L’anteprima nazionale de “Il Principe d’Egitto – Il Musical” alla “Sala delle Assicurazioni Generali” de “Il Rossetti” ha il peso dei grandi eventi destinati a lasciare un segno preciso nel panorama del Teatro Musicale italiano. Non soltanto per l’imponenza produttiva o per la notorietà del titolo da cui prende vita, ma perché questa nuova produzione sembra voler riportare il Musical verso quella dimensione spettacolare e narrativa che appartiene ai grandi Kolossal internazionali. E il fatto che tutto parta proprio dal “Rossetti” di Trieste assume un valore ancora più simbolico, considerando il ruolo sempre più centrale che il teatro triestino sta avendo nella distribuzione dei grandi Musical europei.

Portare sul palcoscenico “Il Principe d’Egitto” significava affrontare una sfida enorme. Il film d’animazione della “DreamWorks” del 1998 non fu semplicemente un successo cinematografico. Fu un’opera capace di cambiare il modo di raccontare l’animazione epica. La casa di produzione di Steven Spielberg realizzò un film che seppe parlare a pubblici diversi senza trasformare la vicenda biblica in una lezione morale. Tutto passava attraverso la forza delle immagini, il movimento delle folle, il rapporto doloroso tra Mosè e Ramses, le musiche monumentali di Stephen Schwartz e un impatto visivo che ancora oggi resta nella memoria collettiva.

Le sequenze del Nilo, i palazzi egizi, le piaghe, l’apertura del Mar Rosso, le immense scene corali: immagini che sembravano appartenere più al linguaggio del cinema che a quello del teatro. Eppure questa nuova versione teatrale riesce nell’impresa più difficile: non imitare il film, ma restituirne l’anima attraverso strumenti completamente diversi.

Il merito principale di questo spettacolo appartiene alla visione registica di Federico Bellone, oggi uno dei nomi italiani più autorevoli nel panorama internazionale del Musical. Negli ultimi anni Bellone ha costruito una carriera impressionante che lo ha portato dai grandi teatri italiani ai palcoscenici di Londra, Madrid e Parigi, imponendo uno stile riconoscibile e personale. Le sue produzioni di “The Phantom of the Opera”, “Dirty Dancing”, “Ghost”, “Charlie and the Chocolate Factory”, e soprattutto “Anastasia” hanno dimostrato una capacità rara: reinventare grandi titoli senza tradirne l’identità originaria.

Il suo percorso artistico è particolare anche per la rapidità con cui si è imposto. Nato a Milano in una famiglia lontana dal mondo dello spettacolo, Bellone dirigeva già un teatro e una scuola di recitazione a sedici anni. Poco dopo arrivò l’esperienza alla Compagnia della Rancia accanto a Saverio Marconi, uno dei padri del Musical italiano moderno. Da lì iniziò una crescita continua che lo avrebbe portato a lavorare nei più importanti circuiti internazionali del Musical.

Quello che colpisce del suo lavoro è la capacità di costruire immagini sceniche dal forte impatto cinematografico senza perdere il senso teatrale della presenza umana. E proprio questo approccio emerge con grande chiarezza ne “Il Principe d’Egitto”.

Nelle sue note di regia Bellone definisce questo spettacolo con una parola molto precisa: “Kolossal”. Ed è interessante come utilizzi questo termine non solo per indicare la grandezza dell’allestimento, ma soprattutto per descrivere il tipo di emozione che vuole creare. In uno dei passaggi più significativi delle sue note scrive infatti che il ricordo del film era legato “a scene di massa grandiose, quasi da “Ben-Hur”, unite a una musica di forza straordinaria”. Ma la parte più interessante arriva quando spiega che il vero obiettivo non era semplicemente stupire, bensì raccontare “una storia di perdono e comunità attraverso un teatro capace di emozionare tutta la famiglia”.

Ed è probabilmente questa la chiave dello spettacolo: l’equilibrio continuo tra monumentalità e sentimento.

Le scenografie, curate dallo stesso Bellone, che possono apparire statiche, di primo acchito ripetitive, in realtà trasformano continuamente lo spazio senza mai interrompere il ritmo della narrazione, grazie a un gioco di luci, effetti curati ma non ridondanti, veli e mezzi sipari di grande effetto scenico, dove l’Egitto emerge come una civiltà monumentale fatta di geometrie immense, scale, colonne e prospettive che sembrano schiacciare gli esseri umani sotto il peso del potere faraonico, infatti le luci e gli effetti speciali non sono semplicemente decorativi ma diventano parte integrante della drammaturgia e della stessa scenografia. Toni dorati e incandescenti accompagnano la “Corte Reale”, mentre sfumature più fredde e cupe dominano le scene interiori di Mosè. In altri momenti ancora la luce si trasforma quasi in elemento spirituale, scolpendo i volti e creando immagini di forte suggestione pittorica.

