, ha messo al centro le persone, le relazioni e la partecipazione.
L’intervento, con un investimento complessivo di 11 milioni di euro, rientra nel programma Verde Sicuro e Sociale del Piano Nazionale Complementare al PNRR, all’interno del più ampio progetto comunale di rigenerazione del quartiere San Domenico. L’edificio di via Eritrea si inserisce nel programma di rigenerazione urbana del quartiere San Domenico promosso dal Comune di Udine. Il lotto, identificato come isolato D e compreso tra via della Faula, via Massaua, via Eritrea e via Asmara, ospitava tre fabbricati residenziali vetusti, caratterizzati da criticità strutturali e igienico-sanitarie e da una distribuzione degli spazi non più adeguata alle esigenze abitative contemporanee. L’intervento ha previsto la demolizione degli edifici esistenti e la costruzione di un unico nuovo fabbricato interamente destinato alla residenza pubblica, senza nuovo consumo di suolo. Il complesso si sviluppa su quattro livelli fuori terra, con un piano interrato parziale, ed è articolato in tre corpi scala per complessivi 39 alloggi, rispetto ai 28 esistenti in precedenza, pensati per rispondere a diverse tipologie di nuclei familiari. La progettazione ha riguardato non soltanto la funzionalità degli appartamenti, ma anche la qualità architettonica, le prestazioni energetiche, il rapporto con gli spazi aperti e la sostenibilità delle soluzioni costruttive e gestionali. Il risultato è un intervento di sostituzione edilizia che rinnova il patrimonio pubblico e ripensa la relazione tra abitazioni, verde e contesto urbano. Un intervento che rinnova il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, coniugando sostenibilità ambientale, efficienza energetica e attenzione alla qualità dell’abitare.

Presenti all’inaugurazione e alla consegna degli alloggi, Cristina Amirante, assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio, la consigliera regionale Rosalia Capozzi, per il Comune di Udine il sindaco, Alberto Felice De Toni, il vice sindaco Alessandro Venanzi, gli assessori del Comune di Udine, Andrea Zini, Carlo Giacomello, Rosi Toffano con le consigliere, Giulia Manzan e Raffaella Palmisano. Per Ater Udine, Vanessa Colosetti e Lorenzo Puzzi, rispettivamente presidente e direttore dell’Azienda. Intervenuta anche Amalfia Rizzi, coordinatrice del Consiglio di Quartiere Partecipato.
“Con l’inaugurazione dei 39 nuovi alloggi Ater di via Eritrea restituiamo alla comunità del quartiere San Domenico un patrimonio abitativo completamente rinnovato, grazie a un investimento di 11 milioni di euro. È il risultato di un percorso avviato nel 2023 che oggi permette a 19 famiglie di tornare nel proprio quartiere e offre nuove opportunità abitative ad altri nuclei che erano in attesa di assegnazione. Un intervento di rigenerazione urbana che migliora la qualità dell’abitare e restituisce alla città spazi capaci di favorire le relazioni tra le persone”. Ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, nel suo intervento dopo aver portato i saluti del governatore Massimiliano Fedriga.
“Le politiche dell’abitare richiedono una programmazione di lungo periodo, perché i risultati degli investimenti hanno bisogno di tempo per manifestarsi – ha spiegato Amirante -. Questo intervento dimostra il valore di un percorso che, attraverso la collaborazione tra istituzioni e territorio, ha permesso di restituire ai residenti abitazioni più sicure, efficienti e accessibili. Al tempo stesso, la riqualificazione interessa un intero brano di città, con spazi destinati a favorire l’integrazione delle nuove famiglie nella vita del quartiere. Il confronto con la comunità ha rappresentato un elemento importante di questa esperienza – ha sottolineato l’assessore –. La partecipazione dei cittadini ha contribuito a definire spazi condivisi e a rafforzare il rapporto tra il nuovo complesso e il quartiere. È un metodo di lavoro che ritroviamo anche nella nuova Legge regionale sull’abitare, costruita valorizzando le esperienze maturate nei territori”.

Amirante ha quindi richiamato le principali innovazioni introdotte dalla Legge regionale 6 del 2026, che amplia gli strumenti a disposizione per rispondere alle diverse esigenze abitative della popolazione.
“Le necessità delle grandi città sono differenti da quelle dei territori montani o delle località costiere a vocazione turistica. Per questo abbiamo previsto la reintroduzione dei tavoli territoriali per l’abitare, che permetteranno agli enti locali e ai soggetti coinvolti di confrontarsi per individuare le priorità e orientare gli interventi sulla base delle effettive esigenze delle comunità”, ha evidenziato Amirante.
