Il Comune di Muggia ha presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa, i risultati delle analisi effettuate dal Politecnico di Torino sulla previsione dell’impatto prodotto dai lavori del futuro cantiere per l’allargamento della galleria, un documento dal quale emerge, in sintesi, che le vibrazioni non incideranno sulla zona, tanto che i valori misurati alle volte non raggiungono nemmeno la soglia di rilevamento. Pe quanto attiene al rumore, questo rientra nei valori stimati nei consueti parametri dei cantieri stradali.

Alla conferenza stampa sono intervenuti il sindaco Paolo Polidori, l’assessore comunale Elisabetta Steffè e l’ingegnere comunale Paolo De Tullio.

Dalle relazioni emerge che le opere risultano quanto mai necessarie al fine del consolidamento della volta. Le perforazioni eseguite confermano quanto già rilevato dalla Geosyntech tramite georadar, ovvero la presenza di ampie zone di vuoto sopra la volta.

Gli ulteriori approfondimenti conclusi si sono resi necessari in considerazione alla sentenza del Tar, che chiedeva verifiche su vibrazioni e rumori durante la fase dei lavori. 

A seguito dell’esito positivo dello studio, prosegue quindi l’iter amministrativo che porterà all’indizione della gara di appalto.

RELAZIONE SU VIBRAZIONI E RUMORI 

Entrando nel dettaglio degli studi fatti, si specifica quanto segue

Le misurazioni sono state effettuate a marzo 2026. La scelta ha previsto di analizzare le sezioni più critiche, cioè quelle con minima copertura al di sopra della calotta ed in cui, pertanto, l’effetto delle vibrazioni in superficie avrebbe dovuto essere massimo. Le misurazioni effettuate sono state la velocità di vibrazione sulla strada sovrastante la galleria e l’accelerazione all’interno di edifici particolarmente significativi durante l’esecuzione di perforazioni in galleria. (Torre e chiesa di San Francesco).

Nella maggioranza dei monitoraggi non si è attivato nessun geofono.

“Le misure delle velocità di vibrazione in superficie – si legge nella relazione del politecnico di Torino – potenzialmente riconducibili alle perforazioni, hanno raggiunto, in un solo caso, il valore massimo di 0,262 mm/s che è comunque inferiore di circa 10 volte il valore di 3 mm/s che a sua volta è la soglia minima suggerita dalla DIN 4150-3 per edifici sensibili (monumenti di interesse storico). Con riferimento invece alle soglie per edifici residenziali, le vibrazioni misurate in un caso sono pari a circa 1/20 del valore soglia che è di 5 mm/s.  Nella maggioranza dei casi gli strumenti in superficie non si sono invece neppur attivati, quindi la vibrazione è, addirittura, inferiore a 0,25 mm/s che è il valore di trigger. Importante far notare come le misure della velocità di vibrazione in superficie, in presenza di traffico ed assenza di perforazione, hanno attivato il trigger di alcuni geofoni in occasione del passaggio di mezzi pesanti in prossimità dello strumento”.

Tutte le vibrazioni registrate restano, comunque, molto al di sotto delle soglie ammissibili identificate dalle norme.

In conclusione, i risultati confermano che le perforazioni in galleria sia per le chiodature sia per la realizzazione dello scavo con la tecnologia superwedge non inducono vibrazioni significative in superficie, e che, anzi, queste sono inferiori ai valori indotti dal traffico di mezzi pesanti presente sulla strada.

Analoghe conclusioni possono essere desunte per la misura delle accelerazioni all’interno degli edifici che sono state praticamente nulle ed inferiori al valore di fondo.

I lavori previsti quindi consentiranno di consolidare non solo la galleria ma anche la base dove poggiano gli edifici soprastanti.