Straordinario anche il lavoro sugli effetti scenici di Paolo Carta, la scelta più intelligente è quella di non inseguire il cinema digitale, ma di utilizzare il linguaggio teatrale per costruire stupore autentico. Le piaghe d’Egitto vengono raccontate attraverso giochi prospettici, illusioni ottiche, movimenti scenici e trasformazioni luminose che restituiscono un senso di meraviglia impossibile da replicare sullo schermo. Ogni effetto nasce dalla scena e resta profondamente teatrale.

Anche il lavoro coreografico evita qualsiasi estetica puramente decorativa, i movimenti collettivi servono continuamente la narrazione. Le masse diventano organismo scenico: raccontano la schiavitù, il potere, la ribellione, la paura, l’esodo, non ci sono mai interruzioni tra recitazione, danza e canto. Tutto appare costruito come un flusso unico.

Musicalmente la partitura di Stephen Schwartz conserva intatta la sua forza. Le canzoni non diventano mai semplici parentesi musicali, ma proseguono l’azione emotiva dei personaggi. “When You Believe”, il brano simbolo del film reso celebre dalle interpretazioni di Whitney Houston e Mariah Carey, mantiene tutta la sua intensità anche cantata in italiano, inserendosi in un contesto scenico molto più corale e narrativo con un ensemble finale degno appunto di un Kolossal.

Al centro dello spettacolo resta naturalmente il rapporto tra Mosè e Ramses. Ed è qui che il casting trova due interpreti capaci di sostenere una tensione emotiva continua:

Riccardo Maccaferri che ha al suo attivo lavori in produzioni internazionali fra USA, Giappone e Canada, già Gringoire in “Notre Dame de Paris” e Benvolio in “Romeo e Giulietta -Ama e cambia il mondo” a Verona, costruisce un Mosè tormentato, fragile, lontano da qualsiasi figura eroica convenzionale. Il suo percorso appare continuamente attraversato dal dubbio e dalla ricerca identitaria. Vocalmente affronta una partitura complessa con intensità e precisione, ma è soprattutto nella recitazione che emerge il lato più interessante della sua interpretazione.

Accanto a lui Lorenzo Tognocchi, che si è distinto anche in televisione, offre un Ramses molto umano, rabbioso e profondamente ferito. Non viene mai trasformato in un antagonista assoluto, al contrario, il suo personaggio vive costantemente schiacciato dal peso dell’eredità paterna e dalla paura di perdere il fratello che considera parte della propria vita.

Molto intensa anche Giulia Sol nel ruolo di Tzipporah. Artista già conosciuta nel panorama del Musical per produzioni importanti tra Italia ed estero, porta in scena una presenza elegante ma mai distante, riuscendo a dare forza emotiva ai momenti più lirici dello spettacolo.

Imponente la presenza scenica di Gipeto nei ruoli del Faraone Seti e di Jethro. La sua esperienza emerge soprattutto nella capacità di differenziare due figure completamente opposte: il sovrano dominato dal potere e il padre spirituale più umano e accogliente.

Molto efficace anche Michelle Perera nei ruoli di Yocheved e Miriam. Le sue scene possiedono una forte tensione emotiva e contribuiscono ad amplificare il lato più umano della vicenda.

La triestinissima Daniela Pobega, che annovera importanti esperienze in Spagna, Italia ed Inghilterra dona eleganza alla Regina Tuya mentre Matilde Guidotti tratteggia una Nefertari intensa e luminosa.

Molto teatrale anche la presenza di Fabrizio Corucci nel ruolo del Sacerdote Hotep, figura inquietante che accompagna i momenti più oscuri della corte egizia. Solido anche Renato Tognocchi nel ruolo di Aaron.

Importante e incisivo il contributo dell’ensemble, elemento decisivo in uno spettacolo di questa portata, Chiara Vergassola, Rocco di Donato e Lorenzo Maria Gianbattista partecipano a scene collettive costruite con una precisione impressionante, dove il movimento assume spesso un valore narrativo vero e proprio.

Non possiamo dimenticare una perfetta orchestrazione dal vivo che ha reso ancora più coinvolgente questo Musical, offrendo spunti di puro lirismo musicale.

Ciò che rende davvero speciale questa anteprima nazionale al “Il Rossetti” è però la coerenza complessiva dell’intero progetto. Tutto sembra appartenere a un’unica idea di teatro. Le scenografie dialogano continuamente con le luci, le coreografie attraversano la musica, gli effetti speciali accompagnano il racconto senza schiacciarlo, esaltandolo.

