foto Studio Sandrinelli
Esiste un filo sottile che lega le piante alla vita e alla memoria di un popolo. È fatto di profumi mai dimenticati, di gesti tramandati un tempo accanto al fuoco, di credenze che hanno viaggiato per secoli tra monti e valli, diventando oggi tradizioni capaci di accendere ancora emozioni e curiosità. La Carnia è tra i luoghi che custodiscono questo patrimonio prezioso e, per il suo nuovo progetto, il Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo lo ha trasformato in un cammino espositivo inedito, per restituirlo allo sguardo e al cuore di chi lo attraversa.

“Storie di erbe: un cammino tra magia, miti, focolare e credenze” è il titolo della mostra inaugurata questa mattina e visitabile fino al 31 dicembre 2026. Un viaggio profondo tra saperi antichi, credenze popolari e pratiche quotidiane attraverso nove sale del Museo, dove oltre cinquanta specie vegetali riprendono voce: oggetti, immagini, narrazioni popolari e testimonianze intrecciano il racconto di usi, significati e tradizioni che per generazioni hanno accompagnato la vita quotidiana delle comunità carniche e non solo. Un progetto organizzato dalla Presidente della Fondazione Museo Carnico Aurelia Bubisutti, ideato e curato da Anita Frison, Maria Nives Granzotti e Amanda Talotti, in collaborazione con Eleonora Malagnini e Lisa Menean.

Presenti all’inaugurazione Stefano Mazzolini, Vice Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Aurelia Bubisutti, Presidente della Fondazione Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani, Maria Nives Granzotti, naturopata, e Anita Frison, illustratrice.
Accanto alla mostra un vasto programma di incontri e attività, a partire proprio da questo weekend con la presentazione del libro “Anna dei rimedi” nell’ambito della quarta edizione del festival “Tolmezzo Vie dei Libri” (sabato 13 giugno alle ore 16.30, Sala Centro Servizi Museali) e l’appuntamento “Dalla foglia al foglio: passeggiata con acquarello botanico” in programma a Tolmezzo domenica 14 giugno a partire dalle ore 9.30.

“Negli ultimi anni il Museo Carnico ha scelto di approfondire il tema delle erbe, dei rimedi naturali e dei saperi botanici tradizionali perché rappresentano un punto di incontro straordinario tra ricerca, memoria, identità e contemporaneità. L’esperienza del 2024 e 2025 legata al “Manoscritto di Voynich” e al prezioso erbario “Gart der Gesundheit”, ci ha mostrato quanto questi argomenti siano capaci di suscitare curiosità e interesse anche nelle nuove generazioni, mettendo in dialogo discipline diverse: dalla storia all’etnobotanica, dalla medicina popolare alla letteratura, fino agli studi scientifici. Proseguire questo filone significa valorizzare uno dei patrimoni più affascinanti del Museo, ma anche riaffermare il nostro ruolo come luogo vivo di produzione culturale, aperto alla ricerca, al confronto e alla rilettura attuale delle tradizioni. La mostra “Storie di erbe” e il programma di eventi collaterali si inseriscono in questo percorso: un invito a riscoprire antiche conoscenze che ancora oggi continuano a parlarci e ad alimentare riflessioni sul rapporto tra uomo, natura e benessere”, sottolinea la Presidente del Museo, Aurelia Bubisutti.
Un viaggio alla scoperta della tradizione popolare
La mostra propone un viaggio alla scoperta del ricco patrimonio di conoscenze, pratiche e credenze legate al mondo delle piante, che per secoli hanno accompagnato la vita quotidiana delle comunità. Le tradizioni presentate affondano le proprie radici in contesti culturali diversi e stratificati, che spaziano dall’area mediterranea a quella germanica, fino alle espressioni della cultura popolare friulana. Si tratta di un patrimonio complesso e dinamico, nato dall’incontro, dallo scambio e dalla continua rielaborazione di conoscenze che, nel corso del tempo, hanno dato origine a usi e consuetudini ancora oggi conservati nella memoria collettiva e capaci di suscitare curiosità e fascinazione.

