A settembre al via i lavori per il nuovo Fosso Z.I.U.-Brentana. Completati anche gli interventi irrigui per l’ammodernamento dei canali irrigui di Santa Maria e Gonars
È previsto per settembre l’avvio dei lavori del Fosso Z.I.U.–Brentana, un’opera strategica per la sicurezza idraulica del bacino in destra Torre, come annunciato dal Consorzio di Bonifica Pianura Friulana in un’assemblea pubblica a Santa Maria la Longa. Il progetto, finanziato con 8,8 milioni di euro tra fondi statali e regionali, rappresenta l’ultimo tassello del percorso avviato dopo l’alluvione del 2006 e aggiornato per rispondere ai cambiamenti climatici e agli eventi meteorici sempre più intensi.
Il nuovo scolmatore permetterà di scaricare le portate di piena provenienti dalla Zona Industriale Udinese, captare le acque meteoriche dei bacini afferenti, migliorare tratti viari soggetti a criticità, come via della Stazione e via dei Prati. L’opera prevede anche una nuova area di laminazione lungo la roggia Brentana, con una capacità di invaso di 85.000 m³, progettata per non aggravare le condizioni delle aree di valle e contribuire alla riqualificazione ambientale del territorio.
Parallelamente, il Consorzio ha concluso a maggio 2026 l’intervento di ammodernamento dei canali irrigui di Santa Maria e Gonars (finanziato dalla Legge 178/2020). L’opera, del valore di 5,25 milioni di euro, ha efficientato oltre 900 ettari di superficie irrigua nei Comuni di Udine, Pradamano, Pavia di Udine, Santa Maria la Longa e Bicinicco, riducendo le perdite idriche fino al 40% grazie al ripristino dei rivestimenti in calcestruzzo dei canali storici.
Le istituzioni regionali
L’incontro si è aperto con i ringraziamenti ai rappresentanti istituzionali da parte dell’assessore all’agricoltura del Comune di Santa Maria la Longa, Giacomo Moschion. Il consigliere regionale Mauro Di Bert ha poi ricordato come il lungo percorso che dall’alluvione del 2006 sia giunto finalmente all’affidamento dei lavori. “Auspichiamo ora controlli continui, perché l’impegno è stato grande e le aspettative dei cittadini sono alte. Ringrazio il presidente Fedriga per i 6 milioni di euro stanziati e l’assessore Scoccimarro per gli ulteriori 2,5 milioni”. Il consigliere regionale Igor Treleani ha aggiunto: “L’avvio dei lavori rappresenta un tassello fondamentale per proteggere i cittadini dagli eventi meteorologici estremi, si completa così un’opera strategica per la sicurezza idraulica del Medio e Basso Friuli. La mitigazione del rischio idrogeologico è una delle sfide più importanti per il futuro dei nostri territori; l’intervento aumenterà la capacità di smaltimento delle acque meteoriche e ridurrà il rischio di allagamenti”.
Il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana
“I fondi si trovano quando c’è la volontà di fare sistema – ha sottolineato la presidente Rosanna Clocchiatti, accompagnata dal direttore generale Armando di Nardo e dai tecnici consortili -. Il lavoro delle istituzioni e del personale consortile è stato enorme; in quest’area il nostro intervento, con opere sia idrauliche sia irrigue, è assiduo, perché esse servono non solo a mettere in sicurezza il territorio, ma anche a svilupparlo per l’agricoltura”.
“Il nuovo fosso Z.I.U.-Brentana è l’ultimo tassello del progetto originario, aggiornato tenendo conto dei cambiamenti climatici – ha spiegato l’ingegnere Edy Agnolin –. Consentirà lo scarico delle acque della Zona Industriale Udinese e la captazione delle acque meteoriche dei bacini afferenti, con una portata stimata di circa 30 m³/s. Saranno migliorati anche alcuni tratti viari soggetti a criticità. Il tracciato corre parallelo alla ferrovia Udine-Cervignano, con sezioni concordate con RFI in vista del futuro raddoppio della linea. L’opera si immetterà nella roggia Brentana dopo 5,5 km, garantendo sicurezza idraulica con un tempo di ritorno di 100 anni”. Il geometra Mauro Vidoni ha ricordato il ruolo della Legge 178/2020, che ha finanziato cinque interventi, tre dei quali già in esecuzione, fondamentali per l’ammodernamento dei canali di adduzione. “La rete del Consorzio è stata costruita decenni fa e oggi presenta rivestimenti degradati con perdite del 30–40%; con gli interventi in corso garantiamo impermeabilità per i prossimi cinquant’anni. Parliamo di infrastrutture irrigue, non di corsi naturali – ha precisato -, che non ricadono quindi nelle normative ambientali. La loro funzione è solo quella di trasportare acqua senza disperderla”.
I Comuni coinvolti
“Dal 2006 al 2026 sono passati ben 20 anni, durante i quali c’è stato un grande lavoro di tutti. La preoccupazione maggiore resta l’abitato di Santa Maria: dobbiamo essere vigili e per questo chiediamo sostegno al Consorzio”, ha affermato il sindaco di Santa Maria la Longa, Fabio Pettenà. Beppino Govetto, sindaco di Pavia di Udine, ha aggiunto: “Non si finisce mai di studiare il territorio. Gli allagamenti sono stati frequenti, ma negli ultimi cinque anni siamo riusciti a contenerli grazie a interventi costosi e a un lavoro efficace del Consorzio”. In tal senso, fa sapere il Consorzio, ulteriori importanti benefici per la mitigazione del rischio idrogeologico potranno essere dati dalla realizzazione di interventi di completamento per circa 12 milioni di euro, di cui si auspica urgente finanziamento; parte di questi potrebbero essere previsti anche in difesa dell’abitato di Santa Maria la Longa.