E forse è proprio questo l’aspetto più sorprendente de “Il Principe d’Egitto – Il Musical”. Dietro la monumentalità dell’allestimento emerge soprattutto il desiderio di raccontare una storia profondamente umana. Una storia di fratelli divisi, di libertà, di identità, di scelte impossibili. Una storia che il teatro riesce ancora oggi a trasformare in qualcosa di vivo e condiviso.

In replica alla “Sala delle Assicurazioni Generali” de “Il Rossetti” in Anteprima assoluta sabato 16 Maggio alle ore 16.00 e 20.30 e domenica 17 Maggio alle ore 16.00

“IL PRINCIPE D’EGITTO IL MUSICAL”

IL TEAM CREATIVO

FEDERICO BELLONE – REGIA & SCENOGRAFIE

PAOLO CARTA – ILLUSIONI & EFFETTI SPECIALI

GIOVANNI MARIA LORI – SUPERVISIONE MUSICALE

MARTA MELCHIORRE – SEZIONE DANZA E MOVIMENTI COREOGRAFICI

ELENA CICORELLA – COSTUMI, ACCONCIATURE, TRUCCO

VALERIO TIBERI – DISEGNO LUCI

POTI MARTIN – DISEGNO FONICO

CAST

RICCARDO MACCAFERRI / MOSÈ

LORENZO TOGNOCCHI – RAMSES

GIULIA SOL – TZIPORRAH

GIPETO – FARAONE SETI / JETHRO

MICHELLE PERERA – YOCHEVED / MIRIAM

DANIELA POBEGA – REGINA TUYA

MATILDE GUIDOTTI – NEFERTARI

FABRIZIO CORUCCI – SACERDOTE HOTEP

RENATO TOGNOCCHI – AARON

CHIARA VERGASSOLA – ENSEMBLE

ROCCO DI DONATO – ENSEMBLE

LORENZO MARIA GIAMBATTISTA – ENSEMBLE

ITALIAN TOUR

Première Nazionale: Teatro “Brancaccio”, Roma – dal 29 ottobre 2026

Milano: Teatro “Arcimboldi” – dal 26 novembre 2026

INCONTRANDO NON PER CASO “IL FARAONE GRANBASSI ”

E’ sempre un piacere scambiare due parole con il Presidente de “Il Rossetti” Francesco Granbassi in versione “Faraone”, che denota il suo splendido carattere anche giocoso e affabile, un modo perfetto per guidare in armonia un complesso meccanismo come questo Teatro, dopo la Prima de “Il Principe d’Egitto”. Infatti anche molti altri addetti ai lavori de “Il Rossetti” e non, avevano magari solo un copricapo, ma volevano sfoggiare qualcosa che ricordasse l’antico Egitto: a fine spettacolo nel Foyer “Vittorio Gassman” era stata allestita una vera e propria festa con un buffet degno di una corte faraonica e del “Il Rossetti”, con tanto di Dj per questa Prima a cui tutto il cast, gli invitati e gran parte dell’organico de “Il Rossetti” e della stampa erano stati invitati.

Carissimo, innanzitutto complimenti per la mise, degna di un vero Faraone. Ci sembra che ancora una volta “Il Rossetti” abbia stupito il suo pubblico con questa Prima nazionale.

“Grazie, sono non solo soddisfatto ma entusiasta sia di questo Musical su cui ero convinto della sua bellezza e grandezza. Non credevo che mi sarebbe così rimasto impresso già dalla giornate di ieri (L’anteprima Assoluta n.d.r.)”.

Il Rossetti” non finisce mai di stupirci, e dato che siamo quasi a fine cartellone, dopo le due prime al “Teatro Lirico Giuseppe Verdi” che sono state eccezionali ci avete riservato un’altra Prima straordinaria.

Infatti, sono veramente raggiante per questa finale di stagione, e devo ringraziare tutti, dai miei collaboratori, a chi ha voluto ritornare a Trieste per far debuttare un Kolossal musicale come questo: Federico Bellone.”

Il pubblico come sempre non ha deluso anzi…

“Assolutamente questo pubblico credo ce lo invidiano in molti, passare dalla lirica e prosa a questo Musical senza “batter ciglio” e continuando a farci fare sold out, significa non solo affetto ma competenza sempre ad altissimi livelli e siamo più che felici che anche questa sera non c’era solo un pubblico triestino e per questo voglio sinceramente ringraziare ancora una volta Federico (Bellone) e la Brodway Italia: chiudere così la stagione con un Kolossal del genere come “Il Principe d’Egitto” in Prima assoluta è un vanto per ”Il Rossetti” e la città.”