L’altra novità riguarda le agenzie per l’abitare, pensate per favorire l’incontro tra domanda e offerta e ampliare le possibilità di accesso alla casa, anche attraverso la valorizzazione degli immobili privati inutilizzati.
“Vogliamo costruire un sistema capace di accompagnare sia i proprietari che intendono mettere a disposizione i propri alloggi sia le persone che cercano una soluzione abitativa – ha aggiunto l’assessore – . La Regione sostiene anche la riqualificazione del patrimonio privato, affinché possa contribuire ad ampliare l’offerta abitativa. Le agenzie avranno un ruolo di raccordo tra i diversi soggetti, valorizzando la collaborazione con i Comuni, le Ater e gli enti del Terzo settore”.
L’assessore ha osservato che la bontà degli effetti della nuova normativa potranno essere apprezzati nel tempo, così come oggi diventano visibili i risultati degli investimenti avviati negli anni precedenti.
In conclusione, Amirante ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto da Ater Udine, ringraziando la presidente Vanessa Colosetti, il Consiglio di amministrazione, il direttore Lorenzo Puzzi e il personale dell’Azienda. Un riconoscimento è stato rivolto anche alle realtà associative e ai rappresentanti del quartiere che hanno partecipato al percorso di rigenerazione.
“Questa inaugurazione dimostra quanto sia importante il lavoro condiviso tra istituzioni e territorio. È attraverso questo confronto che possiamo continuare a sviluppare politiche abitative capaci di rispondere alle esigenze delle nostre comunità”, ha concluso Amirante.
Nel 2022 erano 63 i nuclei familiari interessati dal cambio di alloggio nell’ambito del percorso di riqualificazione dell’area. Di questi, 18 rientreranno nel nuovo complesso residenziale realizzato da Ater, mentre un altro nucleo familiare non ancora pronto al trasloco, rientrerà nell’edificio in fase di realizzazione da parte del Comune di Udine. I restanti nuclei familiari invece, hanno scelto di rimanere negli alloggi assegnati a suo tempo in occasione dei trasferimenti. Oggi, quindi la consegna di 39 alloggi alle 18 famiglie risiedevano già qui in precedenza e a 21 famiglie assegnatarie sulla base del bando n. 1/2025 di Ater Udine.

Il nuovo edificio raggiunge la classe energetica CasaClima A e presenta un involucro ad alte prestazioni, con un indice di efficienza pari a 16 kWh/m²a.
Gli impianti prevedono pompe di calore e climatizzazione centralizzata estiva e invernale. All’esterno, il complesso è organizzato attorno a un giardino centrale, con aree verdi, giardini privati e parcheggi drenanti.
Ma il valore dell’intervento non si esaurisce nelle caratteristiche architettoniche e tecnologiche: via Eritrea racconta anche un modo di intendere la rigenerazione urbana come occasione per rafforzare i legami tra le persone e il territorio.
Si tratta infatti, di un progetto costruito insieme al quartiere: un percorso di trasformazione ha coinvolto residenti, istituzioni, scuole, associazioni e realtà sociali del territorio. Un dialogo che ha accompagnato il cambiamento e contribuito a trasformare le iniziali preoccupazioni in occasioni concrete di collaborazione.
La partecipazione ha preso forma attraverso esperienze diverse attraverso il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Malignani nella progettazione del giardino o i disegni realizzati dai bambini della scuola primaria San Domenico per dare il benvenuto ai nuovi inquilini fino alla valorizzazione del roseto storico, curato dalla Comunità Piergiorgio. Il recupero e il riuso di materiali di cantiere hanno contribuito infine, a creare nuovi spazi di incontro: la base di una vecchia gru è stata trasformata in una grande scacchiera, mentre i pezzi degli scacchi sono stati realizzati dai ragazzi della Fondazione Casa dell’Immacolata utilizzando del legno messo a disposizione da Ater.
Un progetto nel progetto, che ha trovato un momento significativo proprio durante la giornata di consegna dei nuovi alloggi Ater, con l’inaugurazione della scacchiera con lo svolgimento di una partita in simultanea a cura del Comitato Regionale Scacchi del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con i circoli scacchistici di Udine.