Il percorso espositivo
Il percorso espositivo è organizzato in spazi tematici che evocano gli ambienti della vita: la casa, la comunità, i campi e i boschi. Ogni sezione svela una dimensione diversa del rapporto tra uomo e le piante: la cucina e l’alimentazione, le pratiche magiche e le piante velenose, la cura degli animali, la salute e il benessere, le piante tintorie, le piante e la bellezza, la sfera femminile e l’infanzia, fino alla dimensione religiosa e rituale legata alle celebrazioni di San Giovanni Battista e alle tradizioni dei cramàrs.
Accanto ai pannelli dedicati alle diverse specie, illustrati con raffinati acquerelli botanici – realizzati appositamente per l’esposizione e in dialogo con le antiche xilografie dell’erbario Gart der Gesundheit (Giardino della salute, 1486) custodito nella Sala dei Cramàrs del Museo – sono esposti manufatti provenienti dalle collezioni museali e da prestiti. Oggetti di uso quotidiano che restituiscono consistenza e calore ai saperi di un tempo, contestualizzando gli usi, le funzioni e i significati simbolici delle piante, instaurando un dialogo tra patrimonio materiale, memoria collettiva e conoscenze tradizionali.
L’erbario, uno dei primi libri a stampa risalente al 1486 e portato in Carnia da un cramàr, è custodito nella collezione permanente del Museo. Il prezioso volume è il primo erbario pubblicato in lingua tedesca e contiene 435 capitoli con circa 520 piante illustrate da 380 xilografie dipinte a mano: un testo di grande valore che raccoglie conoscenze e curiosità su un tema caro al Museo e che, in questa occasione, è idealmente il seme da cui è germogliata l’intera mostra.

Ascoltare un racconto
A rendere l’esperienza espositiva ancora più immersiva, audioguide gratuite in italiano (presto disponibili anche in inglese, tedesco e carnico) accompagnano il visitatore, sussurrando storie e segreti di un legame antico che, in alcuni luoghi e gesti, non ha mai smesso di vivere.
Attraverso questo inedito itinerario, il pubblico è invitato a riscoprire il ruolo fondamentale che le piante hanno svolto — e che, in alcuni contesti, continuano tuttora a svolgere — nella definizione dell’identità culturale e nella vita quotidiana delle comunità del territorio.
Il biglietto che dà accesso alla mostra comprende anche la visita a tutti gli spazi del Museo a un costo complessivo di € 9,00. È prevista una riduzione di € 2,00 per i visitatori che presentano il biglietto di ingresso della mostra di Illegio “Il Dialogo” o della mostra “LA POESIA DELLO SGUARDO, Loreto Bertoli pittore di Illegio e dell’anima” a Palazzo Frisacco a Tolmezzo.
Biglietto ridotto per i ragazzi dai 6 ai 18 anni e over 65: € 6,00, con riduzione di € 2,00 per i visitatori che presentano il biglietto di ingresso della mostra di Illegio o di Palazzo Frisacco.

Il Mazzo di San Giovanni, il cuore simbolico della mostra
È lui l’immagine guida del percorso: il tradizionale Mazzo di San Giovanni, che accoglie il visitatore nella Sala della Religiosità, ultima tappa prima del commiato. Composto da erbe raccolte la mattina del 24 giugno, secondo riti che il tempo non ha cancellato, questo fascio di piante intreccia conoscenze, pratiche e credenze popolari che sovrappongono natura, spiritualità e vita quotidiana. In esso si riassume il senso più profondo dell’esposizione: raccontare il vincolo sacro e terreno tra le comunità carniche e il mondo vegetale, tra memoria ancestrale e tradizioni ancora pulsanti, tra il passato e il contemporaneo.
In ogni foglia un racconto: alcune curiosità dalla tradizione popolare e proprietà terapeutiche delle piante
La mostra permette al visitatore di immergersi in antiche tradizioni e credenze popolari, legate alle proprietà medicinali tipiche delle piante. Fra esse troviamo ad esempio nella prima stanza (intitolata “Dal prât al plat”) il tarassaco (taraxacum officinale – tale), il cui nome deriva dai termini greci tarakhḕ (“turbamento”) e àkos (“rimedio”), a testimonianza delle numerose proprietà terapeutiche che da sempre gli vengono attribuite, in particolare quelle depurative e antinfiammatorie. Si narra inoltre che all’interno del fiore vivano fate che prendono il volo insieme agli acheni sospinti dal vento.

Nella seconda stanza (intitolata “Il cjanton das stries”) troviamo la pianta di aglio (allium sativum – ai), il cui nome potrebbe derivare dal termine celtico “all”, che significa “aspro” o “bruciante”. Nella tradizione sanscrita è conosciuto come Buthagna, “l’ammazza mostri”, in riferimento al suo valore simbolico di protezione contro mali fisici e mentali. Considerata in alcune tradizioni come “erba degli equinozi”, la pianta di aglio veniva impiegata nei periodi di primavera e autunno, per cicli di circa venti giorni, con l’intento di favorire un’azione depurativa e il riequilibrio dell’organismo. Alla pianta erano attribuite proprietà antivirali e antibatteriche, nonché effetti antiossidanti e detossinanti.
Nella stanza “Savêi di mans, savêi di femines” troviamo la pianta di sambuco, il cui nome deriva probabilmente dal greco sambýkē, antico strumento musicale a corde i cui flauti e tubi sonori venivano realizzati utilizzando i rami cavi dell’arbusto. Per le sue virtù protettive, si usava collocare una croce di sambuco vicino alla culla dei neonati o appenderla alle donne in gravidanza. Con il suo legno si realizzavano inoltre fischietti considerati magici, soprattutto se ricavati da piante cresciute in luoghi dove si udiva il canto del gallo.