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Lasciamo il Presidente Granbassi tra un nugolo di persone che più che giustamente si complimentano con lui per un’altra serata e spettacolo al di sopra delle righe. Noi possiamo solo riaffermare che Granbassi e tutto “Il Rossetti” ci sta veramente viziando dolcemente, grazie all’alto livello degli spettacoli presentati quest’anno al “Il Rossetti” e le straordinarie Prime offerteci e già “vediamo” qualcosa di eccezionale all’orizzonte per il nuovo cartellone 2026-2027.

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UN KOLOSSAL MUSICALE, UN REGISTA E LA SUA CREATURA “IL PRINCIPE D’EGITTO”: FEDERICO BELLONE UN INCONTRO DAI TONI EMPATICI E CORDIALI INASPETTATI.

Vogliamo innanzitutto sottolineare che questo Musical in Prima Nazionale a “Il Rossetti” ha entusiasmato sia noi che un pubblico in delirio alla fine dello spettacolo. Ma la cosa più piacevole e da cui possiamo comprendere meglio del perché questo Musical avrà un enorme successo è stata anche la simpatica e la fresca spontaneità del regista e scenografo Federico Bellone, una simpatia che nasce già dalle prime parole, da quel “tu” inatteso che solo le persone che conservano quell’umiltà geniale di saper recepire da chiunque qualcosa che potrebbe anche non sapere, conoscere, che è il massimo dell’intelligenza non solo teatrale.

Carissimo Federico, “Il Rossetti” e Trieste dovrebbero ringraziarti per aver portato ancora una volta un tuo lavoro qui e in più questo “Principe d’Egitto” anche in Anteprima e in Prima, un lavoro che ti sarà costato mesi di preparazione e studio.

Sono io che devo ringraziare il Presidente Granbassi, “Il Rossetti” e tutto il suo staff: ormai è quasi un meraviglioso dovere venire qui anche per debuttare con un Musical a cui sono legato molto e devo ringraziare ancora una volta il pubblico di questa città che mi, ci ha accolto in maniera trionfale, è una gioia debuttare qui.”

Volevamo sottolineare nel tuo lavoro, che la scenografia, pur sempre complessa, in realtà è quasi statica nei suoi fondamentali: la luce, gli effetti speciali che non prevaricano sulla teatralità ma la completano, crediamo sia stata una scelta perfetta per valorizzare al massimo le musiche, la trama, l’intero cast e focalizzare sul cantato, sul recitativo le emozioni che questo Musical ci offre.

“E’ vero, tutto si concentra su questi cinquanta e passa cantanti che sono ballerini, attori che hanno dato il meglio di sè, per far comprendere al meglio questa storia epica; le scenografie completano quello che il cast offre, esaltandolo ancora di più, anche attraverso le luci e i coerenti effetti speciali, anche se devo dire che c’è ancora qualcosa da limare, perfezionare.”

Diciamo, che essendo una “Prima” può accadere qualche non in sincrono ma del resto capita anche a Musical collaudati da anni, figuriamoci a una prima. Altra cosa che ci è piaciuta è stata la corretta idea sì di sfondare la quarta parete, ma di usarla quasi come fondale, parte dello stesso spettacolo per dare ancora di più quel senso di profondità, di partecipazione emotiva che crediamo tu cerchi. Inoltre il corale su “When You Believe” è stato veramente unico.

“In effetti è proprio così, volevo dare profondità e avere allo stesso tempo la partecipazione

del pubblico, cosa che mi pare sia riuscita ed anche attirare la sua attenzione e l’applauso e su “When You Believe – Credimi” ho pensato molto assieme a Lori (Supervisione Musicale n.d.r.) su come farla eseguire e presentarla nel modo migliore con le musiche e le parole tradotte in italiano di Stephen Schwartz e l’ovazione del pubblico dopo il “corale” è stata una grande soddisfazione.”

Inutile chiederti quali progetti futuri, sicuramente una fiammella ideativa e creativa, un abbozzo da qualche parte sta covando.

“Non saprei….per ora sto volando dall’Italia alla Spagna per i miei diversi Musical che sono in tournée, poi questo “Principe D’Egitto” che deve ancora crescere ed essere, mi auguro apprezzato come qui, in tutta Italia…”

Grazie mille Federico, non solo per il tempo regalatoci, ma per il Musical che ci hai offerto e presentato questa sera al “Il Rossetti”:“Il Principe d’Egitto”, anche se siamo convinti che in fondo in fondo una nuova idea, un nuovo progetto da qualche parte nella mente di Federico Bellone gli sta già palesando, essendo un personaggio del mondo teatrale così geniale e vulcanico.