Il valore della partecipazione. “Con via Eritrea dimostriamo che la rigenerazione del patrimonio pubblico può andare oltre la dimensione edilizia e diventare un’opportunità per tutto il territorio – ha detto Vanessa Colosetti, presidente di Ater Udine –. Abbiamo realizzato nuovi alloggi, efficienti e sostenibili, ma abbiamo anche creduto nel valore della partecipazione e nella capacità di una comunità di accompagnare il cambiamento – ha continuato Colosetti–. Il contributo delle scuole, delle associazioni, delle realtà sociali e del Quartiere San Domenico ha arricchito questo percorso, aiutandoci a costruire non soltanto nuovi spazi, ma occasioni di incontro e condivisione. Oggi il nostro augurio è che i nuovi residenti – ha concluso la presidente – possano trovare in via Eritrea non solo una casa, ma un luogo in cui sentirsi davvero a casa”.
La giornata è iniziata alle ore 11 con il benvenuto del Quartiere San Domenico ai nuovi residenti e un momento di accoglienza dedicato alla comunità. È seguita la presentazione del progetto del Consiglio di Quartiere “Dove ti senti a casa?”, e delle esperienze di partecipazione che hanno coinvolto residenti, istituzioni, studenti e realtà associative del territorio. Il progetto ha visto infatti, Udine Solidale Anteas ODV nel ruolo di capofila di una rete di realtà associative e territoriali, come: Comunità Piergiorgio, Parrocchia San Domenico, Fondazione Casa dell’Immacolata don Emilio De Roja, Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale, Nuovi Orizzonti, Circolo Culturale Ricreativo APS, Circolo Legambiente Udine APS, Coesi APS e I Nostri Diritti APS.
Spazio quindi alla nuova grande scacchiera, simbolo di riuso e socialità, con lo svolgimento di una partita simultanea a cui ha dato il via sindaco del Comune di Udine, Alberto felice De Toni, organizzata dal Comitato Regionale Scacchi del Friuli-Venezia Giulia insieme ai circoli scacchistici udinesi.
Quindi la cerimonia inaugurale alla presenza delle istituzioni e la consegna delle chiavi ai nuovi assegnatari dei 39 alloggi, seguite dalla visita al complesso residenziale.
Una giornata che ha celebrato il risultato di un intervento di rigenerazione e, allo stesso tempo, aperto le porte a una nuova storia da vivere insieme. Una casa nuova, una comunità che accoglie.

DATI TECNICI DI SINTESI
| Voce | Dato |
| Programma | programma Verde Sicuro e Sociale del Piano Nazionale Complementare al PNRR, all’interno del più ampio progetto comunale di rigenerazione del quartiere San Domenico |
| Ambito di intervento | Isolato D, tra via della Faula, via Massaua, via Eritrea e via Asmara |
| Riferimenti urbanistici | Scheda norma “Ambito Quartiere San Domenico – B.15” e PRGC del Comune di Udine |
| Investimento complessivo | 11.000.000 euro |
| Alloggi realizzati | 39 |
| Superficie in proiezione a terra | 1.300 m² |
| Superficie netta riscaldata | 2.950 m² |
| Prestazione energetica | CasaClima Classe A |
| Efficienza dell’involucro | 16 kWh/m²a |
| Impianti | Pompe di calore elettriche per la climatizzazione centralizzata estiva e invernale alimentata da pannelli fotovoltaici (Potenza 20KW per vano scala) |
| Spazi esterni | Giardino centrale, aree verdi, giardini privati e parcheggi drenanti |
DATI SU NUCLEI FAMIGLIARI ASSEGNATARI DEI 39 ALLOGGI ATER UDINE IN VIA ERITREA 5-7
COMPOSIZIONE NUCLEI FAMILIARI
MONONUCLEO: 12
COPPIA: 1
COPPIA CON 1/+ FIGLI (MINORI O MAGGIORENNI): 3
COPPIA CON FIGLIO, NUORA E NIPOTE: 1
INTESTATARIO CON UNO O +FIGLI (MINORI O MAGGIORENNI): 18
INTESTATARIO CON ALTRO PARENTE (GENITORE/NIPOTE): 3
INTESTATARIO CON FIGLIO MAGGIORENNE E SUOCERA: 1
NUCLEI DI SOLI ANZIANI: 5
NUCLEI CON ANZIANI: 10
NUCLEI DI GIOVANI: 4 (Sono tutti nuclei composti dall’intestatario con uno o più figli minori)
Nota:
Per anziani si intendono persone che ad oggi hanno compiuto 65 anni.
Per giovani si intendono persone che ad oggi non hanno compiuto 35 anni.
Composizione nuclei familiari per genere
| INTESTATARI | GENERE |
| F | 25 |
| M | 14 |
Composizione nuclei familiari per cittadinanza
| INTESTATARI | CITTADINANZA |
| ITALIANA | 24 |
| COMUNITARIA | 1 |
| EXTRACOMUNITARIA | 14 |