La mostra, la figura di Michele Gortani e il patrimonio museale
La mostra si inserisce nel percorso di valorizzazione delle collezioni del Museo, offrendo ai visitatori una nuova chiave di lettura delle sale permanenti e l’opportunità di scoprire aspetti meno noti del patrimonio conservato. Il tema delle erbe, infatti, non appartiene soltanto alla storia e alle tradizioni della Carnia, ma continua a suscitare interesse e curiosità anche nel presente, intrecciando ambiti diversi come la medicina e la farmacia, la cosmesi, la gastronomia e la produzione di distillati. Una scelta che richiama anche la figura di Michele Gortani, fondatore del Museo, naturalista, geologo e profondo conoscitore del territorio, che coltivò fin da giovane una forte passione per la botanica durante le escursioni nelle montagne carniche insieme al padre Luigi. Dalla loro intensa attività di raccolta e studio della flora friulana nacque uno storico erbario di circa 30.000 reperti botanici, oggi conservato presso il Museo Friulano di Storia Naturale. Attraverso un linguaggio contemporaneo e accessibile, l’esposizione mette così in dialogo ricerca scientifica, memoria e tradizioni, invitando il pubblico a osservare il patrimonio museale da prospettive nuove.
Eventi: laboratori, camminate, sapori e musica. Il calendario completo
La mostra non si chiude tra le pareti del Museo, ma si riversa nel territorio con un calendario di appuntamenti pensati per emozionare e coinvolgere. Il racconto sulla tradizione botanica della Carnia si sviluppa anche attraverso una serie di appuntamenti – che spaziano tra incontri di approfondimento, camminate, degustazioni e laboratori per grandi e piccoli – ideati dal Museo per permettere ai partecipanti di entrare nella cultura carnica sulle erbe.

La presentazione del libro “Anna dei rimedi” nell’ambito di “Tolmezzo Vie dei Libri”
In occasione del festival letterario “Tolmezzo Vie dei Libri”, il Museo propone e organizza la presentazione del volume “Anna dei rimedi” di Marta Mauro, pubblicato da Forum Editrice (anno di pubblicazione 2015; ultima ristampa 2019). Un incontro complementare all’inaugurazione della mostra e pensato per permettere al pubblico di avvicinarsi al ricco patrimonio di saperi e conoscenze del mondo botanico, in particolare a quello carnico, i cui benefici sono ancora oggi oggetto di studio e fascinazione. A dialogare attorno al libro – che in copertina vede un particolare del dipinto “Ritratto di Giacomina De Corte Billiani” di Silvestro Nosei (1763), parte delle collezioni del Museo – Giuliana Valentinis e Maria Cristina Cescutti, scrittrici e docenti esperte di tradizioni popolari e antichi rituali del territorio carnico. A introdurre l’evento, Aurelia Bubisutti, Presidente del Museo.
Il volume si svolge intorno a un viaggio nella Carnia del Settecento tra superstizioni, credenze e antichi saperi tramandati di generazione in generazione. Al centro della narrazione vi è l’arte medisinaria: la pratica di curare malattie e disturbi attraverso erbe, infusi e rimedi naturali, che la protagonista Anna apprende seguendo le orme della madre. L’incontro permette di approfondire il tema delle erbe e delle piante officinali, cui è dedicata la nuova mostra del Museo.
Domenica 14 giugno, “Dalla foglia al foglio: passeggiata con acquarello botanico”
Domani, domenica 14 giugno, è in programma l’appuntamento “Dalla foglia al foglio: passeggiata con acquarello botanico”, con la naturopata Maria Nives Granzotti e l’illustratrice Anita Frison, curatrici della mostra. Un’esperienza immersiva tra natura e arte: una passeggiata alla scoperta delle erbe spontanee, guidata passo dopo passo, seguita da una lezione di acquerello botanico. Durante il laboratorio, i partecipanti avranno l’opportunità di dipingere le piante osservate, trasformando l’esperienza sul campo in un’illustrazione con acquarello e inchiostro. L’evento prevede un numero massimo di 20 partecipanti, al costo di € 10 con prenotazione obbligatoria scrivendo a [email protected] o contattando il numero 0433 43233. Il ritrovo per la partenza della passeggiata è previsto in Località Sega, 8 – 33028, Tolmezzo (UD). Due i turni in programma: dalle 9.30 alle 11.30 oppure dalle 10.30 alle 12.30.

Domenica 14 giugno, ore 21.30, Piazza XX Settembre. “Armonie in piazza: il Museo incontra la città”
Protagonista della serata sarà la band Pink Planet, apprezzata per le sue coinvolgenti reinterpretazioni dei Pink Floyd, capace di evocare atmosfere senza tempo e di parlare a più generazioni. L’evento sarà arricchito dalla presenza di Andrea Ioime di Radio Onde Furlane, che accompagnerà il pubblico con una narrazione dinamica e coinvolgente, intrecciando racconti, curiosità e suggestioni legate alla storia della band e al loro repertorio. L’evento è organizzato dal Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” e realizzato con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia.
Mercoledì 24 giugno, ore 19. “Crea il tuo Mazzo di San Giovanni: camminata guidata da Maria Nives Granzotti”
In occasione della tradizionale notte di San Giovanni, il Museo propone una suggestiva camminata alla scoperta delle erbe spontanee e delle antiche tradizioni legate a questa ricorrenza. Durante il percorso i partecipanti potranno raccogliere le erbe tipiche del periodo e realizzare il proprio personale Mazzo di San Giovanni. Partenza da via Tre Croci, 20 – Formeaso di Zuglio. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria (massimo 10 partecipanti) contattando il Museo al numero 0433 43233 o scrivendo una mail a [email protected]

Venerdì 26 giugno, ore 18.30, Museo Carnico. “La frite carnica: storie d’erbe, territorio e memoria”
Le erbe spontanee raccontano la storia della Carnia, delle sue tradizioni e del profondo legame tra uomo e natura. In questo incontro Ursula Puntel, erborista esperta, e Chiara Selenati, food blogger e autrice, entrambe rappresentanti dell’Accademia delle Erbe di Montagna, guideranno il pubblico alla scoperta delle erbe che compongono la tradizionale frite carnica, illustrandone caratteristiche, usi popolari e impieghi in cucina. L’incontro sarà accompagnato da una degustazione di assaggi da aperitivo preparati con erbe spontanee del territorio, per riscoprire attraverso il gusto profumi e sapori autentici della Carnia. Prenotazione obbligatoria contattando il Museo al numero 0433 43233 o scrivendo una mail a [email protected]. Quota di partecipazione: 25 €.

Gli appuntamenti nei mesi di luglio e agosto
Gli eventi collegati alla mostra proseguiranno anche nel cuore del periodo estivo:
- Venerdì 17 luglio e giovedì 13 agosto alle ore 18 sono in programma due visite guidate della mostra con la curatrice Maria Nives Granzotti, seguite da un aperitivo. Costo: 25 €.
- Martedì 30 luglio, mercoledì 12 agosto e giovedì 27 agosto alle ore 15 sono in programma tre laboratori di ceramica botanica in cui erbe e fiori diventano protagonisti di un erbario ceramico. I partecipanti potranno osservare, raccogliere e imprimere sull’argilla fresca le loro forme delicate, creando piccoli mondi botanici che custodiscono storie e poesie naturali. Costo: 6 €.
- Giovedì 20 agosto doppio laboratorio di disegno ad acquerello dedicato agli animali del bosco e alle fiabe, rivolto ai bambini, alle ore 10 e alle 14. Costo: 10 €.
- Venerdì 28 agosto alle ore 21 è in programma la visita guidata della mostra dal titolo “Museo o ce biel lusor di lune”. Costo: 10 €.
Per info e dettagli visitare il sito www.museocarnico.it, scrivere all’indirizzo [email protected] o chiamare il numero 0433 43233.

APPROFONDIMENTI
Di seguito l’elenco delle piante raccontate nelle rispettive sale del Museo.
SALA CUCINA: Tarassaco, Silene, Salvia, Boragine, Patata.
SECONDA SALA CUCINA: Belladonna, Mandragora, Assenzio, Aconito, Giusquiamo, Aglio.
SALA MALGHE: Ortica, Tiglio, Imperatoria, Agrimonia, Finocchio selvatico, Olivello spinoso.
CAMERA INTAGLIATA: Iperico, Betonica, Menta, Sambuco, Rosa canina, Piantaggine.
SALA BAMBINI: Lavanda, Achillea, Malva, Melissa, Camomilla, Angelica.
SALA TESSITURA: Abete, Betulla, Castagno, Noce, Quercia, Crespino (Berberis), Mirtillo, Solanum nigrum, Sambuco, Galium verum, Ginestrella, Edera, Ontano, Ortica.
SALA CICERI: Celidonia, Calendula, Aquilegia, Bardana, Betulla, Enotera.
SALA CRAMÀRS: Teriaca, Larice, Artemisia Volgare.
SALA RELIGIOSITÀ: Mazzo di San Giovanni.
